Dopo la Giornata della Vita Consacrata/Le Benedettine di Lecce, testimoni di fedeltà
Anche nella nostra Diocesi la presenza dei religiosi è ben radicata in modo particolare nel centro storico di Lecce vivono le Monache Benedettine claustrali che hanno questa chiamata radicale alla vita consacrata.
Le Monache si ispirano a Benedetto da Norcia (Norcia 480 ca. – Montecassino 547 ca.), fondatore del monastero di Montecassino, padre del monachesimo occidentale; proveniente da una illustre famiglia norcina, studiò in gioventù a Roma; non approvando la vita scostumata della città, si trasferì in una zona disabitata presso Subiaco, dove visse in una caverna (poi detta Grotta Santa) per tre anni. In questo periodo la sua fama di santo si diffuse e attirò folle di fedeli.
A colloquio con la Madre Badessa si vive la sensazione che la consacrazione indica comunque una vita speciale che testimonia dei valori che sono i Comandamenti e i Consigli del Signore: vivere una vita di libertà verso i beni; lasciare da parte la vocazione del matrimonio; vivere l’obbedienza a Dio più strettamente attraverso un ritiro dal mondo.
Il cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, il sotto-segretario del Dicastero, il padre cistercense Sebastiano Paciolla, fanno notare in una intervista rilasciata al Corriere della Sera che negli ultimi decenni sono cresciuti nella Chiesa i nuovi movimenti ecclesiali capaci di affiancarsi alle congregazioni religiose tradizionali nella Chiesa.
Non c’è contraddizione tra ordini religiosi e movimenti ecclesiali. Benedetto formulò una regola, poi adottata dalla maggior parte dei monasteri occidentali, che poneva in risalto i valori della vita cenobitica e del lavoro manuale, così a Lecce le nostre Monache vivono e ci testimonino il carisma di un santo sempre attuale per le giovani in ricerca vocazionale.
Carmelo Simmini















