Drug Test: “Cresce nel Salento la cultura della Sicurezza”
A colloquio con la Dott.ssa Lucia Tondo, Dirigente della Polizia Stradale di Lecce: in estate servizi mirati.
“Quando qui a Lecce abbiamo sperimentato il “drug test”, su circa trecento controlli almeno sette risultavano positivi, una percentuale significativa. Una media pari a venti su trecento, quando si è trattato dell’etilometro”.
A Salento, Estate, Giovani. Una trilogia che inneggia alla vita, ma spesso ha invece un epilogo diverso… L’Ora del Salento ha scelto di accostarsi a questo tema delicato, ma essenziale, avvalendosi del prezioso intervento di Lucia Tondo, giovane Dirigente della Polizia Stradale di Lecce, la quale ha nuovamente prestato la sua consulenza, questa volta guidandoci in un concreto discernimento di alcune specifiche operazioni condotte dalle pattuglie stradali per verificare l’uso, durante la guida di autovetture, di alcool o di sostanze stupefacenti.
Dott.ssa Tondo, quali saranno i prossimi programmi operativi che vedranno impegnati gli agenti della Polizia Stradale lungo i litorali salentini?
Nei mesi di luglio e agosto, di consueto, con le pattuglie programmiamo per i fine-settimana dei servizi mirati a verificare lo stato di alterazione psicofisica degli utenti alla guida, anche quest’anno si procederà nella stessa maniera controllando in particolare le zone inerenti Otranto e Gallipoli, implementando i nostri gruppi tramite la Questura di Lecce e la Polizia Provinciale. Gli operatori saranno dislocati presso le località di intrattenimento e di svago della nostra stagione estiva.
Quali sono gli strumenti per attestare una “guida in stato di ebbrezza”?
L’approccio iniziale con il conducente è affidato ad uno strumento, il “precursore”, che permette di effettuare una prova di “screening”: quando fermiamo l’utente, dopo il controllo documentale di patente, carta di circolazione, assicurazione, lo invitiamo a soffiare nel precursore, che “reagisce” attraverso l’accensione di luci con colorazione specifica, ossia il colore verde traduce la negatività del test, il colore rosso ne dichiara la positività, per la quale si passa all’esame successivo con l’ausilio dell’etilometro, in uso a Lecce da almeno quindici anni, un’apparecchiatura assolutamente tarata, dotata di cannula, in grado di stabilire il livello di alcool nel sangue, registrato su di uno scontrino emesso al termine dell’operazione. In questo caso, si applica l’art. 186 del Codice della Strada. In base al grado alcolemico, suddiviso in fasce, viene ritirata la patente; comminata una sanzione amministrativa; e, infine, avviata una denuncia penale. Tra le misure che si ignorano, laddove il tasso alcolemico superi l’1,5, c’è la confisca del mezzo, conseguenza gravissima, perché si rischia, come è successo, di dover pagare rate per una vettura di cui non si è più in possesso.
Riguardo alla verifica di eventuale assunzione di sostanze stupefacenti da parte del conducente, esiste uno strumento corrispondente all’etilometro, con eguale attendibilità?
L’unico esame che garantisce la certezza di una tale alterazione è la richiesta di una visita ospedaliera. Noi del territorio di Lecce richiediamo al Pronto Soccorso un controllo specifico, unitamente al prelievo di liquidi biologici. Il Ministro dell’Interno ha comunque inviato per la Puglia una circolare sulla sperimentazione di tecniche apposite, in cui verrà coinvolta la Sezione di Polizia Stradale di Bari. Gli agenti potranno avvalersi di una strumentazione particolare, che permette su strada di effettuare prelievi di saliva, ma, di fatto, sarà il personale medico della Polizia di Stato ad occuparsene.
In base a quali comportamenti gli operatori potranno avvedersi che il soggetto alla guida è sotto effetto di stupefacenti?
Un primo riscontro evidente potrebbe risaltare dall’arrossamento oculare, accompagnato da stato confusionale soprattutto nel linguaggio, sicché lo si invita immediatamente a salire nell’ambulanza della Polizia di Stato, dove viene sottoposto ad analisi che il medico ritiene essenziali. I prelievi salivari vengono di conseguenza sigillati della pressione arteriosa, il controllo dei riflessi… esprimendo così un giudizio, positivo o meno, riguardo all’alterazione psicofisica di un individuo. Solo gli esami ematici confermano l’attualità della positività del soggetto alla guida in quel preciso momento. Ma questo non siamo in grado di effettuarlo su strada.
La Provincia di Lecce è stata inclusa nel campionamento per sperimentazioni di questo tipo? Con quali risultati?
Certo. Circa cinque anni fa, Lecce applicava il 187 in seguito ad esame del liquido biologico (saliva), congiunto a visita medica in ambulanza. Le venti province scelte si susseguono a rotazione, quest’anno, infatti, è la volta di Bari. Quando qui a Lecce abbiamo sperimentato il “drug test”, questa la denominazione del servizio, su circa trecento controlli almeno sette risultavano positivi, una percentuale significativa. Una media pari a venti su trecento, quando si è trattato dell’etilometro. Attualmente, dopo aver verificato la positività o meno rispetto al tasso alcolemico, l’operatore, se nota un certo sbilanciamento nel portamento di chi guida l’autovettura, o altri elementi che rientrino nella sintomatologia delle tossicodipendenze, lo accompagna al Pronto Soccorso o alla struttura sanitaria più vicina per richiedere la procedura. In ogni caso di incidente, viene richiesta puntualmente al Pronto Soccorso, il cui personale medico ancora fornisce, purtroppo, dati positivi agli esami sul consumo di sostanze psicòtrope.
Come trova i giovani su strada? Ed eventualmente, quale messaggio intende consegnare loro?
Personalmente, posso con soddisfazione dichiarare che la diffusione della cultura della sicurezza stradale è più convinta e capillare già da un po’ di anni, e questo a maggior titolo presso i giovani, i quali, grazie anche alle informazioni correttamente veicolate, hanno “imparato” un comportamento, direi, virtuoso! A turno, infatti, rinunciano all’alcool del sabato sera, come di altri giorni, per garantire il trasporto in massima sicurezza per sé e per gli altri ospiti della vettura. A loro vorrei raccomandare di essere sempre presenti a sé stessi, pur approvando il divertimento lecito che fa parte del processo di crescita. Anch’io ho vissuto quell’età, ma…altro è lo “sballo”, altro il piacere di trascorrere delle ore di “sana allegria”.


















