Pubblicato in: Sab, Giu 20th, 2015

Drug Test: “Cresce nel Salento la cultura della Sicurezza”

A colloquio con la Dott.ssa Lucia Tondo, Dirigente della Polizia Stradale di Lecce: in estate servizi mirati. 

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“Quando qui a Lecce abbiamo sperimentato il “drug test”, su circa trecento controlli almeno sette risultavano positivi, una percentuale significativa. Una media pari a venti su trecento, quando si è trattato dell’etilometro”. 

A Salento, Estate, Giovani. Una tri­logia che inneg­gia alla vita, ma spesso ha invece un epilogo diver­so… L’Ora del Salento ha scelto di accostarsi a questo tema deli­cato, ma essenziale, avvalendo­si del prezioso intervento di Lu­cia Tondo, giovane Dirigente della Polizia Stradale di Lecce, la quale ha nuovamente pre­stato la sua consulenza, questa volta guidandoci in un concreto discernimento di alcune speci­fiche operazioni condotte dalle pattuglie stradali per verificare l’uso, durante la guida di auto­vetture, di alcool o di sostanze stupefacenti.

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Dott.ssa Tondo, quali sa­ranno i prossimi program­mi operativi che vedranno impegnati gli agenti della Polizia Stradale lungo i li­torali salentini?

Nei mesi di luglio e agosto, di consueto, con le pattuglie programmiamo per i fine-setti­mana dei servizi mirati a verifi­care lo stato di alterazione psi­cofisica degli utenti alla guida, anche quest’anno si procederà nella stessa maniera control­lando in particolare le zone inerenti Otranto e Gallipoli, implementando i nostri gruppi tramite la Questura di Lecce e la Polizia Provinciale. Gli ope­ratori saranno dislocati presso le località di intrattenimento e di svago della nostra stagione estiva.

Quali sono gli strumenti per attestare una “guida in stato di ebbrezza”?

L’approccio iniziale con il conducente è affidato ad uno strumento, il “precursore”, che permette di effettuare una prova di “screening”: quando fermia­mo l’utente, dopo il controllo documentale di patente, carta di circolazione, assicurazione, lo invitiamo a soffiare nel precur­sore, che “reagisce” attraverso l’accensione di luci con colora­zione specifica, ossia il colore verde traduce la negatività del test, il colore rosso ne dichia­ra la positività, per la quale si passa all’esame successivo con l’ausilio dell’etilometro, in uso a Lecce da almeno quin­dici anni, un’apparecchiatura assolutamente tarata, dotata di cannula, in grado di stabilire il livello di alcool nel sangue, registrato su di uno scontrino emesso al termine dell’opera­zione. In questo caso, si applica l’art. 186 del Codice della Stra­da. In base al grado alcolemico, suddiviso in fasce, viene ritirata la patente; comminata una san­zione amministrativa; e, infine, avviata una denuncia penale. Tra le misure che si ignorano, laddove il tasso alcolemico su­peri l’1,5, c’è la confisca del mezzo, conseguenza gravissi­ma, perché si rischia, come è successo, di dover pagare rate per una vettura di cui non si è più in possesso.

Riguardo alla verifica di eventuale assunzione di sostanze stupefacenti da parte del conducente, esi­ste uno strumento corri­spondente all’etilometro, con eguale attendibilità?

L’unico esame che garan­tisce la certezza di una tale al­terazione è la richiesta di una visita ospedaliera. Noi del ter­ritorio di Lecce richiediamo al Pronto Soccorso un controllo specifico, unitamente al prelie­vo di liquidi biologici. Il Mini­stro dell’Interno ha comunque inviato per la Puglia una cir­colare sulla sperimentazione di tecniche apposite, in cui verrà coinvolta la Sezione di Polizia Stradale di Bari. Gli agenti potranno avvalersi di una stru­mentazione particolare, che permette su strada di effettuare prelievi di saliva, ma, di fatto, sarà il personale medico della Polizia di Stato ad occuparsene.

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In base a quali comporta­menti gli operatori potran­no avvedersi che il sogget­to alla guida è sotto effetto di stupefacenti?

Un primo riscontro evidente potrebbe risaltare dall’arrossa­mento oculare, accompagnato da stato confusionale soprat­tutto nel linguaggio, sicché lo si invita immediatamente a salire nell’ambulanza della Polizia di Stato, dove viene sottoposto ad analisi che il medico ritiene essenziali. I prelievi salivari vengono di conseguenza sigillati della pressione arteriosa, il con­trollo dei riflessi… esprimendo così un giudizio, positivo o meno, riguardo all’alterazione psicofisica di un individuo. Solo gli esami ematici confermano l’attualità della positività del soggetto alla guida in quel pre­ciso momento. Ma questo non siamo in grado di effettuarlo su strada.

La Provincia di Lecce è sta­ta inclusa nel campiona­mento per sperimentazioni di questo tipo? Con quali risultati?

Certo. Circa cinque anni fa, Lecce applicava il 187 in segui­to ad esame del liquido biologi­co (saliva), congiunto a visita medica in ambulanza. Le venti province scelte si susseguono a rotazione, quest’anno, infatti, è la volta di Bari. Quando qui a Lecce abbiamo sperimentato il “drug test”, questa la deno­minazione del servizio, su circa trecento controlli almeno sette risultavano positivi, una percen­tuale significativa. Una media pari a venti su trecento, quando si è trattato dell’etilometro. At­tualmente, dopo aver verificato la positività o meno rispetto al tasso alcolemico, l’operatore, se nota un certo sbilanciamento nel portamento di chi guida l’auto­vettura, o altri elementi che rien­trino nella sintomatologia delle tossicodipendenze, lo accompa­gna al Pronto Soccorso o alla struttura sanitaria più vicina per richiedere la procedura. In ogni caso di incidente, viene richiesta puntualmente al Pronto Soc­corso, il cui personale medico ancora fornisce, purtroppo, dati positivi agli esami sul consumo di sostanze psicòtrope.

Come trova i giovani su strada? Ed eventualmente, quale messaggio intende consegnare loro?

Personalmente, posso con soddisfazione dichiarare che la diffusione della cultura della si­curezza stradale è più convinta e capillare già da un po’ di anni, e questo a maggior titolo presso i giovani, i quali, grazie anche alle informazioni correttamente veicolate, hanno “imparato” un comportamento, direi, virtuo­so! A turno, infatti, rinunciano all’alcool del sabato sera, come di altri giorni, per garantire il trasporto in massima sicurezza per sé e per gli altri ospiti del­la vettura. A loro vorrei racco­mandare di essere sempre pre­senti a sé stessi, pur approvan­do il divertimento lecito che fa parte del processo di crescita. Anch’io ho vissuto quell’età, ma…altro è lo “sballo”, altro il piacere di trascorrere delle ore di “sana allegria”. 

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