Pubblicato in: Sab, Nov 7th, 2015

Due nuovi Pastori a Melendugno e Lequile

Maria SS. Assunta… 

Don Corrado Buttazzo, il saluto e la preghiera della comunità ecclesiale e cittadina 

Sabato 24 ottobre è stato per Melendu­gno un giorno di festa. L’occasione è stata l’insedia­mento del nuovo parroco, don Corrado Buttazzo, che è nato e cresciuto sulle stra­de di Melendguno, e di cui molti melendugnesi hanno visto e conosciuto il percorso vocazionale. La comunità si è impegnata nel preparare un caloroso benvenuto a uno dei suoi figli nativi che tornava a guidare la comunità, che molti anni prima, lo ha accompa­gnato e sostenuto nella sua chiamata sacerdotale. Nel pomeriggio tutti si sono impegnati a preparare in chiesa e anche fuori quello che necessario per una buona risuscita della festa. Hanno partecipato alla santa cele­brazione preti della vicaria di Vernole, amici sacerdoti e anche le autorità civile e militare insieme, che con la loro presenza volevano dire al nuovo parroco che lavoreran­no insieme per garantire alla comunità melendugnese una crescita e sviluppo spirituale e sociale, specialmente in questo periodo in cui nella società si assiste ad un impoverimento dei valori. Alle ore 18.30 con una so­lenne processione, il nuovo parroco insieme al nostro Arcivescovo D’Ambrosio, ha fatto il suo ingresso nell’af­follata chiesa parrocchiale, dove ad attenderlo c’erano non solo i melendugnesi ma anche i fedeli della parroc­chia di Borgagne, dove Don Corrado ha svolto il suo mi­nistero sacerdotale di parroco per 11 anni. Ad aprire la Messa, dopo il saluto liturgico da parte del nostro Arcivescovo, sono stati i riti caratteristici dell’insediamento di un nuo­vo parroco. Dopo la lettura del decreto di nomina, don Corrado, ha asperso l’assem­blea con l’acqua benedetta e ha incensato la mensa euca­ristica.

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Nella sua omelia, il nostro Arcivescovo D’Ambrosio, prendendo spunto dalla parola di Dio, ha messo in evidenza l’importanza della figura del sacerdote, elemento centrale e importante per un paese. Il ruolo del sacerdote, non facile, è quello di essere guida e uomo della preghie­ra per l’intera comunità. È colui che prende per mano e indirizza il cammino pasto­rale, che costruisce con la pazienza, con la costanza, con l’entusiasmo e con l’amore, e che semina anche di fronte allo scoraggiamento dovu­to a terreni poco fertili, di andare va avanti e continua a seminare con la fiducia e la fede nel Signore. Un impegno serio, non facile, ma che ha come contraccambio lo stra­ordinario dono della figliolan­za divina. La Messa è quindi proseguita con il nuovo parroco che ha proclamato il Credo davanti alla comunità, la preghie­ra dei fedeli e la liturgia eucaristica. Ad animare ogni momento con il canto è stato il coro formato dai 3 cori parrocchiali come segno di unità e armonia. Infine ha preso la parola don Corrado che con sentimenti di gioia e di gratitudine verso il paese che l’ha cresciuto ha espresso il suo desiderio di lavorare e impegnare le sue energie nel nuovo compito che gli è stato affidato. Dopo la messa, nella piazza della chiesa i gruppi parroc­chiali hanno preparato un rinfresco di benvenuto che è stato occasione di saluto ai tanti amici conosciuti e non conosciuti.

Valentin Diac

 melendugno  Lequile

Parrocchie Matrici: Melendugno (sx) e Lequile (dx)

Maria SS. Assunta…

Don Carlo Calvaruso, da figlio ritorna sposo 

Benedetta obbedienza! Sarà un caso o, for­se, per meglio dire il disegno di Dio, che il 1° di novembre sia una data importante per la nostra comunità. Proprio quindici anni fa, infatti, don Carlo pronunciava il suo “Sì” a Gesù e alla Chiesa, diventando servo di Dio. Questo ministero, vissuto in diversi luoghi e parrocchie della Diocesi come segretario del Vescovo, vice parroco prima e parroco poi, lo hanno fatto sì andare in giro, ma in realtà mai allontanare da noi. Il suo è un ritorno a casa: da figlio è tornato sposo alla sua Chiesa Madre! Dobbiamo ringraziare la sua passione per don Bosco se il suo è stato un “Sì” incondizionato al nostro amato Vescovo, prima ancora di imparare a conoscere “nuovamente” tutti. Abbiamo visto occhi che brillavano di gioia e d’amore nei confronti di tutte le persone presenti durante la messa: figlio, sposo, padre di ciascuno di noi. Abbiamo sentito battere forte il cuore vedendo don Carlo genuflettersi davanti al nostro Vescovo, mano nella mano per rinnovare la sua obbedienza al Padre e alla Chiesa: un atto di amore infinito. Non è stata una semplice messa, è stata la “festa della comuni­tà”: una messa sponsale, ricca d’amore, che ancora una volta ha fatto unire intorno al suo Pa­store la comunità della Chiesa Madre di Lequile.

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Importanti e toccanti sono state le sue parole, pronunciate du­rante il discorso di insediamen­to, durante il quale ha rinnova­to le “promesse matrimoniali” rivolte alla nuova sposa: la parrocchia che, a sua volta, lo ha accolto come la più devota delle spose. Ci ha commosso anche il pensiero rivolto a noi giovani: “Benedetta obbedienza, che mi porta ai carissimi giovani. Nessun pixel artificiale, fosse anche dello schermo più HD che ci sia, potrà mai gareggia­re con la luce, spesso inquieta ma sempre vivida, dei vostri occhi. Nessun cavo dati potrà mai gareggiare con la veloci­tà e la freschezza del vostro pensiero. Da oggi, perciò, un messaggino in meno e una chiacchierata fraterna in più e al mio segnale scatenate… il Paradiso!”. Il nuovo parroco ha altresì assicurato un futuro pastorale fondato sull’amicizia, sulla comunione presbiterale e sulla collaborazione assidua tra le due comunità parrocchiali pre­senti sul territorio di Lequile e Dragoni. Questo comporterà necessariamente il coltivare at­teggiamenti e scelte program­matiche fondate su amicizia fraterna e sinergia effettiva. Dal canto nostro, non pos­siamo far altro che pregare il Signore che questo nuovo cammino sia fruttuoso, santo e ricco di speranze di crescita per entrambe le comunità. Quindi, caro Don, noi siamo pronti ad agire come da sempre facciamo da quando siamo stati chiamati ad essere operatori di pace tramite l’AC. Conta pure su di noi: Al tuo segnale… scateniamo il Paradiso!

I giovani

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