Pubblicato in: Gio, Apr 5th, 2012

È passato da…Cavallino/L’incontro col Pastore, occasione per ripartire

A colloquio con don Gaetano Tornese: il suo messaggio ci invita a far crescere lo spirito di comunione tra tutte le realtà parrocchiali e cittadine”.

Una comunità che ha accolto l’arcivescovo di Lecce con gioia, entusiasmo e con un atteggiamento di ascolto profondo, per comprendere al meglio come camminare lungo il giusto cammino: è questo il comune di Cavallino, che da quanto ci racconta il parroco don Gaetano Tornese ha vissuto con umiltà e consapevolezza la visita pastorale di monsignor D’Ambrosio, considerato un autorevole punto di riferimento da cui partire per crescere nella fede.

Che impressione crede che il Pastore della Chiesa abbia avuto della comunità di Cavallino?


“L’ho visto entusiasta della realtà che ha incontrato, sia all’interno della comunità parrocchiale sia di quella civile. Il comune di Cavallino si presenta molto attivo e ricco di impegni su tutti i fronti, soprattutto a livello culturale”.

Qual è stato il messaggio lasciato dal Vescovo al termine della visita?


“Quello lasciatoci da mons. D’Ambrosio è stato un messaggio che ci invita a far crescere lo spirito di comunione tra le varie realtà esistenti e i gruppi operativi, che è necessario armonizzare”.

Quali prospettive ha aperto questa riflessione conclusiva del Presule?


“Quando il vescovo consiglia, incoraggia o esorta per qualcosa, la sua è sempre un’autorevolezza percepita e ben accetta da parte delle varie componenti della comunità parrocchiale. Al di là dell’entusiasmo legato all’avvento della visita pastorale, le persone hanno dimostrato  una profonda volontà di ascolto e di accoglienza dell’invito alla comunione fatto dal Pastore. In questo senso è stata valorizzata, anche dagli stessi parrocchiani, l’importanza del consiglio pastorale, un organo di coesione e condivisione che doveva essere ripreso e che esprime bene la comunione tra tutti gli operatori, impegnati nella costruzione collettiva della grande famiglia di Dio che è la parrocchia”.

Se ci sono, quali sono le criticità dalle quali la comunità deve partire per migliorare?

“Le criticità rientrano nella normalità della vita. Le cose sorgono, e pian piano devono essere armonizzate. A volte ad esempio possono verificarsi anche tensioni tra i vari gruppi, e su questo occorre lavorare. La soluzione ci viene fornita da S. Paolo, che scrisse una bellissima pagina sulla carità, che armonizza i vari doni di cui ciascun uomo è fornito. Se ognuno rivendica un primato nella comunità, la famiglia di Dio non si può formare, perciò serve l’amore, per rendere la testimonianza cristiana più alta. Partiremo appunto dai consigli pastorali parrocchiali, perché se vissuti in termini vitali e non formali sono i luoghi in cui tutti ci sentiamo responsabili di tutto. Le indicazioni pastorali ci sono, dobbiamo solo farle funzionare con lo spirito giusto”.

Quali sono invece i vostri punti di forza?

“Noi vogliamo lavorare costantemente sul modello della prima comunità cristiana, quella di Gerusalemme, con quei pilastri che ci sono, ma che dobbiamo sempre rafforzare: la preghiera, l’eucarestia, la testimonianza verso i poveri e i bisognosi, l’ascolto della Parola. Sono sulla via del miglioramento anche la fiducia reciproca e lo spirito di collaborazione, e sono queste le basi per costruire sulla roccia e non sulla sabbia una comunità davvero salda. Così si mette al centro di tutto il Signore”.

Stili un bilancio della visita, a poche settimane dalla sua chiusura.

“Il bilancio è stato positivo, grazie al desiderio dei cittadini di conoscere il nuovo vescovo, anche al di là dei momenti programmati e più istituzionali. Questo contatto umano con il Pastore della Chiesa è molto positivo, perché ha dato l’impressione di una vicinanza davvero piacevole. Il vescovo ha rafforzato delle convinzioni che erano ancora deboli ma che sono fondamentali”.

Grazia Pia Licheri

Microfono aperto/Un vescovo senza mezze misure

Cavallino ha l’allure della città nel fermento della piazza, il via vai continuo di persone, le auto, la musica diffusa, la prevalenza dell’italiano come lingua di comunicazione: Ma c’è anche la gioiosa atmosfera comunitaria di paese, nel continuo scambiasi ad alta voce saluti beneauguranti, notizie o semplicemente chiacchiere rilassanti. Nell’aria si rincorrono, richiamandosi, affettuosi: “Come va?”, “Tutto bene?”, “Benissimo”; gentili :“Grazie”, “Ciao”, “Ci vediamo”, “A stasera”, “Posso offrire qualcosa?”; preoccupati: “Comu stae la mamma? Salutamela”, cinguettanti: “Bona Pasca, si nun ne vidimu” o cordiali, semplici ”Auguri”. Si incontrano casualmente anche vecchi amici e la magia si moltiplica.
La giornata bellissima fa risplendere la piazza particolarmente curata e infonde nell’animo una sensazione di gratitudine e ottimismo.

Il primo approccio,tuttavia, non è fortunato; l’uomo pensa che gli si voglia vendere qualcosa e anticipa, allontanandosi: “Sta murimu te fame”; un altro risponde enigmatico: “Non siamo portati”. Un signore dice che non ha partecipato, ma ne ha sentito parlare bene e consiglia di rivolgersi “a quelle signore “ca sannu” ed in effetti le signore “sanno”.

Hanno partecipato alla Messa e si dichiarano colpite dai modi “semplici, affabili e diretti di Mons. D’Ambrosio.
“Non abbiamo emozioni e la chiesa non la conosciamo nemmeno” dichiarano due signori con tono compiaciuto .
“All’età mia quando posso uscire, quando non posso uscire” sono i soliti piedi ad impedire ad una deliziosa, curata signora di fare quello che vorrebbe; però sa, da chi ha avuto possibilità di andare, che ne valeva la pena. “Poi è bravo lu vescovo nostro, come semplicità, come persona”. Tre uomini attraversano con passo deciso la piazza, sembrano indaffarati, ma si fermano con gentilezza. “Ne ho sentito parlare come un evento positivo”- dice il più giovane;. l’altro interviene: “di questo vescovo mi piace che non le manda a dire, con garbo ma dà messaggi forti”;“Ci sa fare!”-conclude il terzo. Dello stesso parere è un avventore del bar secondo il quale “lu vescovu nun ha pili sulla lingua”.

Una giovane mamma, Emanuela, con i suoi piccoli Serena e Federico, racconta l’attesa del paese e la gioia della Messa a cui ha voluto portare i suoi bambini perché ne portassero un ricordo.
Voci, saluti, incontri si intrecciano, interrompendo a volte il discorso, nella piazza di Cavallino che ha l’allure di una città e il grande cuore del paese.

Lucia Buttazzo

L’Assemblea Parrocchiale: “Grazie ai giovani, alle famiglie e a tutti i gruppi che operano qui”

“Un grazie particolare va ai giovani e alle famiglie, senza trascurare tutti gli altri gruppi che in parrocchia operano con impegno e dedizione al Signore”. Con queste parole monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio ha aperto il suo intervento nel corso dell’assemblea tenutasi a Cavallino il 29 febbraio scorso, in seno alla visita pastorale. Come ci racconta Vinicio Russo, l’incontro è stato introdotto dal parroco del comune, don Gaetano Tornese, il quale nella sua breve relazione ha messo in risalto anzitutto i punti di forza della comunità, poi la ricostruzione dei diversi gruppi sulla base di un cammino di fede fondato sulla Parola, e la nascita di nuove realtà legate alla vita parrocchiale.

Don Gaetano non ha infine tralasciato una considerazione sulle criticità e i talloni d’Achille rilevati durante la sua attività, a partire dalla scarsa coesione tra le varie realtà che operano in ambito ecclesiale. Subito dopo, la parola è passata ai rappresentanti di tutti gruppi che operano nella parrocchia, ma ciò che ha coinvolto maggiormente è stato l’entusiasmo del gruppo giovani, guidato da Giacomo e Antonio, che hanno sostenuto con determinazione la loro scelta di gestire un piccolo appartamento, con l’aiuto della parrocchia, come sede per le loro attività pastorali e comunitarie.

Grazia Pia Licheri

Il Consiglio Comunale/Il Sindaco: “impegnati a sostenere le fasce più deboli”

“Cavallino è una cittadina bella ed accogliente, proiettata verso il futuro e consapevole di essere stata culla di civiltà, una realtà che vuole continuare a crescere ulteriormente, con uno sguardo particolare per chi è rimasto indietro, perché al meglio non c’è mai limite”. Con queste parole cariche di rinnovata speranza il sindaco, avv. Michele Lombardi ha desunto il quadro esposto al Pastore della Chiesa di Lecce, mons. D’Ambrosio. E nel rivolgere il saluto della massima Assise cittadina, ha lodato e  sottolineando la significativa collaborazione tra parrocchia e comune, tributando uno  speciale riconoscimento al parroco don Gaetano per l’attività svolta come guida della comunità.
Soprattutto per l’intenso ed altissimo valore nell’impegno sociale, “la Chiesa è spesso capace non solo di essere sussidiario e di integrare funzioni sociali di competenza dello stato e degli Enti locali ma anche in alcuni casi di esercitare un vero e proprio ruolo di supplenza”.

Tuttavia, “Cavallino non manca di rivolgere concretamente la sua attenzione alle fasce più deboli della popolazione, pur nella consapevolezza che lo straordinario momento di congiuntura finanziaria, senza precedenti, rende assai difficile riuscire a far fronte ad ogni necessità. Con risorse finanziarie proprie il Comune assiste mediante interventi costanti a domicilio circa 23 anziani, oltre a 60 minori a carico del servizio sociale”.

A questo punto, il primo cittadino, passa ad illustrare i progressi in campo archeologico di notevole importanza per un paese come Cavallino che sin dall’epoca preistorica risulta essere uno dei primi insediamenti urbani nel Salento. Di conseguenza, viene posto l’accento sugli importanti centri messapici di cui sono traccia i numerosi ritrovamenti che hanno fatto sì che si realizzasse uno dei veri e propri parchi archeologici più grandi ed antichi d’ Europa, creati in collaborazione con l’Università del Salento. Inoltre,“possediamo una grande biblioteca, con ben 18.000 volumi, frequentatissima e non solo dai cavallinesi, rispondendo alle esigenze anche delle realtà circostanti, capoluogo compreso. Siamo la culla di innumerevoli eventi culturali, anche di spessore nazionale”, ha continuato l’amministratore della città, “ed abbiamo ricevuto l’ambito riconoscimento di Città d’Arte e Cultura, orgogliosa del proprio retaggio culturale e delle proprie radici”.

Infine, il sindaco ha espresso il suo reale apprezzamento non solo da primo cittadino ma soprattutto da cristiano, concludendo: “La sua visita Eccellenza non mancherà di far germogliare i suoi frutti, contribuendo anche alla crescita del sentimento di umanità nella nostra comunità, segnandone la vita e restando indelebilmente impressa nella memoria, quale momento di stimolo e di riflessione per tutti noi”.

Christian Tarantino

Un bilancio: Se le visite fossero più frequenti…

Per una preziosa testimonianza della visita pastorale a Cavallino, è d’obbligo l’incontro con Luigi, “Gigetto” Palermo, personaggio cardine del paese, vice presidente dell’antica confraternita “Santissima Madonna Addolorata”, che risale al ‘700 ed ha sede presso il convento dei Domenicani. Affabile e cortese, Gigetto ha molto da raccontare. Parla con competenza del carisma del Vescovo D’Ambrosio che ha colpito la comunità per il suo modo di fare, la sua attenzione verso i giovani e verso chi soffre. “L’ho seguito durante la cerimonia in Chiesa, la visita alla caserma dei Carabinieri, alla confraternita, al Cimitero, nell’incontro con i giovani dello sport e con le associazioni” – dichiara – “e sempre ha lasciato un messaggio di pace, amore, solidarietà e cooperazione”. In particolare ha invitato tutte le associazioni che operano, a livello parrocchiale ed istituzionale, ad agire in sinergia per incidere positivamente sul territorio. Non basta, infatti, incontrarsi periodicamente, ma progettare insieme. Gigetto definisce il Vescovo una persona dolce, sensibile, capace di ascoltare, comprendere, cogliere ed affrontare le problematiche che gli vengono presentate. Come esempio della disponibilità del presule, porta l’interesse dimostrato anche verso la sua confraternita, che, dopo un periodo di stasi, ha visto quest’anno l’iscrizione di 40 giovani “trascinati da Domenico Nicolì”.

 Comunica con gioia che si è anche parlato di riprendere l’antica tradizione, nella prima domenica di maggio, della festa della Madonna del Monte, protettrice di Cavallino, insieme a San Domenico di Guzmàn, con la processione della confraternita in abito di rito. Brigida Palermo, insegnante di religione nella scuola primaria nei plessi di via Crocefisso e via don Minzoni, racconta la visita del Vescovo nelle scuole. “L’accoglienza dei bambini è stata festosa – dice – per niente imbarazzati hanno rivolto al vescovo domande personali tipo: “sei stato mai fidanzato?”, hai avuto difficoltà a lasciare la famiglia ? Quali povertà vedi intorno a te?”. Una bambina gli ha consegnato una lettera da leggere; un bambino ha recitato e commentato “l’Inno alla Vita” di Madre Teresa di Calcutta, un altro ha fatto il ritratto del Vescovo e glielo ha consegnato incorniciato a nome di tutta la scuola. I più piccoli gli hanno regalato un cuore di pasta di sale. Nel plesso di via don Minzoni, una mamma ha donato un angioletto di cartapesta da lei realizzato. La stessa accoglienza nella scuola dell’infanzia di via Cesare Battisti.

Il vescovo ha anche giocato, nascondendo nelle sue mani piccoli Gesù Bambino. “Il suo stile semplice ha creato un feeling speciale tanto che una bambina ha chiesto perché non si facciano spesso le visite pastorali e tutti non hanno voluto levare i cartelloni e i manifesti preparati, per lasciare un’impronta dell’evento vissuto con intensità”. Anche il Vescovo ha apprezzato l’incontro con i piccoli e ha avuto parole di elogio per il ruolo dell’insegnante di religione nelle scuole primaria e dell’infanzia, essenziale per la formazione del bambino.

Lucia Buttazzo

 

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