È passato da… Lizzanello/L’Arcivescovo: “ho trovato una comunità che condivide”
A colloquio con il vicario parrocchiale, Don Andrea Zonno: il Vescovo al termine della settimana ci ha consegnato due impegni, vivere la carità e la corresponsabilità
Una comunità in costante crescita, con i punti di forza e le criticità che ciò comporta, ha accolto Mons. D’Ambrosio, presentandosi nelle sue varie realtà per ricavarne forza ed incentivo ad un percorso che abbia come centro l’uomo. E’ quanto emerge dall’intervista a don Andrea Zonno, vicario parrocchiale di Lizzanello.
Come ha vissuto la visita Pastorale la comunità di Lizzanello?
La comunità ha accolto l’Arcivescovo Domenico, con entusiasmo e gioia, si è preparata a questa visita, e con semplicità si è lasciata incontrare nei luoghi e nelle forme che costituiscono la propria quotidianità. Ho vissuto l’esperienza della Santa Visita con grande trepidazione, la prima volta da Vicario parrocchiale, essendo sacerdote da soli 8 mesi. Con me, il Parroco Don Albino, gli sportivi, gli ammalati, gli alunni, le famiglie, le associazioni laiche, gli operatori pastorali con i gruppi e le associazioni ecclesiali, i bambini e i ragazzi della catechesi con i loro genitori, coloro che garantiscono l’ordine pubblico e gli Amministratori locali: tutti insieme desiderosi di entrare in dialogo con un Padre che mostra nel volto sorridente la premura di Dio per il suo popolo. Tante testimonianze e domande che tratteggiano il vissuto di una comunità, che non si stanca di cercare un senso, ma nelle fatiche e gioie quotidiane vuol sapere come crescere, con quali strumenti e ha chiesto con coraggio suggerimenti educativi al proprio Pastore.
Quali direttive del Vescovo si presentano particolarmente feconde per la comunità parrocchiale?
Il Vescovo al termine della settimana tra noi ci ha consegnato una riflessione personale in due punti: vivere la carità e la corresponsabilità. Oggi è più che necessario, il contesto sociale in cui viviamo fa intravedere confusione e distrazione. “L’amore” comunicatoci dal Cristo può essere vissuto a partire dall’accettazione reciproca dei limiti personali, soprattutto all’interno del cammino che la comunità fa. Siamo diversi ma non è un ostacolo per camminare, ma apertura ad accoglierci in quella realtà nella quale il Signore ci ha voluti. La diversità deve aiutarci nell’esercizio della carità, della comprensione, del dialogo, dell’incontro. Se questo non c’è la comunità non cammina, avanzano gli egoismi, i particolarismi, i propri punti di vista, noi dobbiamo servire Cristo e far emergere dalla diversità la bellezza di una comunità che con tanti volti esprime l’unica adesione a Cristo nell’esercizio dell’amore. “Corresponsabilità”: la si può certamente vivere con la partecipazione di tutti, con rinnovato impegno, con uno sforzo convinto per una formazione più rispondente alle istanze e alla visione di Chiesa che il Concilio Vaticano II ci ha dato. Ripensare il lavoro pastorale, ciascuno con la sua specificità ma con lo stesso intento a costruire ed evidenziare la forza e la bellezza dell’essere Chiesa. È necessario un cambio di mentalità in ogni comunità e cioè, nel considerare i laici non collaboratori ma insieme ai vescovi e sacerdoti, costruttori dell’edificio spirituale.
Quale è stata la risposta dei giovani?
Lizzanello è un paese in continua crescita, i tanti ragazzi e giovani vivono le ansie e le difficoltà di tutti, a livello occupazionale, relazionale, sociale. La comunità ecclesiale come quella civile si sta impegnando nella riflessione sulle future generazioni, leggendo con più attenzione le potenzialità e i disagi del territorio. Durante la Visita pastorale abbiamo voluto valorizzare i giovani nella dimensione religiosa con incontri e celebrazioni, e anche in quella quotidiana che tanto li appassiona e li aiuta a crescere integralmente: il mondo dello sport. La partecipazione e l’entusiasmo sono stati eccezionali, allenatori, istruttori, animatori unitamente ai loro ragazzi hanno dato il meglio di sé. Sono scesi in campo chiedendo all’Arcivescovo di essere pienamente uno di loro, condividendo insieme i tanti punti di forza dello sport e purtroppo anche quelli deboli; hanno chiesto come migliorare l’integrazione tra sport e fede e ricuperare quei valori che meglio fortificano la società. Un impegno concreto è la costruzione dell’ORATORIO GIOVANILE “Don Bosco”, esso rappresenta un germoglio di speranza per le nuove generazioni, è in cantiere il progetto educativo, pensato a misura d’uomo, perché sia effettivamente efficace ad ogni livello e che rispetti e sviluppi la persona umana integralmente, come cittadino-credente.
Quali aspetti della realtà di Lizzanello, ritiene abbiano maggiormente colpito il Vescovo?
Nella Celebrazione di chiusura l’Arcivescovo si è così espresso: “Ho trovato una bella realtà, una Comunità, che condivide i tanti momenti della vita cristiana e non; voglio ricordare giorni veramente di grazia, giorni nei quali abbiamo condiviso momenti di preghiera, accompagnati dal sentimento della gioia”. Sono parole importanti che svelano soddisfazione per quanto si è vissuto, e spingono molto lontano, duc in altum! Ho potuto raccogliere molti apprezzamenti sull’impegno profuso dagli operatori, gli animatori, gli Amministratori civili, i volontari e tante persone semplici, laboriose e tanto disponibili, guidati dal Parroco Don Albino e dalla personale collaborazione, con l’unico intento di crescere in umanità, nella fede e nell’amore, insieme.
Lucia Buttazzo
La Parrocchia e il suo ruolo di supplenza nel sociale
Il pensiero di don Albino De Pascalis: “negli ultimi sette anni il lavoro pastorale ha sortito buoni risultati”.
Rispetto reciproco e ampia collaborazione caratterizzano il buon rapporto tra la comunità e il suo parroco, requisiti fondamentali per costruire solide basi nel sociale. È questo ciò che si evince dall’Assemblea parrocchiale di Lizzanello, durante la Visita pastorale di mons. D’Ambrosio.
“Qualche problema c’è nella gestione della vita parrocchiale”, ha sottolineato il parroco don Albino De Pascalis, “soprattutto nei settori più sensibili, come la catechesi ai ragazzi e l’Azione Cattolica, dovuto, nel corso degli anni, all’evidente mancato confronto con la Parola di Dio, alla poca propensione al dialogo, alla conseguente sclerotizzazione di vedute e atteggiamenti. Ma nel complesso degli ultimi sette anni, il lavoro pastorale ha sortito buoni risultati”.
La catechesi raggiunge la totalità dei ragazzi del paese, fornendo sussidi necessari alla trasmissione della fede, per di più la maggioranza dei genitori collabora con i sacerdoti e i catechisti, che ne sono entusiasti e responsabili. D’altro canto, si nota in alcuni un desiderio di maggiore autenticità nel vivere la fede: aspirazione che, per una giovane universitaria, si è concretizzata nella scelta della vita consacrata.
“Fortunatamente l’unità della famiglia, tranne qualche caso, qui è una realtà consolate rispetto ad altre comunità dove le separazioni sembrano diventate una moda”. La Caritas è attiva e ben organizzata, tanto da riuscire a far fronte a vari casi di maggior bisogno.
Perfino, il fenomeno della tossicodipendenza, che in un recente passato, era molto preoccupante, da qualche anno è in netto declino.
“I giovani, restano, tuttavia, il problema più grave”, prosegue don Albino, “nei confronti del quale accusiamo lentezze e ritardi, anello debole nella trasmissione della fede, che meritano tutti gli sforzi da parte della comunità, ma che di fatto sono poco considerati perché richiedono molto coinvolgimento e preparazione da parte degli educatori.
La mancanza di lavoro e la prospettiva di una scuola che non darà occupazione, aumenta il disimpegno nel presente e sfiducia nel futuro”.
Naturalmente, la parrocchia intende supplire queste carenze, infatti, in concomitanza con la realizzazione dell’Oratorio si è pensato al ripristino della vecchia struttura, un tempo adibita a Scuola Materna parrocchiale, per destinarla alla catechesi dei ragazzi.
In breve, il bilancio è positivo, l’unica speranza effettiva è volta ad un incremento sereno e proficuo nel lavoro e nella collaborazione maturatasi col tempo e con tutte le rappresentanze civili e sociali.
Christian Tarantino
Microfono aperto/“Ha avuto una parola proprio per tutti”
La giornata è magnifica, di quelle che fanno capire che l’inverno è orami andato e il tepore della Primavera accarezza la natura e le opere dell’uomo. Il sole inonda la piazza di Lizzanello, antistante la chiesa, dove stazionano un gruppo di bambini accompagnati dalle mamme e qualche anziano. Una parte degli uomini si dimostra reticente; affermano di non aver seguito le cerimonie della visita pastorale o si limitano a un giudizio generico tipo “bello, bello. Tutto il paese ha partecipato”. Vi sono poi quelli che si mostrano scontrosi e non è il caso di insistere. Mario invece è propositivo: “Il Vescovo si è dimostrato una brava persona, proprio brava”- dice, scandendo le parole e aggiunge: “speriamo nun se guasta”. L’intervento incoraggia un altro che considera significativa la visita alla Casa degli Anziani.
Le donne vanno di fretta, prese da mille affanni: la spesa. Il pranzo da preparare, il bucato da sciorinare al sole. Maria con il suo carico di buste di plastica testimonia con entusiasmo che la visita pastorale è stata una “un’esperienza che ha lasciato tutti contenti” L’amica che l’accompagna è rimasta colpita dalla figura imponente del Vescovo “meglio che alla televisione”.
Nelle vicinanze una signora apre il portoncino di casa con fare tra sospettoso e incuriosito forse per l’“intrusa” con il registratore. Interpellata, si rammarica: “ia scire, ma m’aggiu malata, la fré a trentotto”. Cambiando registro aggiunge: “Peccato! una mia cummare ha detto che è stata una visita importante, specie per le famiglie e gli ammalati”.
Un’altra donna, intenta a scuotere una tovaglia da un balcone al piano terra, risponde con una voce sicura e squillante che “valorizza” l’inconfondibile accento salentino: “ah beddha mia, io ho partecipato alla Messa ed è stato , nu paraisu, proprio comu la Pasqua”. Due ragazzi di passaggio, che forse hanno “dimenticato” di andare a scuola, si scambiano sguardi di intesa poi, con il pudore scontroso dell’età rispondono alla richiesta citando l’incontro del Vescovo con gli sportivi.
Una mamma che tiene per mano il suo bambino vorrebbe esimersi dal rispondere, ma se la signora non ha niente da dire, non così il piccolo che interviene “lieto e superbo” di poter dire la sua sul “signore alto e molto buono che ha visitato la sua classe e parla bene con i bambini ”.
Lucia Buttazzo
Il Consiglio Comunale: “Collaborazione fruttuosa avendo in comune gli stessi obiettivi”
Sono state parole di gratitudine e di speranza, quelle espresse dal primo cittadino di Lizzanello Costantino Giovannico durante l’incontro del 15 febbraio scorso, che ha visto il pastore della Chiesa di Lecce, Domenico D’Ambrosio, a tu per tu con l’amministrazione comunale.
“La sentiamo cittadino di Lizzanello, protagonista della nostra vita quotidiana, ma l’incontro odierno assume un significato straordinario – ha dichiarato il sindaco, augurandosi che la collaborazione tra Comune e parrocchie sia continua e fruttuosa. “Intendo cogliere questa occasione per rinnovare a don Albino, don Andrea e don Sandro il riconoscimento e l’apprezzamento per l’impegno che profondono quotidianamente”.
La visita pastorale giunge nel territorio di Lizzanello durante una drammatica crisi economica, in cui “prezioso e irrinunciabile è il contributo che già viene, e sempre di più potrà venire, dalla Chiesa, dal mondo cattolico, dalle tante espressioni d’impegno sociale, civile, associativo che traggono ispirazione dalle ragioni della fede”.
Lizzanello è stata dipinta come una città complessa, in fase di espansione sia dal punto di vista demografico sia dal punto di vista delle associazioni e del recupero dell’identità storica e culturale locale.
“Comune e Chiesa hanno compiti distinti, ma lavorano sullo stesso campo – ha concluso il primo cittadino, mettendo ancora una volta in primo piano la necessità dell’unione d’intenti -. Ci guida la certezza che il meglio non sia un’ombra platonica, il riflesso pallido di un ideale vago, ma il disegno preciso di attori diversi che hanno in comune una missione”.
È stato significativo il dono di un piccolo mattone, per augurare che la costruzione dell’imminente Casa della carità di Lecce possa essere luogo sicuro di accoglienza e amore per tante persone bisognose.
Mons. D’Ambrosio ha riscontrato una realtà accogliente e vivace, per la ricchezza di associazioni e la “capacità di smuovere i giovani in un rapporto di amicizia e fraternità”.
Il suo ricordo si rivolge alla cura “con cui le famiglie si occupano dei parenti colpiti da gravi malattie e inabilità”, considerati elemento prezioso per la vita familiare. Il suo ringraziamento è per l’attenzione concreta verso le comunità parrocchiali di Lizzanello e Merine. “Credo che sia difficile trovare un’amministrazione comunale che viva uno slancio di generosità come il vostro”, ha rivelato, spiegando che solo così i motivi di sofferenza non si tramutano in disperazione.
L’esperienza più bella resta comunque la formazione dei cittadini di domani, attraverso l’oratorio e gli altri luoghi educativi, perché “occorre dare all’uomo la possibilità di realizzarsi” e di esprimersi anche nella dimensione spirituale. “Sarò al vostro fianco per quanto possibile, pronto ad ascoltare ed interagire”.
Grazia Pia Licheri
La Testimonianza: Il segreto è nel suo sorriso
Assessore al Comune di Lizzanello alla Cultura, Sport, Spettacolo, Associazionismo (e altro), l’avv. Luca Calogiuri è un testimone privilegiato della visita pastorale che definisce un momento emozionante per il paese. Ha avuto modo di avvicinare il vescovo anche fuori dei momenti istituzionali, durante la visita agli ammalati tra i quali una persona a lui cara; “l’ho trovato- dice-ricco di umiltà, capace di essere vicino a chi non ha altro che la preghiera. Per un ammalato vedere un uomo di Chiesa così importante che gli fa visita è di conforto”.
A conferma di ciò, la testimonianza del piccolo Gioele Vizzi che scrive: “La mia mamma ha trascorso una settimana a parlarmi di una visita speciale che avrei ricevuto, ma non pensavo che riceverla nella nostra casa sarebbe stato così emozionante! Ciò che continuerò a portare nel mio cuore è la dolcezza di un Vescovo Padre e quella carezza piena d’amore che ancora porto sul mio viso. Grazie! “
Nel suo ruolo di assessore, Luca ha organizzato l’incontro con tutte le associazioni nel Centro polifunzionale “De Giorgi”. Ciascuna ha dato la propria testimonianza in termini di attività e obiettivi, ha pregato con il Presule e chiesto a lui l’aiuto della preghiera. L’incontro con gli sportivi è avvenuto in piazza. Erano presenti dal calcio all’equitazione, dalla pallavolo al Judo. La parola allo sportivo Vinicio Falcone,: “La visita di mons. D’Ambrosio nella nostra Comunità ha lasciato un segno tangibile nella coscienza di ogni sportivo. Sua Eccellenza ha dimostrato di conoscere il mondo dello sport più di quanto avessimo immaginato.
Ha scosso il nostro animo facendoci riflettere sui bisogni della gente, su coloro che non hanno in famiglia sostegno e aiuto. Scende in campo come uno sportivo e porta la Parola di Dio a chi ha perso ogni speranza, dando la forza di continuare a vivere. Un ringraziamento personale al Vescovo che mi ha dato la forza di continuare nella mia attività di sportivo e di genitore, consapevole che in me i ragazzi potranno trovare sempre un punto fermo ed un persona disponibile ad aiutarli”.
Secondo Luca Calogiuri, questa contagiosa forza di Mons. D’Ambrosio è “nel suo sorriso capace di regalare la serenità di cui abbiamo bisogno”.















