È passato da Magliano e Carmiano/Segno profondo e incancellabile
INTERVISTA/Don Gianni Ratta: momento speciale e unico per la vita di una parrocchia.
UNA REALTÀ VIVA E ACCOGLIENTE
Una comunità viva, accogliente e trepidante, già da lungo tempo pronta a ricevere il suo Pastore, da cui ora attende indicazioni precise per proseguire il proprio cammino pastorale e spirituale: così don Gianni Ratta, parroco della chiesa di Sant’Antonio Abate a Carmiano, descrive l’incontro tra la sua realtà parrocchiale e l’Arcivescovo di Lecce, Domenico D’Ambrosio a Carmiano.
Come crede che la realtà del paese sia apparsa agli occhi del Pastore della Chiesa di Lecce?
“Autentico tempo di grazia e momento speciale, anzi unico, in ordine all’incontro e al dialogo del Vescovo con i fedeli”. Queste parole di Giovanni Paolo II sono una essenziale ma efficace fotografia di quello che è stata realmentela Visita Pastorale nella comunità di Sant’Antonio Abate in Carmiano.
Quali realtà l’Arcivescovo Domenico D’Ambrosio ha incontrato?
“Il Vescovo ha potuto incontrare e conoscere un po’ tutte le realtà della vita del paese e della comunità: dai lavoratori agli ammalati, dal mondo della cultura ai giovani, dai fanciulli e ragazzi ai genitori; gli operatori pastorali, le forze dell’ordine e la politica, la scuola: tutti hanno avuto un momento unico di dialogo, dibattito, riflessione col Pastore della nostra diocesi, che ha avuto una parola per tutti, davvero con gli occhi fissi sopra di voi per leggere ansie, dubbi, domande, paure, desiderio forte di comunione”.
Quali aspettative in questo momento di verifica?
“A Carmiano ha trovato una realtà viva, accogliente, che si era già da molto preparata a questo tempo di grazia che attendeva con trepidazione e grande aspettativa. Un tempo che non si è chiuso con i giorni effettivi della Visita, ma che ci interpella e sta già portando accorgimenti e cambiamenti nella vita parrocchiale, in attesa della relazione conclusiva in cui il Presule ci darà direttive più precise, già accennate nell’Assemblea parrocchiale finale, in cui ci ha invitati a camminare soprattutto su tre orizzonti: una attività pastorale sempre più progettata all’interno del Consiglio pastorale parrocchiale, luogo dell’espressione di tutta la comunità; l’Azione cattolica, come espressione di corresponsabilità di tutte le età;la Carità, segno evidente da cui si riconoscono i discepoli di Cristo”.
Vincenza Sava
















