È passato da… Melendugno e Borgagne/”Il Pastore, un dono di Dio per la nostra comunità”
A colloquio con il parroco, don Leonardo Giannone: “la partecipazione e l’affetto dei fedeli hanno coronato un’esperienza molto positiva e ricca di grazia“.
A Melendugno mons. D’Ambrosio ha incontrato una comunità intraprendente che ha risposto in modo corale alla visita e ha presentato al suo Pastore il bisogno di rafforzare il percorso di Fede, soprattutto in questo periodo di crisi sociale economica e di valori. Ne ha ricevuto sostegno e guida, come testimonia il parroco don Leonardo, trovando per tutti la parola giusta.
Quali risposte ha ricevuto dal Vescovo la comunità parrocchiale alle sue esigenze di rinnovamento?
Abbiamo atteso la visita come evento di grazia, ma ignoravamo il dono che il Signore aveva in serbo per noi. Dopo che l’abbiamo vissuta, possiamo testimoniare che è l’apice della missione del Vescovo in mezzo al suo popolo Il Vescovo si è consacrato alla sua missione, donandoci testimonianza di carità pastorale. Da parte nostra abbiamo accolto il suo passaggio, la sua parola, la sua amicizia con la massima disponibilità. Ci siamo sentiti convocati in una sola famiglia attorno al segno della nostra unità. E in realtà il Vescovo ci ha radunati con la forza della Parola di Cristo, ci ha ascoltati in nome della Sua dolcezza, ci ha richiamati con la forza della Sua autorità, ci ha donato il Vangelo del Suo amore. Ha confermato il nostro bisogno di essere uniti nel nome di Cristo e il desiderio di essere per il mondo una città collocata sopra un monte, cui tutti possono guardare.
Quali criticità hanno presentato al Presule i giovani e le famiglie?
I giovani dell’Oratorio hanno accolto il Vescovo con uno spettacolo da loro preparato. Poi gli hanno confidato sogni e problemi. Dopo averli ascoltati, il Vescovo li ha richiamati ad impegnarsi per rendere la comunità ancora più partecipe del loro entusiasmo e più ricca dei loro talenti e del loro servizio.
L’incontro con i nubendi, i giovani sposi e le famiglie ha presentato al Vescovo tre piccole esperienze-pilota della nostra pastorale familiare. Al termine del loro percorso di preparazione i nubendi hanno riconosciuto il dono di aver riscoperto la fede; i giovani sposi hanno esternato l’entusiasmo della loro scelta di vita; i genitori hanno confidato la trepidazione per la crescita dei loro figli. Il vescovo li ha ascoltati con simpatia e affetto e li ha incoraggiati a proseguire nel cammino di fede in un momento storico critico, confidando nella grazia che il Signore assicura agli sposi nel sacramento del matrimonio e da cui scaturisce l’impegno della fedeltà e il ministero educativo.
Su quali tematiche si è rivolto l’incontro con le istituzioni?
Il consiglio comunale si è aperto con la commemorazione del compianto sindaco Vittorio Potì. Il Vescovo ha condiviso con i presenti il ricordo della sua breve ma intensa amicizia con lui e messo in evidenza il ruolo decisivo ricoperto da Vittorio nell’alienazione dell’ex Regina Pacis. Apprezzando subito il sogno del Vescovo di costruire una casa della carità a Lecce, Vittorio si è impegnato per la buona conclusione del progetto e ha dato un contribuito importante alla realizzazione di una struttura in cui la chiesa locale potrà accogliere tante domande di solidarietà provenienti dal territorio.
Ai politici e alle autorità militari il vescovo ha rivolto l’invito a collaborare anteponendo il bene della comunità agli interessi di parte e misurando i toni dell’incipiente campagna elettorale sul vero scopo della vittoria, che è l’esercizio della carità nel servizio della polis.
Quali aspetti della realtà di Melendugno ritiene abbiano maggiormente colpito il Vescovo?
Il vescovo è stato positivamente sorpreso dall’intraprendenza della comunità melendugnese capace di costruire in pochi anni strutture di rilievo socio-economico-culturale, quali il restauro del Borgo rinascimentale di Roca, il nuovo Porto di S. Foca, il Nuovo Cinema Paradiso, l’Eliporto di Borgagne, la Piscina coperta, il Fito-depuratore, ma anche opere di rilievo pastorale, quali il risanamento della chiesa parrocchiale, il restauro delle varie cappelle, il graduale completamento dell’Oratorio. In più occasioni ha rilevato la gratitudine di vari ammalati per la sua visita personale e confidato la gioia di constatare l’affetto della gente verso i suoi sacerdoti. Anche l’incontro con i 731 alunni dell’Istituto comprensivo ha avuto un impatto notevole sulla visita. Il momento più bello è stato quello della celebrazione con cui ha chiuso la sua visita alla nostra comunità. La partecipazione e l’affetto che i fedeli hanno saputo esprimergli al termine della Messa hanno coronato un’esperienza molto positiva che solo la grazia di Dio poteva condurre con il concorso amorevole del suo apostolo e di questa piccola porzione del suo popolo santo.
Microfono aperto/ “Ecculu, lu Vescuvu nesciu”. Parola di Cummari.
Sarà per il cielo plumbeo, sarà per l’atmosfera di crisi che sembra fluttuare nell’aria, ma i pochi passanti incontrati si dimostrano all’inizio diffidenti, reticenti: “non parlo con i forestieri”, “non so”, “non siamo interessati”. Poi il cielo di Melendugno si apre e l’atmosfera cambia. In un gruppo di uomini che hanno partecipato solo alla Messa, si distingue la testimonianza di Vincenzo che è entusiasta dell’incontro di mons. D’Ambrosio con gli ammalati, tra cui suo fratello sacerdote, e “non trova le parole” per descrivere le emozioni personali e quelle degli ammalati.
Se una Signora si dichiara decisamente atea, Anna ricorda le impressioni sue e quelle della sorella che ha partecipato a tutte le manifestazioni. Entrambe sono rimaste colpite dai modi pacati e affabili del vescovo, propri di un pastore di anime.
Discrezione e pacatezza sono le caratteristiche che altre persone avvicinate riconoscono al Presule come elemento di forza del suo ministero. Cummare Pina interviene sottolineando che anche il Vescovo ha riportato una buona impressione del paese: “Non si aspettava un’accoglienza così calorosa”; indicando la foto sull’Ora del Salento, un’altra cummare interviene: “Ecculu lu vescuvu nesciu”. L’abbaiare allegro di un cagnolino fa da sfondo alla conversazione e sembra dimostrare la sua approvazione.
È colpa dei piedi “che non valgono” se una loquace, dolce signora non ha potuto partecipare alle celebrazioni. Ci “tiene” alla Chiesa, è molto devota e la sua casa è piena di immaginette di Santi, ma non può mettere le scarpe, neppure “quelle di pelle che sono costate centomila lire”, ma ciabatte. D’estate con gli zoccoli può andare in Chiesa ma non d’inverno “con il cappotto e le ciabatte”. Forse il Vescovo dovrebbe ritornare d’estate, ma certo non gli mancherà la preghiera della gentile signora che lo raccomanderà ogni sera a San Pantaleo, per lei un Santo particolarmente vicino.
A Borgagne, secondo una testimonianza maschile “si partecipa molto alla chiesa, soprattutto le donne”, Vincenza, una signora in bicicletta fermata “al volo”, esprime ammirazione per la chiarezza con cui il vescovo parla e spiega; conclude “è bravo!” Nella piazza centrale fervono i lavori di restauro. Due signore in gran fretta, “ca ede mezza dia”, ritengono che la visita pastorale sia particolarmente importante per i bambini, gli ammalati e tutte quelle persone che vogliono essere risorsa e non un peso per la società
La difesa degli ultimi della terra è del resto riconosciuta, anche da voci critiche, come missione chela Chiesadeve perseguire in modo chiaro, anche attraverso le visite pastorali che “nell’immaginario collettivo sono un momento con cui il vescovo onora le comunità”.
Lucia Buttazzo
L’Assemblea parrocchiale di Melendugno: Valorizzare le famiglie come comunità di fede e di solidarietà
Particolare risalto, sarà dato alle famiglie dei ragazzi, considerate quali piccole comunità cristiane, e al ruolo dei genitori, quali primi e principali educatori dei loro figli. In breve, si sta puntando sulla valorizzazione della famiglia come comunità di fede, preghiera e carità. È questo uno dei primi propositi descritti nel corso dell’Assemblea parrocchiale alla presenza dell’Arcivescovo mons. D’Ambrosio.
Poi, il parroco don Leonardo Giannone, comincia ad esporre, in sintesi, il quadro dettagliato dell’azione pastorale, in modo tale da delineare un’analisi completa della realtà.
Tra le varie esperienze descritte vi è la catechesi dei bambini e dei ragazzi che seguiti dai catechisti dell’Iniziazione cristiana condividono un percorso di formazione e programmazione, scandito da incontri settimanali, pur collaborando tra loro frequentemente e con profitto, per assicurare costanza e continuità. Si cerca di incentivare l’apprendimento dei bambini con nuove proposte e nuove esperienze, con riscontri al riguardo molto positivi. Particolare attenzione si rivolge soprattutto alla formazione degli educatori tramite la proposta mensile della Lectio divina, per rinsaldare ed approfondire ancor di più la formazione già acquisita nelle vecchie Scuole di base o nel più recente Centro di formazione teologico – pastorale.
Comunque, la partecipazione dei singoli e della comunità è frutto della formazione permanente, personale e collettiva. Inoltre, la Visita pastorale ha sollecitato un rinnovamento della Caritas, che ora è strutturata in tre parti: l’Osservatorio delle povertà e delle risorse, l’animazione pastorale e i servizi. Un rinnovamento che punta alla nascita di un vero organismo pastorale, in cui operino i carismi caritativi della comunità.
Infine, parafrasando la preghiera divulgata per la Visita, il parroco ha racchiuso il proprio anelito di speranza per la comunità: “In una storia segnata da timori e paure cammina davanti a noi come buon pastore e apri per noi i percorsi della speranza, perché quando la fatica si farà sentire, la luce che c’illumina dal futuro di Dio possa darci la forza di continuare il nostro cammino”.
L’oratorio: il 50% dei giovani vi gravita attorno
Tra i vari ambiti pastorali, emerge in modo particolare l’Oratorio, una vera sfida educativa che se da un lato mette a nudo alcuni limiti della famiglia e dall’altro svolge un’azione molto utile di prevenzione e di formazione.
La crescita dell’Oratorio, è stato appunto rilevato nell’Assemblea parrocchiale, sollecita una più convinta promozione dei carismi educativi: da sottolineare l’apporto degli educatori, la cooperazione degli adulti e la collaborazione con alcune istituzioni civili, affinché i ragazzi,già ben disposti a mettersi in gioco, possano avvalersi sempre più positivamente dei diversi contributi formativi.
Attualmente un buon 50% dei giovani in età di Scuola media superiore, che sono all’incirca 350, gravita attorno ad esso ed un centinaio segue regolarmente i cammini proposti. Una trentina di giovani, quasi tutti universitari, compone il gruppo degli educatori.
L’Assemblea parrocchiale di Borgagne: La formazione dei genitori garanzia di futuro e di educazione dei figli
Condivisione, spirito comunitario, ricerca di una fede improntata alla centralità della persona, che illumini di senso la vita nello spirito del Concilio, le disposizioni della Diocesi, i cammini della CEI: sono queste le direttive emerse dall’incontro dell’Assemblea parrocchiale con mons. D’Ambrosio in occasione della Visita pastorale.
La Chiesa di Borgagne si è presentata al suo Vescovo consapevole delle sfide poste dai mutamenti del contesto ecclesiale e sociale, in cui si riscontrano “diverse lentezze e, talora, resistenze” e si constata “la presenza di modi di intendere la Chiesa talvolta in dissonanza tra loro”, come ha rilevato nella sua dettagliata relazione il parroco, don Corrado Buttazzo.
La parrocchia ribadisce l’impegno di un ripensamento collettivo di testimonianza cristiana e di evangelizzazione volti ad accrescere la visibilità della realtà religiosa e parrocchiale con attività aggregative, soprattutto con offerte di servizi per anziani e ammalati. Se le manifestazioni di religiosità popolare, come la festa del santo patrono, e della Vergine del Carmelo, sono punti di forza, devono però liberarsi da residui di ritualità meccanica e rappresentare momenti di riflessione e manifestazioni di Fede. Tra le prospettive future: incentivare la formazione dei genitori attraverso incontri, centri di ascolto, attività di supporto; incrementare il rapporto stretto negli ultimi anni con il Seminario, nella speranza che si concretizzi in una scelta di vita consacrata.
Christian Tarantino
Il Consiglio comunale: Carità e bene comune prima di tutto nel ricordo di Vittorio Potì
Durante il consiglio comunale che si è svolto il 23 gennaio 2012 il vicesindaco, Mauro Russo, ha esordito nel suo discorso di saluto affermando che la città di Melendugno sarebbe stata pronta ad aprire all’arcivescovo la porta del proprio cuore “con sentimento cristiano”. “Sento di ricordare – ha proseguito – a tre mesi esatti dalla sua improvvisa scomparsa, la figura del nostro amato sindaco, Vittorio Potì, che come sappiamo tutti aveva stabilito con lei, sin dal primo incontro, una particolare intesa”. Il vicesindaco ha accolto con gioia il pastore della Chiesa di Lecce, prevedendo da subito che la settimana che la comunità melendugnese si accingeva a vivere sarebbe stata molto intensa, per il fitto programma di incontri previsti con “tutte le rappresentanze cittadine dalla politica all’imprenditoria, dalla scuola alle associazioni, dagli anziani agli ammalati”. L’ha definita inoltre una settimana “di profonda riflessione”, in cui ciascuno di loro si sarebbe posto sotto la sua alta guida spirituale, “al fine di trarre l’energia e la forza necessarie per impegnarsi nelle proprie attività con lealtà e forte spirito di abnegazione”. Ha poi rivolto il suo augurio a mons. D’Ambrosio, affinché “la sua missione pastorale possa essere costantemente improntata all’entusiasmo e alla generosità” che lo contraddistinguono. Anche il vescovo ha condiviso con i presenti il ricordo della sua breve ma intensa amicizia con il sindaco di Melendugno, evidenziando il suo ruolo decisivo nell’alienazione dell’ex Regina Pacis: Potì ha infatti dato un contribuito importante alla realizzazione di una struttura in cui la chiesa locale potrà rispondere tante richieste di solidarietà provenienti dal territorio. Ai politici e alle autorità militari il Pastore ha rivolto l’invito a collaborare reciprocamente, anteponendo il bene della comunità agli interessi individuali e modellando la campagna elettorale sull’esercizio della carità verso la realtà cittadina.















