Nuovo Fenomeno/E se anche gli immigrati lasciano il Salento?
Klodiana Çuka (Integra Onlus)/In quattro anni si è ridotto di oltre tre quarti il numero di arrivi degli immigrati ed è aumentata notevolmente la quantità di partenze.
FRATELLI IN FUGA
In quattro anni si è ridotto di oltre tre quarti il numero di arrivi degli immigrati ed è aumentata notevolmente la quantità di partenze” questi i dati dell’Istat, dai quali emerge un quadro più preciso: gli stranieri che trasferiscono la residenza dentro i confini nazionali ammontano a 249 mila unità, per un’incidenza dei loro movimenti sul totale, che passa dal 14,8% al 18,3%, così come il numero di cittadini stranieri che lasciano l’Italia è in aumento rispetto all’anno precedente +14,2%. La quota di emigrati di genere maschile 46,1% è inferiore a quella femminile 53,9%, e l’età media è di 31,6 anni. Alcune comunità straniere presentano una propensione alla mobilità interna più elevata di altre, e questo è il caso della comunità cinese, per la quale risulta che si trasferiscano 80 individui ogni mille connazionali residenti. A significativa distanza da quella cinese, segue la comunità dei cittadini moldavi 67%, quella dei pakistani 64% e quella dei marocchini 64%.
Dai dati ufficiali risulta che anche tra gli italiani, a causa della crisi economica, si sta verificando una notevole mobilità residenziale ed extraterritoriale, tuttavia gli studi di settore rivelano che i cittadini stranieri sono più propensi alla mobilità interna a causa del minor radicamento sul territorio, e a un impulso maggiore alla ricerca di opportunità economiche e sociali migliori. Ad essere interessato maggiormente dal fenomeno è il Nord-Est, ma nell’ultimo periodo sembra coinvolto anche il nostro territorio, ecco allora che l’immigrato che emigra rivela il volto impetuoso di una crisi che ridefinisce il concetto stesso di migrazione. Una nuova mobilità umana che sconvolge non solo il sistema-mondo però l’immagine dell’“Altro”, che si affranca da vecchi pregiudizi anche si vincola in nuovi stereotipi, non scevri di rinnovati odi razziali. Parliamo di questo fenomeno, con particolare riferimento alla comunità albanese, con Klodiana Çuka Presidente dell’Associazione Onlus, un ente che da anni si impegna nel campo delle politiche migratorie.
Dott.ssa Çuka, quali sono le motivazioni sociali, psicologiche ed economiche che sottendono il fenomeno dell’emigrazione interna ed estera di molti stranieri presenti nel nostro Paese?
I motivi che spingono i migranti a lasciare il Salento sono svariati e dipendono sia dalla nazionalità che dal periodo di migrazione. Per esempio, per la comunità albanese si tratta di un rientro voluto. Sono passati oltre vent’anni dall’immigrazione di massa e i migranti arrivati all’epoca della fascia 40-50 anni, oggi oramai pensionati o vicino la pensione sono un pò di anni che stanno rientrando. Si sono rifatti la casa in Albania, i figli sono grandi, lavorano o stanno all’Università e loro preferiscono passare la terza età in Patria. I migranti degli ultimi anni invece lasciano il Salento anche per la mancanza del lavoro; molti altri neanche si mettono a cercarlo perché si trovano nel Salento per caso e il sogno resta sempre l’Italia delle gran di città o ancora di più il nord Europa.
Verso quali nuove mete si dirige questo flusso migratorio?
Alcuni fanno anche su e giù, un pò di mesi qui un pò di mesi in Albania; così come molti migranti senegalesi e marocchini, vivono dividendosi tra la terra natia e il Salento. Per esempio chi si trova nel Cara di Bari difficilmente scende giù da noi, quasi sempre sale verso il nord. Anche i richiedenti asilo che noi ospitiamo nelle strutture Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), una volta riconosciuti come rifugiati lasciano il Salento e si dirigono verso il nord Italia o nord Europa.
In una visione di ampio respiro temporale, può dirci se questo fenomeno si è già verificato in passato o è prettamente contingente all’attuale fase storica, attraversata se non devastata dalla crisi economica, che stiamo vivendo?
Per molti anni si è pensato che il Salento fosse solo terra di passaggio, invece no e lo dimostrano le presenze dei bambini nelle scuole, il Salento resta anche terra di permanenza e nonostante la media della popolazione migrante salentina è più bassa di quella nazionale i migranti che decidono di restare lo fanno consapevolmente! Certamente il Salento non è una terra che attrae i migranti, tuttavia chi resta e riesce a inserirsi si innamora non solo del sole e del mare salentino ma di tutto, del calore umano, delle bellezze e dei profumi del Salento!
SALDI MIGRATORI INTERREGIONALI PER REGIONE
Nel Mezzogiorno, escludendo l’Abruzzo che presenta un saldo di +0,1 per mille, in tutte le regioni si registrano saldi interregionali negativi, particolarmente rilevanti in Calabria (- 3,3 per mille) e Campania (-3,1), Puglia (-2,1). Nel complesso, le regioni del Centro e del Nord Italia costituiscono la destinazione del 73% dei flussi interregionali complessivi (245 mila su 335 mila totali) mentre, al contrario, esse sono l’origine degli stessi soltanto nel 60% dei casi (202 mila). Diametralmente opposta è la situazione nel Mezzogiorno. Nelle regioni del Sud sono 99 mila i trasferimenti per regioni di altre ripartizioni, non compensati dai 64 mila arrivi, mentre nelle Isole si registrano 34 mila partenze e solo 26 mila arrivi. Nell’insieme le regioni del Mezzogiorno raccolgono soltanto il 27% delle destinazioni interregionali (90 mila) ma in esse si registra il 40% delle origini dei trasferimenti (133 mila).


















