Pubblicato in: Sab, Nov 15th, 2014

E se un giorno Internet scomparisse?

Ormai il mondo virtuale appartiene alla complessa società globalizzata.

È facile accusare la Rete di averci fatto perdere la privacy e l’intimità, di aver reso più superficiali le rela­zioni interpersonali, di provocare dipenden­za, di realizzare il digital divide, di produrre guadagni spropositati ai di­versi network utilizzando i nostri dati, di creare l’analfabetismo digitale. Ma, se un veemente e imprevedibile impeto geomagnetico disintegras­se totalmente Internet cancellando in un baleno la società digitale? E cadessimo in pieno oscuramento in­formatico, con disfacimento di centri dati, tsunami nella comunicazione, crash di connessioni tra miliardi di individui? Un’autentica apocalisse. Certamente il mondo rallenterebbe. Di moltissi­mo. E non solo per la scomparsa di blog, social network e forum. Le conseguenze sarebbero certamente devastanti per l’attuale società ormai sorretta dalla Rete in quasi tutti gli ambiti: basta considerare la coster­nazione che assale un semplice utente che all’improvviso scopre un guasto irreparabile sul disco fisso del suo computer personale e deve fare a meno di Google, Chat, Facebook, Twitter, WhatApp…

Bien

Si ritornerebbe a una lentezza di relazioni interper­sonali oggi considerata esasperante senza le e-mail, all’impoverimento che coinvolgerebbe datacenter e ricerche on line, ai rapporti interna­zionali con le conseguenti difficoltà nel trasporto aereo, nelle ricerche scientifiche, lavorative, bancarie, agli aggiornamenti internazionali delle Borse, alla possibilità di accesso di archivi e biblioteche, come, ad esempio, gli otto milioni di volumi della Biblioteca del Congresso Usa accessibili on line… Fortunatamente, Internet è un insie­me variegatissimo e molto autonomo di reti, di un numero elevatissimo di bobine, di macchine utilizzate e re­golate dai server sparsi nel mondo e spesso autonomi. Certo, tutti questi elementi non escludono in alcun modo che la Rete possa essere danneggiata, perché certamente alcune sue parti, come i cavi distesi per collegare distanze addirittura intercontinentali, potrebbero subire avarie. Certo, bisognerebbe procu­rare contemporaneamente rotture e guasti in ogni territorio, con incredi­bile ed accurata esattezza. La Rete, invece, ha una propria e potente vitalità, protezioni protette, strutture sovrabbondanti, per cui l’eventua­lità di un dissolvimento catastrofico risulta piuttosto un’ipotesi virtuale e meramente speculativa. Internet, or­mai c’è e rimane un mondo virtuale indistruttibile.

Adolfo Putignano

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