Pubblicato in: Gio, Set 19th, 2013

Ecco perché il Lecce perde sempre

Lecce/La settimana di passione di Mister Moriero. Catanzaro ultima chance.

Senza idee, senza gioco e senza cuore. È questa l’attuale fotografia del Lecce, ancora una volta apparso come una squadra allo sbando ed in balia dell’av­versario di turno. In parole povere, un Lecce davvero sgangherato. Quattro gol subiti a Benevento, due a Salerno, al­trettanti in casa contro L’Aqui­la, tre ko di fila e tutti senza la minima attenuante. Un Lecce caduto così in basso non lo si vedeva all’opera da moltissimi anni ed a giusta ragione viene paragonato ad uno dei peggiori Lecce della gloriosa e centena­ria storia della società gial­lorossa. Ovviamente, questo stato di cose sta creando molto malumore fra i tifosi i quali, dopo la pesantissima sconfitta di Benevento (un rotondo 4-1), stanno sollecitando la Famiglia Tesoro ad attuare adeguati provvedimenti nella speran­za di porre fine agli indegni spettacoli che la squadra sta mettendo in scena in quest’av­vio di stagione.

Brutti tempi corrono in casa Lecce, dunque. Per colpa di chi? Della società, del tecnico Moriero o dell’intera rosa di calciatori? Domande legitti­me, alle quali bisogna dare risposte concrete. Lo pretendo­no i tifosi delusi dal pessimo comportamento del Lecce. Un gruppetto di ultras ha già avuto un primo faccia a faccia con la squadra al termine della gara di Benevento. Ma si è trattato solo di un piccolo “assaggio” di ciò che hanno intenzione di fare se il Lecce continuerà a comportarsi così male come in queste prime tre giornate di campionato. Nessuno ha chiesto miracoli: tutti ,invece, hanno preteso e continuano a pretendere dignità ed orgo­glio da una squadra che sta calpestando le nobili tradizioni calcistiche di una città e di un intero territorio salentino.

Perché, dunque, sta giocando così male il Lecce? Prima ri­sposta: perché non ha un’identità di gioco. Vale a dire che non è ancora una squadra, ma un’accozzaglia di giocatori, oltretutto male assortiti. Errori clamorosi ed assurdi come quelli commessi dai gioca­tori giallorossi in tutti e tre i reparti , sia domenica scorsa a Benevento sia nelle altre due partite (pure perdute) possano essere giustificati soltanto con un termine: incompetenza. E, noi, non crediamo che Mo­riero, Tesoro e la rosa dei cal­ciatori leccessi possono essere considerati degli “incompeten­ti”. Ed allora? Un’altra spiega­zione ai tre flop rimediati dal Lecce può essere racchiusa nel concetto di inadeguatezza del parco-giocatori, affidato alle cure di Checco Moriero.

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Non diciamo niente di nuovo, affermando che l’attuale Lecce è stato costruito a … rate, con giocatori ingaggiati a luglio ed altri appena due settimane fa. Un Lecce assemblato in fretta e male. E le conseguen­ze non si sono fatte attendere. Una squadra male assortita e, per giunta, composta ex novo quasi interamente non poteva che avere problemi. Ed il Lecce ne sta avendo più di quelli previsti, anche per colpa – secondo noi – della mancanza di schemi e di una logica di gioco. Mister Moriero (che sta rischiando l’esonero: ha avuto una proroga fino a dopo la partita di domenica prossi­ma contro il Catanzaro) non è ancora riuscito a far giocare il Lecce secondo il “suo” credo calcistico e ciò ha determinato pessime prestazioni con conse­guenti risultati negativi.

È opportuna un’immediata svolta da parte del Lecce, altri­menti la crisi sarà ancora più grave ed allarmante di quella in corso. Un po’ tutti – da Moriero, ai Tesoro, ai giocatori – si dovranno fare un accurato esame di coscienza, valutando attentamente il ruolo che cia­scuno di loro ricopre. Moriero dovrà verificare se sta facendo tutto ciò che è necessario per mettere ordine in una squadra assolutamente … disordinata. I Tesoro dovranno valutare il tipo di scelte fatte nell’acquisi­zione dei giocatori.

Quest’ultimi dovranno rendersi conto che, d’ora in avanti, non potranno ancora provocare dolore e delusione ai loro numerosi tifosi. Insomma, un sincero e severo esame di co­scienza che dovrà dare i primi frutti positivi a partire da do­menica prossima in occasione della difficile gara contro il Ca­tanzaro, secondo in classifica e reduce da una grande vittoria contro il Frosinone. Sarà un osso duro il Catanzaro, ma il Lecce dovrà mordere quest’osso come un cane rin­ghioso. Senza paura, con idee chiare con il tipico orgoglio salentino.

 Umberto Verri

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