“Emergenza incendi: il Salento territorio ad alto rischio”
A salvaguardia del patrimonio boschivo/Intervista all’avv. Giuseppe Taurino Presidente dell’Arif Puglia, l’agenzia regionale per le attività irrigue e forestali.
L’afa che caratterizza le estati salentine in misura sempre maggiore, in correlazione con la negligenza dei cittadini nei confronti di zone boschive che dovrebbero invece essere custodite come un bene per la collettività, rende quella messapica l’area della Puglia più colpita dagli incendi. Oltre agli abitati, che richiedono l’intervento immediato dei Vigili del fuoco, zone ad alto rischio sono proprio le foreste, i parchi, le suggestive estensioni di ulivi, lecci, pini e altre varietà arboree tipicamente mediterranee, che con le loro chiome dalle virgole argentate e la maestà dei tronchi rendono il paesaggio iapigio un unicum non soltanto agli occhi dell’autoctono, come ci testimoniano le esemplari descrizioni paesaggistiche lasciateci dai più importanti scrittori salentini, ma anche a quelli del turista.
In questo contesto si inserisce l’attività dell’Arif Puglia, l’Agenzia regionale attività irrigue e forestali, sorta nel 2010 e finalizzata ad interventi quali la tutela delle risorse irrigue, la prevenzione degli incendi e la salvaguardia del nostro patrimonio boschivo, come spiega il direttore dell’ente, l’avv. Giuseppe Maria Taurino.
Come nasce l’Arif Puglia?
“La legge istitutiva risale al 25 febbraio 2010. L’obiettivo è stato razionalizzare ed accorpare le attività in materia di irrigazione ed antincendio, una serie di compiti che prima facevano capo a vari assessorati”.
Di quali compiti vi fate carico?
“Ci occupiamo della valorizzazione della risorsa irrigua, seguiamo aree svantaggiate in zone particolari della regione, dove i consorzi di bonifica storicamente non fornivano il servizio di irrigazione. Le nostre attività vanno dalla prevenzione degli incendi alla messa in sicurezza del patrimonio demaniale regionale, dalla salvaguardia del patrimonio boschivo naturalistico della regione Puglia alla realizzazione di vivai forestali, dove produciamo piante di macchia mediterranea”.
Qual è il vostro raggio d’azione?
“Abbiamo sede in ogni provincia della Puglia, sia per quanto riguarda le attività irrigue che le attività forestali; l’attività irrigua però si svolge soltanto dall’Ofanto in giù, quindi dal nord di Bari fino a Leuca, perché la provincia di Foggia è già ben servita dai consorzi di bonifica”.
Come si sviluppa la vostra rete di collaborazioni?
“Collaboriamo in maniera particolare con la regia della Protezione civile in ma teria di prevenzione incendi. Proprio in questi giorni stiamo avviando con questa una convenzione per il monitoraggio delle aree a rischio di dissesto idrogeologico, che avvieremo non appena terminerà la stagione anti-incendio di massima pericolosità, quindi dopo metà settembre. Per la prevenzione degli incendi ci interfacciamo anche con tutte le altre associazioni di volontariato, soprattutto con il Corpo forestale dello Stato”.
Come è la situazione del Salento in questo momento?
“Le premesse non sono delle migliori, perché l’indolenza dei cittadini e gli attacchi fatti nelle zone umide come il parco del Rauccio, Porto Selvaggio o le Cesine, ci espongono ad un rischio maggiore. L’anno scorso il Salento ha rappresentato la zona della regione più colpita da incendi, e questo dato percentuale coincide con la presenza massiccia di turisti, che raggiunge picchi molto elevati specialmente nel mese di agosto. Quest’anno, almeno per il momento, la situazione sembra lievemente migliorata, ma siamo sempre in condizioni di grave emergenza, perché il caldo torrido di questi giorni, in concomitanza con il vento, non ci aiuta a domare gli incendi ed effettuare un’opera di prevenzione più puntuale ed efficace. Il problema principale della zona è la carenza di demanio regionale: molti boschi sono di proprietà di enti o di cittadini privati, e noi abbiamo competenza soltanto per la messa in sicurezza del demanio regionale. Ci stiamo preparando in questo senso, al fine di perfezionare una serie di convenzioni con realtà come le Cesine, come in passato abbiamo già fatto con alcuni comuni del basso Salento”.
C’è qualche consiglio che vuole fornire ai cittadini?
“Vorrei solo invitare i salentini alla consapevolezza di avere un patrimonio naturalistico di grande pregio, la cui salvaguardia è un compito affidato non solo alle istituzioni ma anche alla sensibilità di ognuno di noi, e credo che custodire il creato sia uno degli impegni che ogni cittadino dovrebbe sentire come proprio”.
















