Pubblicato in: Ven, Lug 27th, 2012

“Emergenza incendi: il Salento territorio ad alto rischio”

A salvaguardia del patrimonio boschivo/Intervista all’avv. Giuseppe Taurino Presidente dell’Arif Puglia, l’agenzia regionale per le attività irrigue e forestali.

L’afa che caratterizza le estati salentine in misura sempre mag­giore, in correlazione con la negligenza dei cittadini nei confronti di zone boschive che dovrebbero invece essere custodite come un bene per la collet­tività, rende quella messapica l’area della Puglia più colpita da­gli incendi. Oltre agli abitati, che richiedo­no l’intervento im­mediato dei Vigili del fuoco, zone ad alto rischio sono proprio le foreste, i parchi, le suggestive estensioni di ulivi, lecci, pini e altre varietà arboree tipicamente mediter­ranee, che con le loro chiome dalle virgole argentate e la maestà dei tronchi rendono il paesaggio iapigio un unicum non soltanto agli occhi dell’au­toctono, come ci te­stimoniano le esem­plari descrizioni paesaggistiche lascia­teci dai più importanti scrittori salentini, ma anche a quelli del tu­rista.

In questo contesto si inserisce l’attività dell’Arif Puglia, l’A­genzia regionale atti­vità irrigue e forestali, sorta nel 2010 e fina­lizzata ad interventi quali la tutela delle risorse irrigue, la pre­venzione degli incen­di e la salvaguardia del nostro patrimonio boschivo, come spie­ga il direttore dell’en­te, l’avv. Giuseppe Maria Taurino.

Come nasce l’Arif Puglia?

“La legge isti­tutiva risale al 25 febbraio 2010. L’o­biettivo è stato ra­zionalizzare ed ac­corpare le attività in materia di irrigazione ed antincendio, una serie di compiti che prima facevano capo a vari assessorati”.

Di quali compiti vi fate carico?

“Ci occupiamo della valorizzazione della risorsa irrigua, seguiamo aree svan­taggiate in zone par­ticolari della regione, dove i consorzi di bonifica storicamente non fornivano il ser­vizio di irrigazione. Le nostre attività van­no dalla prevenzio­ne degli incendi alla messa in sicurezza del patrimonio dema­niale regionale, dal­la salvaguardia del patrimonio boschivo naturalistico della regione Puglia alla realizzazione di vivai forestali, dove produ­ciamo piante di mac­chia mediterranea”.

Qual è il vostro raggio d’azione?

“Abbiamo sede in ogni provincia della Puglia, sia per quanto riguarda le atti­vità irrigue che le attività fo­restali; l’attività irrigua però si svolge soltanto dall’Ofan­to in giù, quindi dal nord di Bari fino a Leuca, perché la provincia di Foggia è già ben servita dai consorzi di bonifi­ca”.

Come si sviluppa la vo­stra rete di collaborazio­ni?

“Collaboriamo in manie­ra particolare con la regia della Protezione civile in ma­ teria di prevenzione incen­di. Proprio in questi giorni stiamo avviando con questa una convenzione per il moni­toraggio delle aree a rischio di dissesto idrogeologico, che avvieremo non appena termi­nerà la stagione anti-incen­dio di massima pericolosità, quindi dopo metà settembre. Per la prevenzione degli in­cendi ci interfacciamo anche con tutte le altre associazioni di volontariato, soprattutto con il Corpo forestale dello Stato”.

Come è la situazione del Sa­lento in questo momento?

“Le premesse non sono delle migliori, perché l’in­dolenza dei cittadini e gli at­tacchi fatti nelle zone umide come il parco del Rauccio, Porto Selvaggio o le Cesine, ci espongono ad un rischio maggiore. L’anno scorso il Salento ha rappresentato la zona della regione più colpita da incendi, e questo dato per­centuale coincide con la pre­senza massiccia di turisti, che raggiunge picchi molto ele­vati specialmente nel mese di agosto. Quest’anno, almeno per il momento, la situazione sembra lievemente migliora­ta, ma siamo sempre in condi­zioni di grave emergenza, per­ché il caldo torrido di questi giorni, in concomitanza con il vento, non ci aiuta a domare gli incendi ed effettuare un’o­pera di prevenzione più pun­tuale ed efficace. Il problema principale della zona è la ca­renza di demanio regionale: molti boschi sono di proprietà di enti o di cittadini privati, e noi abbiamo competenza sol­tanto per la messa in sicurez­za del demanio regionale. Ci stiamo preparando in questo senso, al fine di perfezionare una serie di convenzioni con realtà come le Cesine, come in passato abbiamo già fatto con alcuni comuni del basso Salento”.

C’è qualche consiglio che vuole fornire ai citta­dini?

“Vorrei solo invitare i sa­lentini alla consapevolezza di avere un patrimonio naturali­stico di grande pregio, la cui salvaguardia è un compito af­fidato non solo alle istituzioni ma anche alla sensibilità di ognuno di noi, e credo che custodire il creato sia uno degli impegni che ogni citta­dino dovrebbe sentire come proprio”.

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