Emergenza Migranti/Sempre grande il cuore del Salento
Sono rimasti “delusi”. Insistevano, per lanciare la notizia di uno scontro tra la comunità locale e quella degli immigrati bulgari. Alcuni operatori massmediali si preparavano già a replicare le indegne e interminabili cronache dell’amara storia di Sara Scazzi accaduta ad Avetrana. Certo, ci sono stati momenti di elevata tensione per la scomparsa della piccola sparita, ma in tanti, carabinieri, vigili, autorità, semplici cittadini, si sono trovati insieme a palpitare, cercare e poi esultare per il ritrovamento.
Il Salento è stato da sempre terra di straordinaria ospitalità. Basti ricordare la stupefacente accoglienza del Regina Pacis ieri e delle mense dei poveri e della Casa della Carità oggi. A Monteroni, gli immigrati bulgari (forse un migliaio, nessuno lo sa con precisione) abitano da una ventina di anni ed hanno attivi rapporti di lavoro con le tante famiglie del luogo. Non hanno mai dato problemi di comportamento, così come la ventina di marocchini, presenti da oltre trent’anni. Già la gente, con uno slancio di solidarietà straordinario, diede pronta ospitalità in parrocchia a un nutrito gruppo di albanesi, in occasione del loro primo grande sbarco in Puglia. E, poi, i servizi sociali e soprattutto le Caritas compiono con continuità interventi assistenziali.
C’è una festa comune nella “Notte di S. Giovanni”, oltre a compresenze nel Presepe Vivente e a una pagina in caratteri cirillici su ogni numero del periodico locale Vita Cristiana. Ecco. Quando c’è un comune percorso di corrette relazioni non c’è proprio spazio per contrapposizioni. Basta prendere sul serio alcune parole di Papa Francesco sugli immigrati, protagonisti di “storie che ci fanno piangere e vergognare: esseri umani, nostri fratelli e sorelle, figli di Dio che, spinti anch’essi dalla volontà di vivere e lavorare in pace, affrontano viaggi massacranti e subiscono ricatti, torture, soprusi di ogni genere, per finire a volte a morire nel deserto o in fondo al mare”. Certo proprio in questi giorni in Italia, come a Taranto, si vivono difficoltà notevoli logistiche per la concentrazione di tanti arrivi di profughi.
Così come tante cittadine, quale appunto Monteroni, andrebbero meglio sostenute sia con risorse umane sia con adeguati mezzi finanziari. “Non ci si può limitare a rincorrere le emergenze. Il fenomeno ora va affrontato con uno sguardo politico serio e responsabile che coinvolga tutti i livelli”, ammonisce poi Papa Bergoglio e l’Arcivescovo di Lecce mons. D’Ambrosio continua: “Lecce ci offre uno spaccato della cultura, razza e lingue di cui i migranti sono depositari e noi li accogliamo. E continuiamo a farlo, sempre. Non ci rifiuteremo di aprire le nostre chiese, se ci verrà chiesto”. Anche perché i dati della Fondazione Migrantes raccontano di 232 milioni di disperati che dal Terzo mondo nel 2013 hanno preso le strade dell’immigrazione. Al di là di cronache troppo interessate allo scoop, giustizia e carità rimangono le sentinelle della dignità umana e i sentieri che conducono alla Pace.
Adolfo Putignano
















