Emilio Colombo, l’Europa nel cuore
L’ultimo Costituente/Il ricordo personale dell’On. Giacinto Urso per un grande protagonista dei 67 anni della Repubblica Italiana. Di lui predisse Papa Pacelli: questo Colombo volerà.
Eccezionale personalità politica: ebbe la capacità d’emergere, con merito, umiltà e competenza.
Sono trascorsi oltre sessant’anni da quando, in contrada “Punta Prosciutto”, vicino a Porto Cesareo, nell’agro dell’Arneo, luogo di epiche lotte contadine, si assegnarono ai braccianti i poderi, espropriati al latifondo attraverso la legge di “riforma agraria”, voluta da De Gasperi e sostenuta dalla Democrazia Cristiana.
Fu, allora, festa di popolo, di gioia e commozione. Sul palco – in un tripudio di bandiere e di evviva – presenziava Antonio Segni, Ministro dell’Agricoltura, affiancato da un giovanissimo di aspetto distinto e dallo sguardo professorale. Si chiamava Emilio Colombo, nato e vissuto in Basilicata, eletto all’età di 26 anni, nel 1946, all’Assemblea Costituente per redigere la Costituzione repubblicana. All’atto della rammentata consegna delle terre ai contadini, era Sottosegretario di Stato all’Agricoltura.
In particolare, mi colpì il suo modo di essere e di presentarsi. Ebbi, dopo, la ventura di conoscerlo meglio e di seguire, con ambita amicizia, la sua straordinaria e meritata ascesa politica, conclusasi il 24 giugno scorso alla veneranda età di 93 anni. In lui, nel tempo, si compì il pronostico di Pio XII, Papa Pacelli, che – dopo averlo conosciuto – predisse: “questo Colombo volerà”. E così è stato. Infatti, Emilio Colombo attraversò da assoluto protagonista i 67 anni della Repubblica italiana. Per quasi mezzo secolo, sempre plebiscitariamente, divenne Deputato al Parlamento, per decenni Ministro in dicasteri di primaria importanza, Presidente del Consiglio dei Ministri,
Deputato europeo con un milione di preferenze, Presidente del Parlamento Europeo, Senatore a vita, Presidente dell’Istituto “Toniolo”, ente fondatore dell’università Cattolica del Sacro Cuore, Presidente dell’Internazionale democratico-cristiana, che raggruppa le rappresentanze dei democristiani di tutto il mondo. Una eccezionale personalità della politica, che ebbe la capacità di emergere con merito, umiltà e competenza.
Tale fu considerato in tutti gli ambienti pubblici, nazionali ed internazionali, anche per le sue trasparenti doti di “eleganza, gentilezza, facoltà di rapporto con chiunque, capacità di capire, anticipando e controllando i processi politici del suo tempo”. In particolare, mostrò intensa religiosità e permanente testimonianza alla Fede cristiana. Virtù preziose e forgiate alla scuola formativa dell’Azione Cattolica Italiana, esplicitate, di continuo, senza mai scadere nell’integralismo e coltivate, in ogni occasione, con rispetto dell’altrui pensiero e del diverso, atteggiamento che lo portava ad essere disponibile all’ascolto, alla comprensione, alla tolleranza e al fecondo dialogo.
















