Pubblicato in: Gio, Mag 7th, 2015

Emorragia di giovani in fuga verso l’Europa

Promemoria per le Elezioni…

I dati sono impressionanti. Nel periodo che va dal 2008 al 2012 oltre 250mila residen­ti in Italia si sono diretti verso altri lidi: destinazione Gran Bretagna, Germania, Spagna soprattutto. Nel solo 2014 dichia­ra l’Aire (l’anagrafe degli italiani all’estero) per la prima volta nell’ultimo decennio gli emigranti hanno superato quota 100mila, la metà sotto i 40 anni. L’esodo è generalizzato, silenzioso e costan­te. Non parliamo della fuga dal Mezzogiorno. La Regione con più abbandoni è la Lombar­dia che conta 18.425 emigranti, quasi uno su cinque. I giovani non cercano solo un lavoro, ma una prospettiva di futuro. Da noi l’investi­mento verso i giovani è stato continuamente ridotto a favore dei pensionati e dei dirigenti: mentre circa trent’anni fa i cittadini sotto i 35 anni raggiungevano un livello di ricchezza dell’82%, fatto 100 il livello pro capite, già nel 2008 prima degli effetti della crisi, questo livello era sceso al 62%.

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Negli anni della crisi poi le categorie che hanno guadagnato posizioni nella distribuzione della ricchezza sono stati i dirigenti che nel 2012 avevano già raggiunto il 245,9% e i pensionati che hanno raggiunto la media pro capite. A farne le spe­se maggiori i giovani, ovviamente. Dobbiamo prendere atto che in questo periodo le proposte lavorative per i giovani sono state per lo più precarie e scarsamente remunerate, in alcuni casi per niente remune­rate (come i tirocini per l’accesso agli ordini delle professioni); il numero dei lavoratori poveri ha raggiunto quota 4 milioni e coin­volge soprattutto i minori di 40 anni. Non si tratta solamente di persone a bassa qualifica. Parliamo di diplomati e laureati. L’esperienza ormai dovrebbe aver insegnato che proporre un lavoro per sbarcare il lunario nell’immediato non è sufficiente a sostenere la progettualità di chi vuol costruirsi una vita, si passa allora dalla sfiducia verso la società in cui si è nati alla decisione di tentare un’altra strada. 

Andrea Casavecchia

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