Entrare nel Mistero… Le provocazioni dell’Amore
Maria partorisce il frutto del suo ventre e Dio irrompe nella storia. Nel silenzio, nell’umiltà, nella povertà. La sua nascita fa brillare le tenebre e pone domande nel cuore, provoca stupore, costituisce l’avvenimento fondamentale dell’umanità, illumina il volto di piccoli e grandi, c’introduce nel Mistero dell’uomo. Con i pastori, pure gli occhi della nostra fede contemplano il Dio adagiato nella mangiatoia, il Verbo fatto carne, il Salvatore che sarà amato da miliardi di seguaci e combattuto aspramente da altri, nel segno della decisione fondamentale che drammaticamente chiede ad ogni uomo un’opzione da lui stesso esplicitata: “O con me o contro di me”.
Una scelta dinanzi alla quale ciascuno prende posizione. Poiché interpella ogni uomo. Fino a tormentare tanti animi, provocare odio nei suoi confronti e furenti reazioni per cui la sua rappresentazione nel presepe o sulla croce, a duemila anni di distanza, tante volte viene osteggiata. Sino a far scoppiare opposizioni sanguinarie che costeranno a lui ed ai suoi seguaci rabbiose persecuzioni e martiri. O a generare amorosa gioia che coinvolge ogni spazio dell’esistenza, ad essere ammaliante e traboccante bene che sazia l’intera vita, a costituire il fine sommo dell’esistenza di chi si lascia conquistare dalla sua straordinaria presenza.
Marco Epicochi, Presepe Salentino, Cartapesta, 2014, Lecce
Egli entra nella storia, per dirci che la Vita vera, per cui occorre lottare con tutte le proprie energie, è al di là della storia. Le sue affermazioni di aver vinto il mondo, di ritornare nella gloria alla fine dei tempi e giudicare tutti gli uomini si offrirebbero a valutazioni di tracotante orgoglio, insensata ambizione e irrisoria vanagloria, se non fosse che egli ha parlato come mai nessuno, ha operato miracoli, ha risuscitato morti, è risorto, è stato oggetto di amorosa fede per gli apostoli sino all’effusione del sangue, ha convinto ed ha ottenuto l’adesione totalitaria di una schiera innumerevole di martiri che lo hanno incontrato con cuore sincero e per lui hanno preferito la morte al tradimento.
Generato da Maria, è figlio dell’intera umanità. È la teofania desiderata, attesa, incontrata da chiunque è disponibile ad aprirsi al dono di Dio. È il Dio fatto uomo, il Risorto, il Cristo Signore, il nuovo Adamo del quale ognuno sente nostalgia, il Salvatore di tutti: “consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace”. Autentico sconvolgimento per chiunque fonda la realizzazione di sé su boriosa presunzione, vanità delle realtà terrene, forza del potere. Segno della visita del Signore all’umanità e della comunione filiale di ogni uomo con Dio, è la certezza che l’ultima parola appartiene all’Amore e che la felicità è il futuro preparato dall’eternità per ciascuno di noi e l’umanità intera. Secondo le valutazioni e la profezia del Magnificat che canteremo tutti nella “gloria del Signore” che già avvolse di luce i pastori nell’oggi di Dio. Per cui in ogni momento è Natale. Auguri.
Adolfo Putignano
















