Pubblicato in: Sab, Set 27th, 2014

Estate a tutto gas… Campiscuola parrocchiali, impegno e passione

Pastorale Giovanile/Le prime tre esperienze raccontate dai diretti interessati: mari, monti, formazione e tanto divertimento. 

LECCE- SANTA MARIA DELLA PORTA

AMO, ERGO SUM: CON DON ANTONIO A CAMPITELLO MATESE

S. MARIA PORTA 4

Incontrare Dio e incontrarsi: è stato questo il senso più vero del camposcuola estivo organizzato dalla par­rocchia Santa Maria della Porta di Lecce agli inizi del mese di agosto. Un gruppo di venti persone, com­posto dal parroco don Antonio Perrone, gli animatori e alcuni ragazzi della parrocchia, di età compresa tra i 15 e i 20 anni, ha vissuto un’esperienza di fraternità e spiritualità, dedicata alla riflessione di gruppo e personale e all’approfondimento di aspetti legati al tema dell’amore di Dio e per Dio. Rivisitando una suggestione cartesiana, il motto che ha caratterizzato il camposcuola è stato quello di “Amo ergo sum”, a sottolineare come l’amore sia il più profondo dei desideri umani e l’orizzonte comune che caratterizza gli uomini in quanto tali, ossia in quanto creati per Amore e chiamati ad Amare. Ma, Amare: perché? Amare: come? Amare: fino a che punto? A partire da queste domande, i ragazzi, accompagnati dagli animatori e dalla supervisione attenta e costante di don Antonio, hanno compiuto un percorso di riflessione sui temi della gioia della fede, che resiste salda alle intemperie della vita; dell’Amore di Dio come modello dell’amore dell’uomo per l’altro uomo; del rispetto per il proprio corpo e per il corpo altrui.

S. MARIA PORTA 3

La lettura della parola di Dio durante la Santa Messa ha chiuso quotidianamente le attività, quale momento di vita cristiana in cui il gruppo ha messo nelle mani del Signore i Doni ricevuti ogni giorno. Le attività, la preghiera e i momenti di gioco e di allegria hanno avuto come sfondo Campitello Matese, con i suoi scorci di natura incontaminata e un cielo ora brillante di luce solare, ora cupo sotto il peso di nuvoloni minacciosi; mentre l’ospitalità e la cucina molisana hanno contribuito a creare un’atmosfera di fraternità e comunione. Il campo-scuola ha chiuso il ciclo di attività annuali giovanili della parrocchia, ma è servito altresì a gettare le basi per un nuovo anno ricco d’iniziative rivolte ai giovani e agli adulti. Giorni quelli vissuti insieme, donati dalla Provvidenza, che hanno permesso ai ragazzi di rinsaldare vincoli di amicizia e vivere un’esperienza spirituale a tutto tondo, agli animatori e al parroco di vedere rinsaldata la fiducia nelle inesauribili risorse e potenzialità giovanili.

Elena Castelluccio 

MONTERONI DI LECCE

AD ASSISI CON DON MATTIA SUI PASSI DI FRANCESCO

 

Dove sono? Dove vado? Per dove passo? Con quale atteggiamento voglio mettermi in cammino? Qual è l’importanza del camminare insieme? Sono state fin da subito chiare le domande a cui il nostro cuore sarebbe stato impegnato a rispondere nei cinque giorni di “pellegrinaggio spirituale” che ci aspettavano. Domande profonde ed intense, ma un amico speciale sarebbe stato al nostro fianco ad aiutarci a trovare le nostre risposte: un amico di nome Francesco. Fin dal primo giorno di campo-scuola abbiamo iniziato a costruire, insieme a delle suore giovani e speciali, la cornice del nostro “puz­zle personale”, curiosi di arrivare a trovarci davanti agli occhi, nell’ultimo giorno di campo-scuola, il disegno finale. “Va’ Francesco, ripara la mia casa”: d’un tratto ci ritroviamo davanti a quello stesso Crocifisso dai gran­di occhi che tanti anni fa chiese a Francesco di abbandonarsi a Lui. Un Crocifisso vivo, con occhi dolcissimi e uno sguardo da innamorato rivolto a chiunque fosse pronto a contemplarlo.

MONTERONI

Abbiamo scoperto l’importanza del “camminare insieme” affrontando un percorso in salita di 4 km: abbiamo assaporato il gusto della stanchezza e del sacrificio; molti di noi temevano di non farcela, ma la forza della condivisione della fatica all’interno del gruppo ha dato a ciascuno l’energia necessaria per non mollare. Siamo arrivati in cima! E siamo arrivati tutti! Dopo questa fatica l’impatto di tali luoghi assume un’intensità incantata e profonda: ci prepariamo nel silenzio ad un momento di riconciliazione con Dio, ed immersi nella natura più viva ci accostiamo al Sacramento della Confessione. La strada si apre, il “puzzle” è quasi completo ed il disegno comincia a prendere forma. Tra gio­co, divertimento, riflessioni e condivisione i nodi del nostro ricamo si sono intrecciati: è arrivato il momento di voltarlo dal lato anteriore. Ed ecco il disegno che si svela. Il nostro “puzzle” è completo, e torniamo a casa convinti che il nostro cammino non è finito: siamo solo all’inizio!

Le Animatrici 

SAN PIETRO IN LAMA

LA FAVOLA DI PINOCCHIO E I SOCIAL NETWORK

L’estate dei ragazzi di San Pietro in Lama è stata animata da due campiscuola. Il primo, svoltosi dal 27 al 29 giugno presso il Centro “Madonna di Lourdes” di Novoli, ha visto coinvolti circa cinquanta ragazzi della catechesi parrocchiale che, guidati dal parroco e dai catechisti, hanno riflettuto sulla figura di Pinocchio, il celebre burattino di Collodi. Perché la figura di Pinocchio è presto detto attraverso le parole del Cardinale Inos Biffi, che di tale fiaba ha dato una lettura teologica folgorante nel libro Contro Maestro Ciliegia: “Quella di Pinocchio è la sintesi dell’avventura umana. Comincia con un artigiano che costruisce un burattino di legno chiamandolo subito, sorprendentemen­te, figlio. E finisce con il burattino che figlio lo diventa per davvero. Tra i due estremi c’è la storia del libro. Che è identica, nella struttura, alla storia sacra: c’è una fuga dal padre, c’è un tormentato e accidentato ritorno al padre, c’è un destino ultimo che è partecipazione alla vita del padre.

DS

Il tutto grazie a una salvezza data per superare la distanza incolmabile, con le sole forze del burattino, tra il punto di partenza e l’arrivo. Pinocchio è una fiaba. Ma racconta la vera storia dell’uomo, che è la storia cristiana della salvezza”. Ai momenti di riflessione si sono alternati quelli di gioco che hanno cementato l’amicizia tra i ragazzi ed hanno accresciuto la reciproca conoscenza. Il secondo, svoltosi dal 18 al 22 agosto presso il Monastero delle Clarisse di Farnese (Vt), ha interessato un’altra cinquantina di ragazzi e di giovanissimi, questa volta di Azione Cattolica che, accompagnati dal parroco e dagli animatori, hanno condiviso momenti di riflessione e di attività sul tema dell’amicizia con Gesù, prendendo spunto dai social network. Il titolo del campo era infatti Godbook. Taggati da Gesù. Non sono mancati i momenti di svago con una gita in barca sul lago di Bolsena ed una visita alla città di Viterbo e neppure i momenti di ilarità che hanno rotto il clima di quiete e di silenzio del Monastero, ma che hanno suscitato il desiderio di ripetere anche l’anno prossimo l’esperienza. 

Michele Giannone

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