Eventi storici/Il Pontificale di Mons. Costa e il Panegirico di Mons. Murino
20 Febbraio 1944/Durante l’ultima guerra…
Esattamente settanta anni fa (il 20 febbraio 1943) si compivano i duecento anni del qui citato decreto dell’allora Sacra Congregazione dei Riti che istituiva la festa del Patrocinio di S. Oronzo, completamente staccata dagli altri due Compatroni. Gli eventi bellici non permisero di festeggiare questo duplice centenario nell’anno esatto dell’intervento prodigioso antisismico del Nostro Santo; per cui si ricorse (come spesso accade) all’anno “ritardato” coincidente con l’inizio celebrativo nella data dello storico evento. Ed, infatti, la celebrazione solenne fu rimandata al 20 febbraio ’44, quando la seconda parte della guerra: dal ‘40 al ‘45 aveva portato lontano da noi aerei e cannoni nemici. Quel giorno coincideva con una delle tante domeniche “di verde” che precedevano il tempo di quaresima.
Al mattino fu celebrato il solenne pontificale presieduto dal indimenticabile Vescovo mons. Alberto Costa. Due furono le novità di quella celebrazione centenaria: la presenza del neo ministro della guerra, il Generale Taddeo Orlando, che il giorno innanzi aveva giurato nelle mani del Sovrano, in seguito alla costituzione del secondo Governo Badoglio.
Lecce, Porta Rudiae, statua sommitale
Nel primo, infatti, il generale Orlando aveva rivestito le funzioni di sottosegretario, avendo Badoglio avocato a sé la titolarità del dicastero associandole alle funzioni di Capo del Governo. Un governo tecnico militare del maresciallo d’Italia. La seconda novità fu il sermone panegirico del Santo, finora riservato alle feste agostane dei tre Patroni. I fedeli, con il quale furono esortati riguardo alla riconoscenza al Santo per lo scampato pericolo da un grande terremoto che aveva scosso l’intero Salento.
Esso fu tenuto dal gesuita Padre Giuseppe Germier, titolare della cattedra di storia e filosofia nel nostro liceo “Argento”, di cui si conservano sermoni e scritti di alto prestigio tra cui l’ultima “Vita” dell’allora ancor Beato Bernardino Realino.
Facevano degna corona al rappresentante del governo il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Italo Gariboldi, alla testa di una mezza dozzina di aquile d’oro e di altri alti ufficiali (generali e non) che costituivano quale prestigioso consesso tecnico militare allora d’istanza a Lecce come il Ministero della Guerra che in quel giorno si trovava all’attuale istituto magistrale così come il Ministero anzidetto occupava gli attuali uffici finanziari in Viale Gallipoli. Il dotto gesuita prima di tenere l’elogio del Santo, credette bene di salutare gli illustri presenti.
Nell’anno in cui successivamente traslato vi furono altre celebrazioni oronziane. Qui ricordiamo soltanto quella di chiusura avvenuta il 23 agosto ’45, con la partecipazione dell’Episcopato salentino, per la ricollocazione della statua del Santo nella piazza maggiore della città a Lui dedicata, ove ancor si leggono le scultoree classiche parole dettate dal sullodato Vescovo Costa: “toto orbe seviente bello, civitatem istam Orontius stantem prorsus et integram servaverit”.
Oronzo De Simone
















