Pubblicato in: Lun, Lug 22nd, 2013

Famiglia e Società/Senza aggettivi, sono figli e basta

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di Decreto Legislativo che completa la normativa sull’uguaglianza tra la prole naturale e quella legittima. Ma il disegno riguarda solo i minorenni. 

Lo si attendeva da tempo e, finalmente, lo scorso 12 luglio il Consiglio dei Mini­stri ha approvato lo schema di decreto legislativo che completa la normativa sull’equiparazione tra figli na­turali e figli legittimi. “Mai più figli divisi in categorie di serie A e di serie B. Da oggi esistono solo figli senza aggettivi… È un fatto di civiltà”. Sono queste le parole con cui il Premier En­rico Letta ha commentato l’ap­provazione di un decreto che elimina l’intollerabile disparità di trattamento previsto, fino ad oggi, dai nostri codici. Può dirsi definitivamente superata, dunque, la netta distinzione tra figli naturali e legittimi prevista dal Codice Civile del 1942, figlia di una diversa sensibilità e di un’epoca che riconosceva lo status di famiglia esclusi­vamente ad una tipologia di nucleo basato sul matrimonio.

Tuttavia, per fare chiarezza sul contenuto del decreto in que­stione, è bene sottolineare che la novità del testo non riguarda l’equiparazione tra figli natu­rali e legittimi – normativa già approvata in via definitiva dalla Camera il 27 novembre dello scorso anno – quanto, piuttosto, gli aspetti patrimoniali correlati al discorso. Il provvedimento, indubbiamente destinato a la­sciare il segno, prevede la mo­difica della normativa vigente al fine di eliminare ogni residua discriminazione presente nel nostro Ordinamento tra i figli nati dentro e fuori da matrimo­nio, garantendo in tal modo la completa eguaglianza giuridica degli stessi: la riforma dovrà, quindi, incidere sul codice penale, di procedura penale e civile e sulla legge consolare.

figli

Non si è fatto attendere il plau­so dell’Unicef e di molte altre realtà associative di categoria che da decenni si battono in favore dell’equa tutela dei figli, compresi quelli adottivi o nati da fecondazioni artificiali. Un enorme passo avanti per i diritti della persona nel nostro Paese, una riforma che, tuttavia, non è esente da polemiche. Stando a quanto reso pubblico, infatti, sembra che anche questa volta una totale e definitiva ‘ugua­glianza’ per i figli adottivi non è praticabile.

Se da un lato il decreto pone un deciso stop alle discriminazioni per i figli adottivi minorenni, che acqui­siscono a tutti gli effetti lo stato di figlio nato nel matrimonio, dall’altro si esclude l’equipara­zione per gli adottati maggio­renni, per i quali non sorge alcun vincolo di parentela con i parenti degli adottanti. Si può parlare, dunque, di effettiva equiparazione? Quali modifi­che comporta il nuovo decreto in materia di diritti e doveri dei figli? 

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