Famiglia e Società/Senza aggettivi, sono figli e basta
Esclusivo/L’Avv. Annamaria Bernardini De Pace…
EQUIPAZIONE, IL CAMMINO È LUNGO
“La portata innovativa della Riforma è messa un po’ in standby dalle deleghe al Governo, che creano una dilatazione temporale tra i principi già in vigore e questi incerti Decreti”.
Per comprendere meglio gli intricati nodi di questo nuovo decreto legislativo, abbiamo rivolto qualche domanda ad Annamaria Bernardini De Pace, avvocato specializzato nei diritti della persona.
Sin dalla Riforma del diritto di famiglia del ’75 è sempre stato presente l’intento di far valere sui figli quel principio di uguaglianza cardine della nostra Costituzione. Tuttavia, una vera e propria uguaglianza non si è mai avuta, complice la discriminazione di fondo presente in numerose norme. Come tratta i figli naturali la normativa oggi ancora in vigore?
L’unica normativa oggi in vigore è la legge 219/2012 che ha parificato lo status dei figli, per cui non ci sono più figli naturali e figli legittimi, ma solo figli, nati nel matrimonio o fuori dal matrimonio. La precedente discriminazione dei figli, basata sull’attribuzione di un diverso status a seconda dell’origine “anagrafica”, è stata garantita proprio da un diritto di famiglia troppo a lungo sordo all’esigenza di riforma e all’evoluzione della società dei costumi.
Secondo le ultime notizie diffuse dai media, il Consiglio dei Ministri sembra aver dato il via libera allo schema di decreto legislativo in materia di filiazione che completa la normativa sull’equiparazione tra figli naturali e figli legittimi, approvata in via definitiva dalla Camera il 27 novembre dello scorso anno. Quali sono i punti fondamentali di questo decreto?
Lo scoglio in cui si è incagliata questa legge, che, ripeto, è in vigore, è rappresentato da un’amplissima delega al Governo, in base alla quale l’esecutivo dovrà riformare, come in parte ha cominciato a fare, interi ambiti relativi alla materia della filiazione, in modo da attuare in pratica il principio, introdotto dalla legge, della parificazione dei figli. Tramite una serie di decreti legislativi, si dovranno modificare molti articoli del Codice Civile e la disciplina del riconoscimento dei figli, della presunzione di paternità, della successione e donazione, ma anche le modalità di ascolto del minore nei processi, il riordino della materia nel diritto internazionale, etc. Posso dire che la portata innovativa della riforma è stata messa un po’ in stand-by da queste deleghe al Governo, che creano una dilatazione temporale tra i principi già in vigore e l’emanazione di questi incerti decreti legislativi che ne preciseranno l’attuazione pratica.
















