Fede e Tradizione/Comunità in Festa per l’Immacolata
Una devozione diffusa in tanti Comuni del Salento dove permane ancora l’usanza del digiuno.
La Festa dell’Immacolata Concezione di Maria oltre a rappresentare la porta d’ingresso al Natale, è una ricorrenza molto sentita nel Salento. Essa trascina con sé tradizioni e riti più antichi del ricordo stesso dei suoi protagonisti. Per fortuna, le testimonianze e le fonti storiche presenti ci aiutano a recuperare la dimensione simbolica di questa tradizione. Per esempio, molte sono le chiese dedicate alla Madonna Immacolata nel nostro territorio, tante delle quali risalgono addirittura al 1500 e alla loro storia sono legate le omonime Confraternite che continuano ad essere parte integrante del rito dell’8 dicembre. Sono i Confratelli dell’Immacolata, che conducono la statua della Madonna in processione seguiti dal corteo di fedeli e sono loro che in molti paesi, hanno mantenuto l’abitudine di donare il “pane bianco” simbolo dell’Immacolata, ai parrocchiani, il giorno della vigilia. Certo, con il passare degli anni le iniziative per la Festa sono andate scemando, come raccontano alcuni sacerdoti, ma l’attaccamento e la devozione per la Madonna Immacolata rimangono tutt’ora immutati.
S. CESARIO
La devozione a Maria Vergine è molto antica come dimostra la presenza dell’ omonima Rettoria risalente al sec. XVIII. All’interno, preziose tele narrano tutti i momenti più significativi della vita di Maria, e quadri risalenti alla metà del ‘700. Ma, ciò che è più caratteristico per il suo valore simbolico è la statua lignea dell’Immacolata, di pregevole fattura, che durante la novena viene traslata in Chiesa Madre dove si concentrano tutte le funzioni religiose della festa. L’8 dicembre, al termine della S. Messa inizia la processione che culminerà davanti all’Ospedale “Galateo” dove si svolge la tradizionale preghiera per gli ammalati. Alla vigilia si osserva il digiuno e, a mezzodì si consumano le tradizionali “pucce”. Per le strade la musica della banda contribuisce a rendere la festa più suggestiva.
NOVOLI
Anche quest’anno il paese si prepara a vivere la ricorrenza della Madonna Immacolata. L’Arciprete, don Mimino Vetrugno, afferma che purtroppo la festa non è più animata come negli anni passati, tuttavia permangono antiche tradizioni e antiche devozioni come la confraternita intitolata all’Immacolata che esiste dalla metà del 1500 e che ad oggi conta di 60 confratelli. La statua dell’Immacolata che pesa 2 quintali e 80 kg viene portata dalla chiesa dell’Immacolata alla Chiesa Madre dove si svolgono tutte le liturgie per il rito mariano. La chiesa dell’Immacolata a Novoli è la più antica del paese. Al suo interno si conserva in particolare un importantissimo affresco bizantino, un’icona della Vergine Odegitria. La cappella risulta importante anche per un altro frammento di affresco rinvenuto nel 1951, raffigurante una donna e un angelo, entrambi con l’aureola ed il segno della croce in testa.
CARMIANO
Festa mariana: occasione di preghiera, ma anche momento di fraternità. È questo il senso del giorno dell’Immacolata per Carmiano dove una serie di riti, preceduti dalla novena, culminano con la processione e la messa dedicata alla Madonna. La carità è l’elemento cardine che sprona alla raccolta alimentare per le famiglie bisognose, alla benedizione dei bambini e alla consegna delle “pucce bianche” il 7 dicembre. Luogo di culto e di tradizione è la chiesa barocca dell’Immacolata del 1600, che al suo interno, sull’altare maggiore, custodisce un dipinto ritraente la Vergine, forse di epoca basiliana. È davanti a questa chiesetta che terminano tradizionalmente i festeggiamenti. La gioia si esprime anche attraverso il canto e la musica con vari concerti.
















