Fede e Tradizione/Comunità in Festa per l’Immacolata
LIZZANELLO
Il Parroco, don Albino De Pascali afferma che la Festa dell’Immacolata è molto sentita dai residenti di Lizzanello, tanto che alla processione dell’8 dicembre la partecipazione è sempre numerosissima più di quella di Natale. La festa è a cura della Confraternita dell’Immacolata e ad essa si deveo anche l’antica Cappella omonima edificata nel corso del XVII sec. e ampliata un secolo più tardi. Anticamente dedicata a Santa Maria di Costantinopoli, al suo interno, tra le opere artistiche custodisce la statua dell’Immacolata di particolare pregio che nei giorni di rito diventa protagonista. Senza tralasciare la tradizionale fiera/mercato, la banda musicale e lo spettacolo pirotecnico conclusivo.
MELENDUGNO
Viene organizzata dalla Confraternita intitolata a Maria SS. Immacolata che risale al XVII sec. Si tratta dell’aggregazione laicale più antica di Melendugno, risiede in una cappella denominata dell’Immacolata di cui don Leonardo Giannone è Rettore e Padre Spirituale. La Confraternita da qualche anno dona ai fedeli che partecipano alla S. Messa della Vigilia il pane dell’Immacolata, ovvero la tradizionale “puccia”. Un’altra iniziativa in fieri a cura della Confraternita è l’apertura di un Centro di Accoglienza per i poveri con un servizio mensa denominato “Fraternità Mariana”, progetto che comincerà all’inizio del prossimo anno, come ci rivela lo stesso don Leonardo.
TORCHIAROLO
La Festa per la Madonna Immacolata a Torchiarolo è semplice ma molto sentita dalla comunità. La chiesa omonima non è proprio di antica costruzione, come afferma don Daniele Fazzi, ed è una Rettoria sottoposta (seminterrata) costruita per volontà di don Vincenzo Marulli che donò il suolo nel centro storico del paese proprio per l’edificazione di questo piccolo santuario dedicato alla Vergine Immacolata. Prima di allora era presente un’altra chiesa, quella di S. Nicola, che fu poi demolita e, poco più distante, sorse quella odierna dell’Immacolata. Nel pomeriggio dell’8 dicembre, si svolgono, come ogni anno, la Santa Messa e la processione, organizzate dalla Confraternita dell’Immacolata. Tradizione vuole che le famiglie mangino le “pucce” il giorno della Vigilia per onorare il digiuno.
MONTERONI
La devozione della Madonna Immacolata a Monteroni ha radici molto antiche e documentate dalla fine del ‘500 all’inizio del ‘600. Si narra di una chiesa dedicata a S. Giorgio, ormai perduta, dove, sulla mensa dell’altare maggiore non v’era la raffigurazione del santo che pure era il protettore del Casale di Monteroni, ma quella della Madonna Immacolata, dipinta in una finestrella a forma di sfera. Un vetro cristallino circondato da raggi dorati ed adorno di colonne magistralmente scolpite con figure di Santi e di Angeli, come dimostrato dallo studioso prof. Mario Quarta. Attualmente è la Rettoria dell’Immacolata a detenere il primato del culto confermato, inoltre, dal Diploma del Papa Pio V del 21 giugno 1606, con il quale elargì l’indulgenza plenaria in perpetuo ai confratelli della chiesa che nel giorno della festa dell’Immacolata visitavano l’altare. Il culto subì poi un ulteriore incremento perché verso la fine del ‘600 il Barone Pinto Bembo elevò un altare incastonato nella parete. Verso la metà del secolo XVIII l’artigiano Pietro Putignano, volle edificare anche nella Chiesa Madre l’altare dell’Immacolata che, ancora oggi, si presenta abbellito da stucchi e impreziosito da una tela del pittore monteronese, Francesco Colonna. La devozione pertanto, ebbe seguito, sia nella “chiesa nuova” così denominata intitolata alla’Immacolata sia nella Chiesa Matrice. Da notare che, dalla fine dell’800 agli inizi del ‘900 per un po’ culto si concentrò sulla venerazione della Vergine di La Salette, luogo di apparizioni mariane.
Fatima Grazioli
















