Pubblicato in: Lun, Giu 22nd, 2015

Fenomeni Culturali/Dimmi come parli… Se la volgarità invade il Vocabolario

Solo un’ecologia della mente e del cuore potrà restituire all’uomo la sua verità e la sua dignità.

Oggi la volgarità è diventata moda, costume, modo di essere, di vestirsi, di esprimersi e sfocia, talvolta, nell’odio e nell’aggressività. Si tratta di un fenomeno transculturale e transnazionale, in piena espan­sione. Si tratta di una nuova forma di globalizzazione che influenza i comportamenti individuali e collettivi. Molte persone pensano di essere sim­patiche perché volgari. Ma la volgarità fa ritornare l’uomo a uno stadio ancestrale, primor­diale. Chi è volgare rischia di appartenere a una razza pri­mitiva e di essere una persona mediocre, che ha bandito ogni forma di civilizzazione. L’uomo di oggi sta perdendo di vista il rispetto e la buona educazione che sono gli ingre­dienti necessari per giungere a una vera umanizzazione e personalizzazione. Non è ca­suale che la Chiesa italiana dal 2010 al 2020 ha preso a cuore il tema dell’educazione e che il 5° Convegno Ecclesiale Nazio­nale, che si terrà a Firenze dal 9 al 13 novembre 2015, avrà come tema: In Gesù Cristo il nuovo umanesimo. È diventato quanto mai urgente e necessa­rio investire in umanizzazione, in formazione ed educazione per edificare una società più umana, solidale e fraterna. Educare, dal latino e-ducere (ex “fuori” + ducere “con­durre”), vuol dire: tirare fuori il meglio di una persona, far venire alla luce le forze vitali nascoste dentro di lei, aiutando­la a crescere, in modo armoni­co, a livello umano, intellettua­le, morale, sociale, spirituale. Educare è aiutare la persona a scoprire che è degna di amore e capace di amare.

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Educare è, prima di ogni altra definizione, “insegnare agli uomini l’arte di vivere”, un’arte che molti, pur­troppo, hanno dimenticato, non conoscono o non vogliono più imparare perché, come si suol dire, “sono arrivati alla frutta”. Se la volgarità si è insidiata nel linguaggio, in televisione, nel cinema, nella pubblicità, nella politica, nei rapporti interperso­nali… essa esprime mancanza di rispetto verso se stessi, gli altri, il mondo, Dio. Il male nasce dal cuore dell’uomo e si esprime attraverso il linguag­gio. Bestemmie, volgarità testi­moniano ciò che abita il cuore dell’uomo. Il libro del Siracide afferma: “Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore” (27,6); e Gesù aggiun­ge: “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda” (Lc 6,45). Ciò che l’uomo ha nel cuore si esprime attraverso la sua bocca, attraverso il suo linguaggio, le sue parole. Se la bocca di una persona esprime bestemmie e linguaggio volgare, cosa alberga nel suo cuore? “Dal di dentro infatti, – dice ancora Gesù – cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltez­za. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo” (Mc 7,21-23). Solo un’ecologia della mente e del cuore potrà restituire all’uomo la sua verità e la sua dignità!

 Salvatore Cipressa

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