Pubblicato in: Sab, Giu 28th, 2014

Fenomeni/Se il telefono dà fastidio…

Per prima cosa occorre iscriversi al registro pubblico delle opposizioni.

Quante volte, rispondendo al telefono, abbiamo sentito le parole “buona sera! Sono … e chiamo dalla tale azienda per proporle una nuova, inte­ressantissima e imperdibile of­ferta!”. Si chiamano telefonate indesiderate, un’intrusione nella nostra privacy quotidiana che invade ogni nostro piccolo spazio con un continuo propor­re offerte, sconti vantaggiosi o nuove aziende che si immet­tono nel mercato. Tutto questo è telemarketing, una vera e propria disciplina che impiega migliaia di persone e che mira ad assicurare nuovi clienti alle aziende. Dall’altro capo del filo, quindi, ci sono persone “addestrate” ad essere persuasive e convin­centi, supportate spesso da cor­si motivazionali e da “copioni” da seguire per proporre quello che le aziende che richiedono il servizio vogliono commer­cializzare.

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Il più delle volte, però, queste telefonate sono inopportune e allora, cosa fare per difendersi? I nostri numeri di telefono, in special modo quelli fissi, sono inseriti nei così detti elenchi pubblici (come, ad esempio, le pagine bianche) ed è da li che vengono presi e utilizzati, a volte in modo fraudolento, dagli svariati call center sparsi per tutta l’Italia. Dovrem­mo, quindi, fare un piccolo controllo: se in questi elenchi pubblici, accanto al nostro nome ci sono i simboli di una busta e una cornetta telefonica vuol dire che acconsentiamo a ricevere sia telefonate che po­sta pubblicitaria. Spesso però, questa opzione è una clausola che viene inclusa alla firma dei contratti telefonici, all’adesio­ne a programmi di fidelizzazio­ne cliente o alla partecipazione a concorsi online. L’utente finale è, quindi, inconsapevole della sua stessa adesione e viene tempestato di telefonate promozionali.

DALLA PARTE DEL CALL CENTER

Spesso gli operatori dei call center hanno dei “copioni” da re­citare al telefono, seguono corsi motivazionali, che insegnano come “raggirare” l’ignaro utente e i loro motti sono l’insisten­za e la perseveranza.

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C’è poi un sistema ingegnoso: se si risponde che l’offerta non ci interessa, il nostro nome viene inserito in una banca dati di “attesa” e, ciclicamente, anche a distanza di tempo, saremo richiamati e ci verrà proposta un’altra offerta.

DALLA PARTE DEL CONSUMATORE

Abbiamo chiesto all’avv. Marcello Esposito come difenderci: “Come è stato stabilito dalla Corte d’Appello di Torino (sent. N. 20328/2010), le telefonate pubblicitarie ostacolano la vita privata dell’individuo e ne violano la privacy.

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Agli abbonati (che la legge ora definisce “contraenti”) che non vogliono ricevere telefonate pubblicitarie, devono iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni, istituito con il DPR 178/2010, e affi­dato al Ministero dello Sviluppo Economico. L’utente è, quindi, tutelato dalla legge, compresa quella della privacy, secondo cui si ha il diritto di non essere importunati dai call center”.

ALCUNI MODI PER DIFENDERSI

Iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni.

Per raccomandata, scrivendo a: “Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni – Abbonati”, Ufficio Roma Nomentano – Casella Postale 7211 – 00162 Roma (Rm); via fax: 06.54224822; per e-mail: abbonati.rpo@fub.it

Tramite il numero verde: 800.265.265; compilando il modulo elettronico disponibile nella apposita “area abbonato” sul sito: www.registrodelleopposizioni.it

Segnalazione al n. gratuito 187

Segnalazione all’autorità Garante della Privacy.

Segnalazione alle forze dell’ordine (in particolare alla Polizia Postale).

Eugenia Quarta

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