Pubblicato in: Sab, Ago 25th, 2012

Festa Patronale 2012/Sobria e solidale… È festa anche per chi soffre

Intervista/Mons. D’Ambrosio: quest’anno si fa carico di un disagio di una sofferenza non allargando a dismisura il richiamo esteriore di momenti di svago, ben sapendo che a tanti manca il pane per vivere.

Eccellenza, è un grande momento di sfiducia per l’Italia e per il Salento. Le vicende di Taranto sono diventate vicende nazionali, se non europee, ma anche qui a Lecce quasi ogni giorno, davanti alla Prefettura, gruppi di lavoratori protestano perché non hanno lavoro. La festa patronale giunge a Lecce mentre non tutto fila liscio. Anzi….

La festa patronale è un momento di forte aggregazione, un momento in cui si riscopre come non mai il senso dello stare insieme, del ritrovarsi in nome di una tradizione che affonda le sue radici nella dimensione religiosa delle nostre popolazioni. La prima festa di Sant’Oronzo nasce proprio in seguito ad un momento di particolare sofferenza della città (la pestilenza). Grazie all’invocazione di questo Santo, la città viene liberata da questa pestilenza e Oronzo diventa il “nume tutelare” della città di Lecce a scapito della patrona tradizionalela Vergine e Martire Sant’Irene.

La storia si ripete. Non c’è la peste, ma la crisi sì.

All’origine c’è una situazione di disagio, di sofferenza di una comunità che vede nella figura di questo Santo martire dei primi secoli dell’era cristiana, il patrono, l’intercessore, colui che offre delle garanzie di serenità. Parte proprio dalla radice religiosa questo bisogno di stare insieme in nome di una storia che racconta come, in questo giorno, la comunità di Lecce vive un momento di particolare gioia, ma anche di particolare comunione. Questo è il senso originario che rimane. Chiaramente nel corso degli anni, dei secoli, alla dimensione religiosa molto più vera – mi riferisco soprattutto alla grande Processione, che era probabilmente l’unica in città – si sono aggiunte quelle espressioni di festa esterne che offrono al popolo la possibilità non solo di rinfrancare lo spirito ma anche il corpo, è tutto l’uomo che si coinvolge.

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