Pubblicato in: Mer, Apr 30th, 2014

“FINALMENTE SOLO DINANZI ALLE TOMBE DEI DUE PONTEFICI”

I due Nuovi Papi Santi/Le giornate di lavoro di un sacerdote leccese a servizio in Vaticano, in preparazione all’evento.

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Domenica 27 aprile è stata per molti una domenica indimenticabile; se il mondo intero era collegato con piazza san Pie­tro, moltissimi hanno deciso di recarsi a Roma di persona. C’è chi ha trascorso la notte precedente in strada, c’è chi, tra i più fortunati, avendo un biglietto di ingresso in piazza san Pietro, ha potuto riposare un po’. C’è chi, come me, ha lavorato da giorni alla preparazione dell’evento, e ha potuto vivere questa straordi­naria manifestazione dentro le mura vaticane. Mi potrei rite­nere un privilegiato e, almeno in parte, lo sono stato; eppure anche per me questa domeni­ca è stata particolare.

Una chiamata telefonica alle 4.30 del mattino mi sveglia di soprassalto. Alcuni amici, no­nostante il biglietto, non rie­scono ad entrare. In mezz’ora sono in piazza e inizia il mio lavoro di “spola” per portare laici e sacerdoti salentini dal caos dei varchi alla tranquil­lità del posto a sedere. Così inizia la mia giornata e questo “lavoro” dura fino alle 7 del mattino, allorquando “stacco” il telefonino e mi reco all’in­terno della Basilica di San Pietro per celebrare la Santa Messa.

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C’è un silenzio surreale per una Basilica che invece è sempre tanto affollata; non vi è praticamente nessuno. Dopo la celebrazione, ritorno al “lavoro” di prima mattina, ma verso le 9, quando ormai tutti sono sistemati, rientro nella Basilica Vaticana. Vi sono alcuni Cardinali, che hanno già assunto i paramenti per la concelebrazione; per il resto, la Basilica è vuota. L’oppor­tunità è troppo grande. Nella quiete, mi fermo a pregare, prima davanti alla tomba di Giovanni XXIII, poi dinanzi a quella di Giovanni Paolo II. Ancora una volta mi col­pisce il silenzio e il raccogli­mento. È questo il momento di intimità che mi consente di prepararmi spiritualmente all’evento.

Quando mancano pochi minuti alla celebrazione, mi reco in Segreteria di Stato, mi affaccio sul terrazzo che dà sulla piazza e vedo gente fin oltre Via della Conciliazione. Seguirò tutta la celebrazione dall’alto. Il cielo è clemente, perché la tenue pioggerella che aveva fatto presagire il peggio, smette di scendere. La celebrazione inizia con le litanie dei Santi: è un momen­to particolarmente significa­tivo, perché mentre sfilano i numerosissimi concelebranti in terra, il popolo fedele invo­ca le schiere dei santi. Poi ha inizio il rito della canonizza­zione e Papa Francesco, visi­bilmente assorto e commosso, proclama “santi” Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Le nuvole fanno spazio a uno sprazzo di sole ed è facile scorgervi l’approvazione e la gioia del Cielo. La gente applaude lungamente, poi ritorna il silenzio. Due Papi del secolo scorso sono santi; il loro culto è universalmente riconosciuto; chiediamo che la grazia di Dio da Piazza San Pietro si diffonda copiosa­mente su ogni uomo.

Mauro Carlino

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  1. massimo ha detto:

    Mons. Mauro Carlino,anche io ero presente all’evento dalle 04.00 del mattino. E’ stato il mio 390 servizio di vigilanza.
    Grande emozione.

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