Finis Terrae, Preti del ‘900
Un Saggio Storico di Salvatore Palese ed Ercole Morciano.
Di loro restano le opere, i discorsi, la vita, i sacrifici di chi da anni è fedele al proprio ministero (di continua semina intrisa di preghiera e fatica), la fedeltà di chi ogni giorno si spende per annunciare, difendere e diffondere la Verità, nella fedeltà della Rivelazione, conosciuta e vissuta, per celebrare i divini ministeri, in ore di confessionale per la salvezza delle anime e per sollevare qualsiasi pena. Sono i sacerdoti che, “nel silenzio e nel nascondimento, offrono quotidianamente la propria eroica testimonianza di fedeltà a Cristo e alla Chiesa” (card. Mauro Piacenza), un esercito buono di pace e di bene, di amore, di luce e di misericordia.
Alla figura del Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney, in occasione del 150° anniversario della morte, nel 2009 Benedetto XVI indisse l’Anno sacerdotale per “contribuire a promuovere l’impegno d’interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte e incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi”. Il patrono, ma anche modello e guida per tutti i sacerdoti, ha aumentato l’interesse specialmente verso quel clero parrocchiale la cui grande positività, personale ed ecclesiale, forse è stata finora poco conosciuta e apprezzata.
In questo interessante solco si inserisce, a buon merito, l’importante volume di mons. Salvatore Palese e del prof. Ercole Morciano, Preti del Novecento nel Mezzogiorno d’Italia. Repertorio biografico del clero della diocesi Ugento-S. Maria di Leuca (Congedo, 390 pagine).
Un saggio storico, scrive nella presentazione mons. Vito Angiuli, che “evidenzia il rapporto tra vescovi e clero, richiama le relazioni interpersonali dei sacerdoti tra di loro e con il popolo a loro affidato, descrive le diverse tipologie dei preti e la loro differente condizione economica, rileva la loro insufficienza numerica”. Un dono, ha definito il libro il Vescovo Ugentino, “offerto alla comunità civile ed ecclesiale che ritorna a beneficio di tutti”.
La ricerca, che si è avvalsa della consultazione di fonti bibliografiche e archivistiche, dopo l’introduzione metodologica, è divisa in due parti: la prima contiene 242 schede biografiche del clero diocesano e regolare (compresi gli ultimi sette vescovi); la seconda raccoglie novanta necrologi firmati, editi in diverse pubblicazioni, estendendo il campo d’indagine ai sacerdoti defunti nel primo decennio del 2000. Il tutto arricchito da utili indici dei nomi e da un album fotografico di 160 ritratti.
Se per Gustave Flaubert “ce ne sont pas le perles qui font le collier, c’est le fil”, le importanti testimonianze raccolte da Palese e da Morciano, non sono soltanto delle straordinarie e bellissime “perle”, ma intendono porre l’accento sul «filo» che le unisce e cercare di chiarirne la natura, e nel nostro caso il filo è la fede.
Dino Levante

















