Formazione e Tirocinio/Favorire il ritorno degli antichi mestieri
“Bisogna convincere i giovani della produttività economica derivante dall’esercizio degli antichi mestieri”, che hanno una domanda inevasa di servizi a essi connessa, “con un serio processo di orientamento al lavoro a partire dalle scuole e anche fuori da esse”, sostiene Budano, presidente regionale delle Acli. È pur vero che, “se queste attività non vengono riscoperte” con il sostegno a percorsi di formazione professionale, “non raggiungeremmo comunque
il risultato di aumentare una buona e sana occupazione”. Insomma, è necessario realizzare “un modello di sviluppo ispirato al territorio e a esso vocato”. In questa direzione “la Regione Puglia, nel recente passato, ha mosso dei passi”. Le botteghescuola “vanno sostenute anche a prescindere dalla loro location nell’azienda e potrebbero essere uno degli assi portanti della riforma dell’offerta formativa professionale in Puglia, con il sostegno anche dei fondi comunitari”.
Occorre prevedere forme di sostegno alla stabilità del rapporto, nodo problematico del contratto d’apprendistato, spesso utilizzato solo per le sue agevolazioni fiscali”, commenta ancora il presidente regionale delle Acli. Certo, la modalità di concertazione su cui è stato costruito soffre per l’assenza degli enti di formazione, che nelle loro associazioni datoriali potevano essere consultate; c’è comunque tempo per recuperare e migliorare il testo, perché lasciare alle aziende in esclusiva la formazione degli apprendisti, e quindi dei relativi finanziamenti, rischia di creare un luogo di potenziale abuso-conflitto d’interessi, che non garantirebbe l’erogazione della formazione, che nell’apprendistato è
fondamentale. Mantenere netta ma integrata la formazione d’aula con la formazione interna all’azienda è a tutela degli apprendisti. I centri per l’impiego potrebbero garantire e fare da arbitro nel rapporto azienda/ente di formazione.
di Antonio Rubino















