Pubblicato in: Dom, Dic 22nd, 2013

Francescani di oggi/Padre Pio, il Papa e Don Tonino

Sabato scorso si è tenuto l’incontro dell’Associa­zione Salentina “Italia in arte” a cui ha preso parte don Oronzo De Simone in veste di rappresentante di mons. Domenico D’Ambrosio, il quale ha inviato il suo augurio. 

PadrePio

In questa 14^ edizione dell’an­nuale vostro incontro mi discosto dalle precedenti e ormai tradizionali esortazioni sacerdotali che eviden­ziavano il valore della penultima domenica prenatalizia, dalle liturgia chiamata domenica “gaudete”, cioè della gioia. Per fissare con voi lo sguardo su Francesco d’Assisi che avete scelto come punto di riferi­mento, vivamente presentata nel dépliant di invito attraverso l’Estasi del Caravaggio, poi riecheggiata dalle commoventi note di “Fratello sole, sorella luna” eseguita dalla Schola dei Cappuccini di Scorrano.

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Un giorno lontano Pio XI aveva definito san Francesco d’Assisi “il più santo degli italiani” e “il più italiano dei santi”. Il più immediato successore Papa Pio XII lo aveva ufficialmente dichiarato patrono principale d’Italia il 18 giugno del 1939. Permettetemi ora di rileggere la sua figura alla luce di tre grandi esemplari del francescanesimo dei nostri giorni: Padre Pio da Pietrel­cina, stigmatizzato e santo come lui, e che come lui portava lo stesso nome di battesimo; Papa Fran­cesco, da soli nove mesi asceso al supremo pontificato, e infine il Vescovo don Tonino Bello, fiore di nostra terra salentina.

tonino_bello

Per il primo ci dispensiamo di scendere nei dettagli della santità perché a tutti ben noti. Parleremo invece seppur brevemente della santità del nostro Santo Padre, per rileggere il suo francescanesimo nel suo paterno donarsi ai malati, ai diversamente abili, e ai non so quanti fanciulli con gesti di ammirabile bontà. Ci resta soltanto volgere uno sguardo di ammirazione al nostro caro don To­nino Bello. Anch’egli appartenente alla vita francescana, anche se solo nel terz’ordine secolare. Ma vorrei infine aggiungere anch’egli stigma­tizzato come il santo di Assisi eppur se non con stigmate convenzionali, ma similmente evidenziate nella sua sofferta persona, e nel suo viso emaciato da prematura vecchiezza.

Oronzo De Simone

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