Pubblicato in: Mer, Mag 14th, 2014

Francesco De Matteis da Lecce…

“Era in Napoli uno dei più ricercati di un cenacolo di artisti”. 

De Matteis_1

De Matteis F., Chitarrista, Bronzo

Lo scultore e decoratore Francesco De Matteis nacque a Lecce il 25 febbraio 1852. Il giovane Francesco, dopo aver appreso le prime nozioni presso la bottega del cartapestaio Achille De Lucrezi (l827-1913), si stabilì a Napoli. Nella capitale partenopea seguì le lezioni di scultura di Stanislao Lista (1824-1908) presso l’Istituto di Belle Arti ed i corsi di disegno che il con­terraneo Gioacchino Toma (1836-1891) aprì a Montecalvario.

Il concerto

Il concerto dei bambini (o Nel Circo), Bronzo, Asta Wannenes

De Matteis frequentò il Caffè di Piazza Vanvitelli, dove solitamente incontrava numerosi artisti, tra i quali: Giuseppe Casciaro (1861-1941), Giuseppe Renda (1862-1939), Vincenzo Irolli (1860-1949) e Attilio Pratel­la (1856-1949). Con questi amici De Matteis discuteva e polemizzava contro gli artisti espo­nenti del Circolo Artistico i quali si ritenevano i soli rappresentanti dell’arte a Napoli. In questo periodo De Matteis ricevette numerose com­missioni da privati italiani e stranieri. L’artista salentino manifestò le sue capacità artistiche nella produzione di piccole sculture di genere in bronzo ed in creta, che figuravano delle scene di vita nella società partenopea.

Madre

Madre con bambino, Terracotta, Asta Viscontea

Così si espresse Enrico Giannelli nei confronti del De Matteis: “in un tempo non molto lontano, forte del suo vivido ingegno, ancora giovane e già avviato verso un bell’av­venire di meritata fortuna artistica, era, in Napoli, uno dei componenti più gai e più ricercati di un cenacolo d’artisti e di letterati, insieme coi quali aveva speranze e aspirazioni”. Dopo alcuni brevi soggiorni a Roma e Parigi, De Matteis fece ritorno nella grande città del mezzogiorno, dalla quale si stabilì defini­tivamente, lavorando per commissioni e per numerose esposizioni pubbliche.

Musicanti

Musicanti, bronzo

A Napoli partecipò a quattro mostre della Promo­trice “Salvator Rosa”, in due delle quali (l’edizione del 1887 e del 1888) furono acquistati alcuni bronzi e spettarono a sorte al Banco di Napoli e ad Eugenio Achard. Nel 1897 De Matteis decise di sospendere le attività espositive, anche se, a quella data, risultava già uno scultore molto noto nell’ambiente artistico partenopeo avendo collaborato con i più affermati pittori nella decorazione di alcuni importanti strutture architettoniche napoletane.

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Portatrice di acqua, 1883, bronzo

Nel 1890, infatti, l’artista salentino fu chiama­to da Antonio Curri (1848-1916), architetto originario di Alberobello, a collaborare assieme ai migliori pittori e scultori napoletani dell’e­poca, nella decorazione del famoso Gran Caffè Gambrinus, uno dei simboli più celebrati della bella époque napoletana.

Caffè Gambrinus  Napoli

Napoli-Caffè Gambrinus

Tre anni dopo, nel 1893, il De Matteis fu chiamato dall’architetto Pietro Pulli a partecipare alla decorazione della facciata del Teatro del Fondo che proprio in quell’anno cambiò il suo vecchio nome in quello di Mercadante, in onore del musicista di origini pugliesi. Nel 1897 il De Matteis collaborò nella decorazione del Teatro Comunale di Santa Maria Capua Vetere. Sull’onda della notorietà raggiunta, lo scultore salentino nel 1898 parteci­pò alla decorazione degli interni di due dimore leccesi: palazzo Carrozzini e palazzo Garzya (poi Famularo) e realizzò per la sua città natale il Monumentino a Gioacchino Toma (inaugurato il 24 giugno 1898).

Bronzo

Simpatiche canaglie, Bronzo

I lavori del De Matteis fu­rono esposti in prestigiose occasioni espositive, come l’Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884; l’Esposizione Nazionale Artistica di Venezia del 1887; l’Esposizione Triennale della Regia Accademia di Brera del 1894; la III Triennale della Regia Accademia di Brera a Milano nel 1897 e molte altre. Trascorse gli ultimi vent’anni della sua esistenza facendo una vita quasi solitaria e il suo nome non apparve più sui cataloghi delle mostre d’arte. All’ultimo periodo della sua esistenza risale la collabora­zione con la manifattura ceramica “Cacciapuoti” di Napoli. Per i meriti raggiunti fu nominato professore onorario degli Istituti di Belle Arti di Napoli e Urbino. Francesco De Matteis morì in Napoli nel 1917.

Tommaso

Tommaso Campanella, 1882

Alcune opere di questo scultore salentino si conservano in molti musei tra i quali: il Museo Nazionale di San Martino a Napoli, la Galleria d’Arte Moderna di Torino, la Pinacoteca Provinciale “Corrado Giaquin­to” di Bari, il Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce e presso la collezione “Enrico Giannelli” di palazzo Ferrari a Para­bita. Alcune opere realizzate da Francesco De Matteis hanno figurato in alcune mostre retro­spettive realizzate dopo la morte dello scultore salentino: la Mostra retrospettiva degli artisti salentini, curata a Lecce da Mario D’Orsi nel 1939; la Mostra d’Arte Salentina organizzata a Lecce dall’Associazione della stampa nel 1946 e la Mostra “Gaetano Stella e la scultura da camera pugliese” che si tenne a Bari nelle sale del Museo Provinciale “Corrado Giaquinto” dall’ottobre 2008 al febbraio 2009.

Giuseppe Mancarella

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