Pubblicato in: Gio, Apr 10th, 2014

Francesco Muolo: “Non disperdere la tradizione della Banda”

A colloquio con il maestro del Conservatorio di Lecce, autore della trascrizione per orchestra di fiati. 

“La marcia sinfonica è un genere che ha fatto e fa scuola Ernesto Gennaro Abbate insieme con Giuseppe Piantoni rimangono i maggiori pilastri della musica per banda”. 

Martedì 15 aprile, alle ore 20.30, presso la Chiesa di San Matteo in Lecce si ter­rà un suggestivo concerto della tradi­zione pasquale salentina. Si potranno ascoltare le quattordici stazioni della Via Crucis su testo dell’abate Pietro Metastasio, musicate originariamente da frate Serafino Marinosci dei minori Alcanta­rini di Lecce per duo tenori e basso e pianoforte o armonium.

Muolo

Tale composizione è stata trascritta per orchestra di fiati dal maestro Francesco Muolo che dirigerà il concerto. Si esibiranno il baritono Emily De Salve e il tenore Giacomo Leone insie­me al Coro di Voci Bianche “Sull’ali del Canto” preparato dalla prof.ssa Tina Patavia. L’iniziati­va musicale è promossa dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. “L’Ora del Salento” ha intervi­stato Francesco Muolo.

Quali sono secondo lei i pregi e i difetti della banda moderna relativamente all’e­stensione, alla potenza sonora e ai timbri?

Credo che la banda moderna abbia molti pre­gi perché sono notevolmente aumentate le qualità espressive, grazie alla timbrica degli strumenti e ai molteplici perfezionamenti dal punto di vista fisico degli strumenti, inoltre un contributo note­vole è avvenuto con l’avvento dell’informatica. Tutte queste caratteristiche fanno oggi della ban­da veramente uno strumento poderoso e di note­vole qualità.

Come si è avvicinato al mondo della Banda?

Non esiste, nella mia memoria, una data pre­cisa che mi avvicini al mondo della banda. Sicu­ramente da sempre! Ricordo come da bambino ero coinvolto e preso dall’atmosfera e dal clima di festa che questo gruppo di strumentisti ha sempre saputo creare e ravvivare in me.

Da un po’ di tempo si parla di bande e di orchestre di fiati: lei preferisce parlare di bande o di orchestra di fiati?

Perché, esiste differenza tra i termini? Io cre­do di no! Oggi si tende a indicare il complesso di strumenti a fiato con il termine, forse più elegante e più aulico, di orchestra di fiati, quasi a voler indicare con il termine banda qualcosa di dispre­giativo, come se esistesse una musica di seria A eseguita dall’orchestra di fiati e una musica di serie B eseguita dalle bande. La musica non ha differenze: è musica sempre!

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