Francesco Muolo: “Non disperdere la tradizione della Banda”
A colloquio con il maestro del Conservatorio di Lecce, autore della trascrizione per orchestra di fiati.
“La marcia sinfonica è un genere che ha fatto e fa scuola Ernesto Gennaro Abbate insieme con Giuseppe Piantoni rimangono i maggiori pilastri della musica per banda”.
Martedì 15 aprile, alle ore 20.30, presso la Chiesa di San Matteo in Lecce si terrà un suggestivo concerto della tradizione pasquale salentina. Si potranno ascoltare le quattordici stazioni della Via Crucis su testo dell’abate Pietro Metastasio, musicate originariamente da frate Serafino Marinosci dei minori Alcantarini di Lecce per duo tenori e basso e pianoforte o armonium.
Tale composizione è stata trascritta per orchestra di fiati dal maestro Francesco Muolo che dirigerà il concerto. Si esibiranno il baritono Emily De Salve e il tenore Giacomo Leone insieme al Coro di Voci Bianche “Sull’ali del Canto” preparato dalla prof.ssa Tina Patavia. L’iniziativa musicale è promossa dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. “L’Ora del Salento” ha intervistato Francesco Muolo.
Quali sono secondo lei i pregi e i difetti della banda moderna relativamente all’estensione, alla potenza sonora e ai timbri?
Credo che la banda moderna abbia molti pregi perché sono notevolmente aumentate le qualità espressive, grazie alla timbrica degli strumenti e ai molteplici perfezionamenti dal punto di vista fisico degli strumenti, inoltre un contributo notevole è avvenuto con l’avvento dell’informatica. Tutte queste caratteristiche fanno oggi della banda veramente uno strumento poderoso e di notevole qualità.
Come si è avvicinato al mondo della Banda?
Non esiste, nella mia memoria, una data precisa che mi avvicini al mondo della banda. Sicuramente da sempre! Ricordo come da bambino ero coinvolto e preso dall’atmosfera e dal clima di festa che questo gruppo di strumentisti ha sempre saputo creare e ravvivare in me.
Da un po’ di tempo si parla di bande e di orchestre di fiati: lei preferisce parlare di bande o di orchestra di fiati?
Perché, esiste differenza tra i termini? Io credo di no! Oggi si tende a indicare il complesso di strumenti a fiato con il termine, forse più elegante e più aulico, di orchestra di fiati, quasi a voler indicare con il termine banda qualcosa di dispregiativo, come se esistesse una musica di seria A eseguita dall’orchestra di fiati e una musica di serie B eseguita dalle bande. La musica non ha differenze: è musica sempre!
















