Fughe di Successo/Davide, il coraggio di non arrendersi mai
Il giovane salentino in Francia da tre anni: dopo la gavetta un ristorante tutto suo e tra poco ne aprirà un altro.
Davide Spedicato, un giovane come tanti, in cerca del proprio avvenire. Da quando è nato, 33 anni or sono, è vissuto con la famiglia nel Salento. Per un certo tempo, ha vissuto una breve parentesi vocazionale entrando in Seminario, anche ‘grazie al carisma del parroco, il compianto don Carmelo Martino’. Si è poi diplomato all’Alberghiero ed ha maturato una proficua esperienza lavorativa nel settore della ristorazione. Si è poi trasferito in Francia, alla ricerca di lavoro mettendo a frutto le sue competenze di ricezione e d’arte culinaria.
Dall’Italia all’estero: Davide, raccontaci la tua esperienza in campo lavorativo…
Da circa 3 anni lavoro presso una catena francese di ristoranti a Divonne les Bains dove ho da poco aperto un mio ristorante. Paese al confine svizzero, a circa 6 km dal capoluogo di Gex, proprio alle pendici delle Alpi, su un bellissimo lago, in un luogo salubre ed ameno, molto rinomato per le sue terme che sfociano proprio dalle Alpi. All’interno della Divisione Amministrativa francese che include 5 comuni, nota col nome storico di Pays de Gex e guidata da un unico sindaco. Uno dei distretti più ricchi della Francia dove la vita è abbastanza costosa e non si sente mai parlare di crisi.
Cosa ti colpisce, in particolare, di questo luogo?
Innanzitutto il rispetto. C’è un grande rispetto per tutto e per tutti, anche per la diversità. È una realtà multireligiosa e globalizzata dove coesistono etnie provenienti dagli Emirati Arabi, Svizzera, Italia e Francia stessa.
Quali sono i tuoi interessi extralavorativi?
Collaboro spesso con il parroco dell’unica parrocchia cattolica cittadina che convive benissimo con la vicina parrocchia protestante. Vi sono molte iniziative congiunte fra le due comunità soprattutto insieme con e per i giovani; c’è, infatti, una bella associazione musicale di cui fanno parte più di 150 ragazzi che si riuniscono due volte a settimana con un’interessante esperienza di aggregazione. Grande è pure l’interesse verso la cultura e la musica; tuttavia, vi sono scarse tradizioni storiche, ma si cerca di crearne.
Sei molto legato alla tua terra natale. Come fai per non sentirne la mancanza?
Sono e sarò sempre un Monteronese. Credo fermamente che non si debbano mai rinnegare le proprie radici, né dimenticare da dove si proviene, sono un Salentino e me ne vanto. Molto spesso in Francia descrivo il barocco leccese, l’arte e la cultura salentina, mostro su internet le nostre feste patronali e le nostre belle tradizioni. Così facendo accorcio le distanze con il Salento e faccio sì che anche altri possano conoscerlo ed amarlo.
Parlaci della tua attività da ristoratore…
Ho un ristorante con otto dipendenti e fra un mese circa dovrei aprirne un altro, all’interno di una società che ne comprende altri nove già piuttosto rinomati, con un fatturato mensile impossibile da paragonare a quello dei ristoranti italiani. La società ha un organico di 100 dipendenti, il 90% di origine salentina.
Sembrerebbe davvero un terreno fertile per aprire un’attività…
Sì, è un territorio che dà abbastanza spazio ad un giovane che vuole realizzarsi. Le tasse non mancano ma sono in proporzione con gli stipendi e il caro vita. È più facile aprire una propria attività ed anche più conveniente poiché le imprese possono contare su maggiori agevolazioni bancarie.
Cosa consiglieresti ai giovani che sono in cerca di futuro?
Di tenere sempre a cuore la propria terra natale e di impegnarsi fino in fondo per realizzarsi anche fuori da essa, ma non per forza, e raggiungere così gli obiettivi anche a costo di tanti sacrifici. Bisogna mettercela tutta al di là della crisi proprio per non rischiare di rimanerne coinvolti. La crisi non deve diventare un fattore psicologico condizionante. Sono molto entusiasta di ciò che ho conquistato e vorrei trasmettere questo mio entusiasmo ad altri giovani come me. Personalmente ho trovato una realtà molto bella, sono ottimista e credo che anche altri possano realizzarsi come e meglio di me. Basta non arrendersi mai. A questo proposito mi piacerebbe dare il mio apporto affinché ciò si concretizzi. Vorrei creare un qualcosa per giovani volenterosi, che giustamente vorrebbero realizzarsi senza lasciare il proprio paese natale. Si può e si deve restare vicini alle proprie origini perché le radici sono tutto.
A cura di Manuela Marzo
















