Pubblicato in: Ven, Ott 23rd, 2015

Fughe di Successo/Davide, il coraggio di non arrendersi mai

Il giovane salentino in Francia da tre anni: dopo la gavetta un ristorante tutto suo e tra poco ne aprirà un altro. 

Davide Spedica­to, un giovane come tanti, in cerca del pro­prio avvenire. Da quando è nato, 33 anni or sono, è vissuto con la famiglia nel Salento. Per un certo tempo, ha vissuto una breve parentesi vocazionale entrando in Seminario, anche ‘grazie al carisma del parro­co, il compianto don Carmelo Martino’. Si è poi diplomato all’Alberghiero ed ha matu­rato una proficua esperienza lavorativa nel settore della ri­storazione. Si è poi trasferito in Francia, alla ricerca di lavoro mettendo a frutto le sue com­petenze di ricezione e d’arte culinaria.

Dall’Italia all’estero: Davide, raccontaci la tua esperienza in campo lavorativo…

Da circa 3 anni lavoro presso una catena francese di ristoranti a Divonne les Bains dove ho da poco aperto un mio ristorante. Paese al con­fine svizzero, a circa 6 km dal capoluogo di Gex, proprio alle pendici delle Alpi, su un bel­lissimo lago, in un luogo salu­bre ed ameno, molto rinomato per le sue terme che sfociano proprio dalle Alpi. All’interno della Divisione Amministrativa francese che include 5 comuni, nota col nome storico di Pays de Gex e guidata da un unico sindaco. Uno dei distretti più ricchi della Francia dove la vita è abbastanza costosa e non si sente mai parlare di crisi.

Cosa ti colpisce, in partico­lare, di questo luogo?

Innanzitutto il rispetto. C’è un grande rispetto per tutto e per tutti, anche per la diversi­tà. È una realtà multireligiosa e globalizzata dove coesistono etnie provenienti dagli Emirati Arabi, Svizzera, Italia e Fran­cia stessa.

Quali sono i tuoi interessi ex­tralavorativi?

Collaboro spesso con il parroco dell’unica parrocchia cattolica cittadina che convive benissimo con la vicina parroc­chia protestante. Vi sono molte iniziative congiunte fra le due comunità soprattutto insieme con e per i giovani; c’è, infatti, una bella associazione musi­cale di cui fanno parte più di 150 ragazzi che si riunisco­no due volte a settimana con un’interessante esperienza di aggregazione. Grande è pure l’interesse verso la cultura e la musica; tuttavia, vi sono scarse tradizioni storiche, ma si cerca di crearne.

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Sei molto legato alla tua ter­ra natale. Come fai per non sentirne la mancanza?

Sono e sarò sempre un Mon­teronese. Credo fermamente che non si debbano mai rinnegare le proprie radici, né dimentica­re da dove si proviene, sono un Salentino e me ne vanto. Molto spesso in Francia descrivo il ba­rocco leccese, l’arte e la cultura salentina, mostro su internet le nostre feste patronali e le nostre belle tradizioni. Così facendo accorcio le distanze con il Sa­lento e faccio sì che anche altri possano conoscerlo ed amarlo.

Parlaci della tua attività da ristoratore…

Ho un ristorante con otto dipendenti e fra un mese circa dovrei aprirne un altro, all’in­terno di una società che ne comprende altri nove già piut­tosto rinomati, con un fatturato mensile impossibile da parago­nare a quello dei ristoranti ita­liani. La società ha un organico di 100 dipendenti, il 90% di ori­gine salentina.

Sembrerebbe davvero un terreno fertile per aprire un’attività…

Sì, è un territorio che dà abbastanza spazio ad un gio­vane che vuole realizzarsi. Le tasse non mancano ma sono in proporzione con gli stipendi e il caro vita. È più facile aprire una propria attività ed anche più conveniente poiché le im­prese possono contare su mag­giori agevolazioni bancarie.

Cosa consiglieresti ai gio­vani che sono in cerca di futuro?

Di tenere sempre a cuore la propria terra natale e di impe­gnarsi fino in fondo per realiz­zarsi anche fuori da essa, ma non per forza, e raggiungere così gli obiettivi anche a costo di tanti sacrifici. Bisogna met­tercela tutta al di là della crisi proprio per non rischiare di ri­manerne coinvolti. La crisi non deve diventare un fattore psi­cologico condizionante. Sono molto entusiasta di ciò che ho conquistato e vorrei trasmet­tere questo mio entusiasmo ad altri giovani come me. Perso­nalmente ho trovato una realtà molto bella, sono ottimista e credo che anche altri possano realizzarsi come e meglio di me. Basta non arrendersi mai. A questo proposito mi piacereb­be dare il mio apporto affinché ciò si concretizzi. Vorrei creare un qualcosa per giovani volen­terosi, che giustamente vorreb­bero realizzarsi senza lasciare il proprio paese natale. Si può e si deve restare vicini alle pro­prie origini perché le radici sono tutto.

A cura di Manuela Marzo

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