Pubblicato in: Ven, Dic 19th, 2014

Fulgenzio/Come insegna Francesco

Arriva il Natale e ci sono luoghi come il convento dei frati minori in Fulgen­zio in cui, più di altri, il lieto evento acquista una luce speciale di devozio­ne e di fede. Bussiamo alla loro porta e un momento dopo niente più rumori di au­tomobili, l’atmosfera si fa calma e piacevole nel cortile, inebriata dalla bellezza del silen­zio, del profumo del rosmarino e delle altre piante aromatiche. Padre Agostino Buccolie­ro ci accoglie e ci racconta come la comunità si prepara al Natale. Tra le varie attività le opere di carità, la programmazione del tradi­zionale concerto dei Madrigalisti ed il recital di un gruppo di giovani frati. Ciò che più caratterizza Fulgenzio è, tuttavia, il presepe con il suo valore simbolico. Ci spiega fra’ Agostino che tra la nascita e l’eucarestia vi è un legame profondo tale per cui il presepe dovrebbe essere costruito vicino all’altare. S. Franceso insegna: “Ecco ogni giorno egli si umilia, come quando dalla sede regale disce­se nel grembo della Vergine;… ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote…” (da “Ammonizione” n. 1. “Il Corpo di Cristo. Fonti Francescane, n. 144).

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In queste parole per fra’ Agostino c’è tutta l’essenza del Natale. Così, quasi a volerne ribadire l’importanza, il presepe anche quest’anno verrà costruito oltre che in chiesa, in portineria, sul piazzale esterno, nell’auditorium. La tradizione, del resto, è molto antica per i Frati: “già il venerabile Ghezzi nell’Ottocento allestiva sempre il presepe e tante bellissime sue affermazioni sul Natale sono testimoniate nelle lettere che inviava; S. Egidio da Taranto, altro santo set­tecentesco dei frati minori del Salento, che operò a Napoli, aveva pure forte devozione per il Natale. L’Avvento e la preparazione alla festa poi, rendono l’aggregazione ancora più unita, nelle preghiere dei vespri, durante la consumazione dei pasti dove, ci svela fra’ Agostino, la tavola è già addobbata, “siamo una famiglia”, dice. D’un tratto, poi, un pizzico di amarezza spegne il suo sguardo quando ci rivela che questo Natale segnerà per loro anche un triste cambiamento, la chiusura del convento di Lequile. 

Fatima Grazioli

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