Gasdotto Tap/Nessun beneficio. Troppi danni per l’ambiente e il turismo
A colloquio con il dott. Alberto Santoro, Presidente dell’Associazione “Tramontana”.
All’indomani del parere negativo della Regione Puglia circa l’impatto ambientale del gasdotto Tap abbiamo inontrato il dott. Alberto Santoro, Presidente dell’Associazione “Tramontana” nonché cittadino melendugnese, di parlarci del progetto TAP e delle conseguenze che tale struttura potrebbe comportare nei vari sistemi sociali.
Dott. Santoro, quali sono precisamente le zone del territorio melendugnese dove si andrebbe ad installare elementi del Gasdotto?
Il gasdotto Tap dovrebbe approdare a nord di San Foca, in zona San Basilio e dovrebbe essere realizzato attraverso un tunnel tramite la tecnica della trivellazione orizzontale. Poi una seconda trivellazione per superare la pineta, sino alla centrale di depressurizzazione nei pressi della cittadina di Acquarica.
A suo parere, in che modo, se lo fa, il Gasdotto andrebbe ad alterare il sistema ambientale?
Partendo dall’approdo, la scogliera di San Foca è fragile ed interessata ad importanti fenomeni di erosione e carsismo. In queste condizioni è difficile evitare crolli durante la fase di trivellazione con conseguente compromissione della bellezza paesaggistica e naturalistica del luogo. Inoltre la quantità di detriti che andrebbero in sospensione intorbidendo le acque potrebbero influenzare i fotoperiodi della flora e della fauna marina. Passando alla fine del tracciato progettuale il PRT(cabina di depressurizzazione), è facile continuare ad elencare motivi di preoccupazione. All’interno di questa centrale ci saranno due riscaldatori della potenza di complessiva di 8,6MW che serviranno a ridurre la pressione del gas. Le emissioni di questa centrale sicuramente andrebbero a degradare la salubrità dell’aria.
Quali benefici effettivi porterebbe tale sistema alla società di Melendugno e circondario?
I benefici per il territorio sono praticamente nulli. Per la società sono state proposte delle compensazioni alle amministrazioni comunali e sebbene si prospettino posti di lavoro per le imprese locali, in realtà le competenze richieste per la realizzazione di quest’opera non sono disponibili sul territorio e il tutto si ridurrebbe a qualche posto di guardiania a fronte di un consistente danno al settore turistico.
Quali i rischi concreti che il Gasdotto porterebbe?
Sicuramente la centrale di depressurizzazione degraderà la qualità dell’aria (come ha fatto presente la lega italiana per la lotta contro i tumori LILT), ma i rischi non sono solo d natura ambientale ma anche di economica. Il settore turistico è diventato il settore trainante dell’economia Salentina, un’economia legata a doppio filo con la tutela ambientale. Per questo bisognerebbe tutelare e valorizzare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche che, insieme alla cultura popolare per l’accoglienza, costituiscono i pilastri su cui si è costruito e su cui si deve puntare per il futuro.
La Regione ancora una volta si è espressa bocciando la proposta. Cosa ne pensa di tale decisione e secondo lei quanto peso avrà sulla decisione nazionale?
Il parere della Regione, nella procedura, è necessario ma non vincolante. Personalmente non credo che si arriverà a uno scontro tra governo centrale e governo regionale. Il parere di VIA è un parere tecnico ma è prodromico alla delibera di Giunta che avrà un valore politico. In definitiva la Regione ha competenza sul territorio mentre il governo centrale si occupa della strategia nazionale; ciò significa che il Governo rispetterà la decisione della Regione a patto che questa si impegni a trovare un esito alternativo. La mancata realizzazione del progetto TAP in qualunque luogo è condizionata invece alla riapertura di un dibattito serio sulla strategia energetica nazionale. In quest’ottica è opportuno che il governo si doti di un piano energetico, condizione necessaria per evitare che la strategicità dell’opera non venga considerata, a ragione, un inutile feticcio.

















