Pubblicato in: Sab, Nov 22nd, 2014

Gettate le Reti/Valori e Relazioni oltre il profitto

Quarto incontro: il marketing nelle comunità ecclesiali e i vari campi di applicazione.

Il quarto appuntamen­to del Laboratorio dal Basso “Gettate le reti” ha visto la docenza di don Marco Sanavio, consi­gliere e fondatore del We.Ca. (Associazione dei WebMaster Cattolici Italiani), Direttore dell’Ufficio per le Comunica­zioni Sociali della Diocesi di Padova e autore di format e iniziative mediatiche di vario tipo per giovani e ragazzi (Mediaset, Rai…).

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L’incontro è stato utile anche a marcare l’innovatività del progetto “Mosè”, in via di sperimenta­zione nella Diocesi di Lecce, sul quale molti operatori del settore sono curiosi e in attesa di conoscere i risvolti del progetto. L’incontro ha molto coinvolto anche attraverso un semplice e interessante labo­ratorio circa 30 partecipanti e ha raggiunto pienamente gli obiettivi prefissati.

A colloquio con Don Marco Sanavio, Consigliere e Fondatore del We.Ca. (Webmaster Cattolici Italiani). 

“IMPARARE A CONDIVIDERE BENI SPIRITUALI” 

Don Marco, parlando di marketing collegato all’ambito ec­clesiale, non le sembra che siano un po’ contrastanti l’uno con l’altro?

Innanzitutto bisogna chia­rire bene i termini. Il marke­ting oggi non è più solamen­te una disciplina dedicata a potenziare la vendita e il profitto. Molte aziende utiliz­zano particolari tecniche di comunicazione per arrivare a condividere un valore con i consumatori e stabilire con loro una relazione. Questo aspetto può interessare anche l’ambito ecclesiale che è ben consapevole di quanto valide e potenti siano le relazioni umane anche nei percorsi di trasmis­sione della fede. Suor Angela Ann Zukowski, una delle prime persone che ha iniziato a colle­gare Internet con la pastorale, ha definito l’essere connessi in rete come “una conversazio­ne, nel mercato del mondo, per condividere beni spirituali”. Questa definizione mette in evi­denza come il web possa essere veicolo utile a condivisione pro­fonde e ricche di valori umani ma al tempo stesso rileva che le regole che governano questi scambi sono più simili a quelle del mercato che ad altri conte­sti. Domanda e offerta aiutano a concentrarsi sull’essenziale, eliminando processi di comuni­cazione non più utili e attuali.

Lei, parla spesso di “racconti digitali”, di cosa si tratta?

La narrazione è alla base di molti processi comunicativi ed è efficace perché coinvolge l’aspetto emotivo nell’immagi­nazione, consentendo di fissare nella memoria non solo nozioni ma anche sentimenti e perce­zioni che possono influenzare i comportamenti quotidiani. Gesù stesso usava la narrazio­ne per coinvolgere e orientare i suoi uditori. Nel cosiddetto “marketing esistenziale” il rac­contare storie diventa un vei­colo potente per comunicare e condividere valori. Testi, foto e video diventano veicoli facili da usare e da diffondere grazie alle tecnologie che ci offre il web.

Che agganci vede tra queste strategie e la comunicazio­ne che oggi utilizziamo nelle Diocesi e nelle Parrocchie?

Il mio intervento nell’am­bito del Laboratorio dal Basso “Gettate le Reti” mi ha dato occasione di conoscere uno dei progetti più interessanti che in questo momento ci sono in Italia in ambito di comunicazione pa­storale, ovvero “Mos³” (Mosè) dell’Associazione “Marrosso” di Squinzano. Lo dico senza piag­geria: da parte di molti opera­tori del settore c’è curiosità nei confronti dei risvolti di questo progetto, che è in fase di avvio. Il segreto sta nel mettere insie­me le relazioni in presenza che sono il patrimonio più impor­tante delle nostre comunità con il potenziamento delle relazioni stesse che il web ci può offri­re. Ci interessa comprendere anche il modello di sostegno economico di queste proposte. Il “crowdfunding”, a cui ho fat­to cenno nella relazione tenuta all’Issr di Lecce, è una richiesta di piccoli contributi proposta a molti individui, tramite Inter­net. Si tratta del meccanismo della colletta di denaro, che per molte comunità si è sempre ri­velata un sostentamento prezio­so, trasferito in ambito elettro­nico. Questo sistema garantisce anche una certa assunzione di responsabilità verso un valore in cui si crede e si vuole inve­stire e quindi può essere una risorsa valida per rendere più partecipi parroci e fedeli in un processo di comunicazione pa­storale molto innovativo.

Emanuele Perlangeli 

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