GIGANTI DELLA POST-MODERNITÀ
La morte del Cardinale Martini, segno dei tempi da non sottovalutare.
Il potere della verità può generare il desiderio della coerenza.
Ancora una volta stupisce la capacità del consenso popolare di oltrepassare i modelli dominanti per valorizzare chi riesce a dire qualcosa di importante, pur rimanendo al di là e al di sopra del comune modo di pensare. È accaduto con il cardinale Carlo Maria Martini. Un segno dei tempi da non sottovalutare? L’approvazione ampia e trasversale verso questo gigante della post-modernità fa pensare.
La sua indiscussa capacità di dialogare con tutti ha interrogato, e continua a interrogare, quanti considerano la vita un fatto serio. Il cardinale Martini ha dato tanto. Ma ha anche trovato spazio nella vita di molti che, pur appartenendo a culture e ideologie diverse, hanno accettato la sfida del dubbio, pure in un tempo e in una società in cui di dubbi non se ne ammettono.
Come spesso accade, la morte di un personaggio carismatico, come lo è stato il cardinale Martini, genera un tempo in cui tutto sembra amplificarne l’importanza: il mondo culturale in genere, gli avversari che sospendono le “ostilità”, gli scettici che lo cercano. Non v’è dubbio che la società del nostro tempo pratichi il culto della bellezza effimera ed apparente, così come riconosce un’importanza vitale all’utilità delle cose più che al loro valore intrinseco. La cultura mediatica, con il suo enorme potere di condizionare e orientare i costumi sociali, spesso sembra privilegiare gli aspetti erotizzanti della vita, fino a ridisegnare una umanità capace di affermarsi solo nella ricerca del piacere. Se a questo aggiungiamo il dilagare della violenza in tutte le sue forme, abbiamo un’idea un po’ più precisa dei confini entro i quali spesso si svolge la vita della società contemporanea.
L’enorme attenzione che gran parte della gente ha riservato alla persona di Carlo Maria Martini induce a pensare che forse gli uomini e le donne del nostro tempo abbiano bisogno di profeti, di persone, cioè, che sappiano “ascoltare” il presente e farsi carico delle sue necessità.
Ragione per la quale vale la pena di credere che il potere della verità, dell’onestà intellettuale, della sincerità e della coerenza, può generare anche nella società del consumo il desiderio di andare controcorrente.
Anna Maria Fiammata















