Giocatori e tifosi: rimane forte la voglia di vittoria
Lega Pro/Lecce, si son fermate ad otto, le gare utili consecutive dopo la sconfitta beffa di Frosinone.
Un ko pieno zeppo di rabbia. Il Lecce sapeva che il Frosinone era una grande squadra e che sarebbe stato difficile batterlo. Non sapeva, però, che il Frosinone aveva un “alleato” segreto: l’arbitro. Che, nella circostanza, si chiamava Abisso ed era originario di Palermo. Un “fischietto” del Sud, quindi, non un “polentone” e, come tale, si pensava, meno irriguardoso nei confronti dei giallorossi. Considerazioni sbagliate. Abisso ne ha combinate di tutti i colori, fischiando rigori che non c’erano e non concedendone altri che c’erano. Ha sbagliato anche sul fronte delle ammonizioni: tutte fischiate quelle contro, nessuna o quasi a favore del Lecce.
Un “disastro”, insomma, la sua direzione. Un vero e proprio … abisso di errori che, alla fine, sono risultati determinanti per la sconfitta (3-1), arrivata dopo una cavalcata di otto gare utili consecutive e la conquista di ben 18 punti in classifica, frutto di 5 vittorie e tre pareggi. Serie-sì interrotta e zona play off nuovamente perduta. Un ko doppiamente nocivo, quindi, per un Lecce che dovrà rimboccarsi nuovamente le maniche per recuperare il terreno perduto con lo stop di Frosinone. Certo, non sarà facile e semplice dimenticare le ingiustizie subite in terra ciociara, in casa dell’ex Roberto Stellone, attuale tecnico dei frusinati, ma per alcune stagioni bomber del Lecce. “Non sarà facile – ha puntualizzato con grande rabbia capitan Fabrizio Miccoli, autore del gol del momentaneo vantaggio – soprattutto perché non riusciamo ancor oggi a comprendere il comportamento dell’arbitro Abisso. Dopo i danni arrecati al Lecce l’anno scorso (nella gara con il Sud Tirol espulse il tecnico Lerda, l’attaccante Foti ed il medico sociale Palaia ndr), domenica scorsa l’arbitro palermitano ha superato tutte le regole del vivere civile.
In qualità di capitano sono andato a chieder spiegazioni su alcuni episodi fischiati contro di noi e lui per tutta risposta mi ha ammonito”. Amara la conclusione di capitan Miccoli. “Se questa è la Lega Pro, se io capitano non ho neppure la facoltà di chiedere spiegazioni all’arbitro, beh non ci sto. Ho accettato Lecce e la serie C per divertirmi e far divertire i tifosi. Se tutto questo non mi è concesso, potrei anche cambiare aria e prendere altre strade. Non accetto più di essere preso in… giro”. (ma Miccoli ha profferito ben altra espressione!). Altre “frecce velenose” contro Abisso sono state scagliate da moltissimi tifosi. “Se ci vogliono tenere ancora altri anni in questa categoria – ha dichiarato Marco Sebastiani, 73 enne, super tifoso giallorosso – ce lo dicano apertamente, così noi tifosi ci mettiamo l’animo in pace e non soffriamo più come è avvenuto contro il Frosinone. È stato inspiegabile il comportamento del sig. Abisso. Contro il Lecce, tutto veniva fischiato; a favore, niente. Son convinto che ci vogliono far restare ancora in Lega Pro: noi siamo il Lecce e, facendo i debiti raffronti, siamo considerati la Juventus della Prima Divisione. Pensino ciò che vogliono sia Macalli, sia Farina designatore degli arbitri. Una cosa è certa: il Lecce merita rispetto e non può essere considerato una delle tante squadre che popolano la Lega Pro”.
Abbiamo scelto questa protesta (perché molto significativa) fra le tante altre mosse dai tifosi all’arbitro Abisso dopo la sua scandalosa direzione di gara di Frosinone. Dopo cioè una sconfitta che il Lecce assolutamente non meritava. La squadra di Lerda, infatti, aveva disputato un primo tempo da favola, segnando il gol del vantaggio con capitan Miccoli e sciorinando trame di bel gioco mai viste in passato. Davvero un Lecce-super. Poi, il tonfo determinato dalle decisioni capotiche dell’arbitro Abisso e per il Lecce è stato un pomeriggio da vero incubo. Sbollita la rabbia, il Lecce dovrà nuovamente tornare a correre e vincere. E dovrà cominciare a farlo fin da domenica contro il Pisa, un’altra “corazzata” di questo campionato. La squadra toscana, allenata da Pagliari, occupa il terzo posto insieme con l’Aquila, ha 24 punti (6 vittorie, sei pareggi, due sconfitte) ed in trasferta ha vinto tre gare, pareggiato altrettante e perduto una sola. Ha segnato complessivamente 17 reti, subendone appena 9 (in trasferta: 5 gol fatti, 3 subiti). Una squadra ostica e, per l’occasione, anche in buona salute. Domenica scorsa, infatti, ha riposato e, quindi, arriva a Lecce nel pieno delle sue energie. Attento Lecce!
Umberto Verri
















