Pubblicato in: Sab, Giu 14th, 2014

Giochi d’Estate/Patente nautica, questione di sicurezza

Quando l’amore per il mare non basta ad avventurarsi più al largo, a bordo di un’imbarcazione… 

“Nei prossimi anni entreranno in vigore i quiz per gli esami con un derivante aumento di difficoltà a conseguirla. Al candidato non basterà conoscere le nozioni nautiche ma dovrà essere bravo ad interpretare le domande”. 

Fotolia

Sarà l’ebbrezza di ritrovarsi al largo con il solo mare a perdita d’occhio, il senso di libertà ed indipendenza che ciò produ­ce, fatto sta che gli amanti delle barche a vela e a motore crescono di anno in anno ed anche gli inesperti o coloro che sono alle prime armi si affidano a skipper collaudati ed affidabili per farsi portare alla scoperta di meravigliose coste. Ci sono poi, coloro che in barca non vanno solo durante le vacanze estive, ma per tutto l’anno, facendo dell’attività nautica una vera e propria passione sportiva o un lavoro. Tuttavia, sorge spontanea la domanda se basti l’amore per il mare per potersi avventurare su una barca o piuttosto occorra una prepa­razione a più livelli e quando sia obbligatorio conseguire la patente nautica. Lo abbiamo chiesto ad un esperto, l’ing. Giuseppe Crusi, proprietario dell’omonima Autoscuola sita a Lecce in via G. D’Annunzio: “a prescindere dagli obblighi della normativa”, consiglia il dott. Crusi, “tutti coloro che decidono di andare per mare dovrebbero avere la patente nautica che permetta di acqui­sire una serie di conoscenze atte ad aumentare la sicurezza durante la navigazione”. “La patente nautica”, ci spiega, “a differenza di quella per l’auto è un’abilitazione al comando. Ciò comporta che non si debba essere necessariamente al timone o alla manetta dell’ac­celeratore ma si possa guidare al comando una persona di fiducia che ha la capacità di condurre l’imbarcazione”.

Foto Giuseppe Crusi

Questo l’iter per ottenere la patente: presso l’ufficio di igiene pubblica della Asl pre­feribilmente di appartenenza ma non necessariamente, si deve richiedere un certificato medico con marca da bollo e fotografia. Quindi si devono aggiungere quattro fototesse­re, la fotocopia della carta di identità e del codice fiscale, al­cuni versamenti per l’iscrizio­ne all’esame, il tutto da esibire o presso la Motorizzazione o presso una delle Capitanerie di porto (Otranto, Gallipoli sono le più vicine a noi). Dopo un mese e un giorno e dopo essere stati convocati dalla Motorizzazione o Capitaneria, i candidati sono chiamati ad affrontare le prove d’esame: nell’arco di una stessa giorna­ta, generalmente, si sostiene sia la prova teorica orale sia quella pratica. Il corso per la preparazione all’esame dura da un mese per la patente nautica entro le 12 miglia a otto mesi per patente nautica senza limiti. Per quanto riguarda i costi, occorrono circa 150 euro per le spese di carattere amministrativo (documenti, bollo, certificati) più la quota per il corso che dipende dal tipo di patente nautica che si vuole prendere, dalle 400 alle 900 euro. L’ing. Crusi ci ha rivelato che per il buon esito dell’esame, in realtà, è molto importante la parte teorica. “La teoria comporta la promo­zione o la bocciatura, superato l’esame teorico al 90% si supera l’esame. Per quanto riguarda le esercitazioni in mare, non è necessario ese­guire molte guide perché ogni imbarcazione a differenza del­le auto, risponde ai comandi in maniera totalmente differente, in funzione di diversi fattori, quali il timone, le carene, il motore, per cui ciò che impor­ta è imparare quel minimo di a manovre basilari che danno all’esaminatore la certezza di poter affidare con sicurezza un’imbarcazione ad un neopa­tentato, ognuno poi perfeziona la preparazione sulla propria imbarcazione,imparando i dettagli delle manovre”. Un’ultima dritta riguarda la normativa cui bisogna fare sempre attenzione perché è in continua evoluzione, “cambia con una periodicità annuale” dice il dott. Crusi, “con piccoli decreti. Nei prossimi anni ci sarà una notevole variazione perché entreranno in vigore i quiz per gli esami con un con­seguente aumento di difficoltà. Il candidato dovrà dimostrare non solo di conoscere le no­zioni nautiche ma dovrà essere in grado di interpretare i quiz così come vengono formulati dal computer”. 

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