Pubblicato in: Lun, Apr 23rd, 2012

Giorgilorio “ritorna” nella sua Chiesa

Dopo i lavori di ristrutturazione del tetto…

Arcivescovo: “La Comunità rimane in piedi perchè la fede in Cristo è pietra sicura”.

Una chiesa rinnovata e ritrovata, che ha riaperto al culto e ai fedeli, a pochi giorni dalla Santa Pasqua, perché quel passaggio dalla morte alla vita, dal peccato alla redenzione fosse vissuto nella gioia di un intero quartiere, che ha ritrovato il proprio luogo di culto.

A dieci mesi dall’incendio che l’aveva resa inagibile, la parrocchia “Madonna della Fiducia” di Giorgilorio, a Surbo, ha riaperto le sue porte alla vita della comunità. L’ha fatto alla vigilia del triduo pasquale, con una solenne cerimonia presieduta dall’Arcivescovo di Lecce, mons. Domenico D’Ambrosio, in un clima di festa, ma anche di profonda commozione. Sicuramente commosso il parroco di Giorgilorio, don Antonio Murrone, che quella chiesa ha visto nascere mattone su mattone, attraverso l’impegno e gli sforzi, anche economici, suoi e di buona parte della comunità parrocchiale, che pur di poter contare su un luogo dove riunirsi non solo per pregare e celebrare i sacramenti, ma anche per incontrarsi e “crescere nell’amore di Dio”, non ha esitato ad autotassarsi per fare fronte alle gravose spese del mutuo.

Tanti sacrifici, tante iniziative per sostenerne la costruzione, per poi arrivare a vedere quella chiesa, tanto amata e desiderata, oltraggiata dal fuoco e dal fumo. Un incendio accidentale, mentre erano in corso, lo scorso 6 giugno, i lavori di manutenzione del tetto, dopo che una tempesta di pioggia e vento ne aveva scardinato i pannelli di copertura, e in un attimo il lavoro, i sacrifici e i lunghi anni di attesa si sono trasformati in quella cenere che ha finito per ricoprire tutto dai banchi all’altare fino al santo tabernacolo. Uno spettacolo triste e doloroso per una comunità che, proprio poche ore prima, in quella chiesa aveva festeggiato la prima comunione dei suoi piccoli di quarta elementare.

Nonostante l’imponenza, l’edificio è sembrato piegarsi alle bizze del maltempo e ai giochi di mano del destino, ma l’amore, quello vero ed autentico, come lo stesso don Murrone ha voluto sottolineare, alla fine e, per fortuna, vince su tutto. Anche perché, come ha voluto ricordare nella sua omelia mons. D’Ambrosio, “quando le fondamenta sono solide e la casa non è costruita sulla sabbia, la struttura non potrà mai crollare. “La comunità di Giorgilorio – ha proseguito l’Arcivescovo nella sua omelia – rimane in piedi, perché a sorreggerla c’è e ci sarà sempre la fede in Cristo Gesù, pietra sicura”.

Un concetto che mons. D’Ambrosio ha voluto ribadire anche nel messaggio scritto alla comunità di Giorgilorio, per ricordarne non solo le vicissitudini, ma anche la gioia della rinascita, del ripartire con nuova energia. “Il vento, l’acqua, anche il fuoco – ha scritto D’Ambrosio – ma la Casa del Signore rimase in piedi”. Ed è con questa certezza che la comunità di Giorgilorio ha voluto salutare la sua personale Pasqua, riaprendo le porte di un edificio tornato a nuova vita e che è pronto a riaccogliere, con rinnovato slancio, l’amore di un quartiere e del suo parroco.

Emanuela Carrozzo

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