Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni…
Nella Chiesa di Lecce, la voce del Monastero Invisibile e dell’Apostolato della Preghiera.
L’11 maggio, IV Domenica di Pasqua, la Chiesa celebra la 51^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. La nostra Chiesa di Lecce si è preparata a questo appuntamento accogliendo l’invito dell’Arcivescovo Domenico D’Ambrosio: un momento di preghiera per Lunedì 5 maggio presso la Parrocchia San Michele Arcangelo in Trepuzzi, che proprio in questa data celebra il suo primo giubileo dalla dedicazione. Si sono mobilitati per questo appuntamento il “Monastero Invisibile”, l’ “Apostolato della Preghiera” accompagnato dall’assistente spirituale don Giuseppe Spedicato e i tanti della Comunità parrocchiale che si sono uniti al suo pastore. Anche il Papa, per questa circostanza non ha fatto mancare il suo messaggio. Importanti alcuni passaggi. “Ogni vocazione, pur nella pluralitàdelle strade, richiede sempre un esodo da se stessi per centrare la propria esistenza su Cristo e sul suo Vangelo.
Sia nella vita coniugale, sia nelle forme di consacrazione religiosa, sia nella vita sacerdotale, occorre superare i modi di pensare e di agire non conformi alla volontàdi Dio. È un “esodo che ci porta a un cammino di adorazione del Signore di servizio a Lui nei fratelli e nelle sorelle” (Discorso all’Unione Internazionale delle Superiore Generali, 8 maggio 2013)”. Riecheggia in questa affermazione di Papa Francesco il suo forte convincimento che oggi la Chiesa è chiamata ad essere “estroversa”. Non dobbiamo avere paura: Dio segue con passione e perizia l’opera uscita dalle sue mani, in ogni stagione della vita. Non ci abbandona mai! Ha a cuore la realizzazione del suo progetto su di noi e, tuttavia, intende conseguirlo con il nostro assenso e la nostra collaborazione”.
Il segreto è la Parola. Questa deve essere proclamata! Questa deve raggiungere i cuori! Solo la Parola chiama ad ogni “vocazione”! Un monito per noi ministri: sappiamo trasmettere bene la Parola? Un appello per i tanti cercatori, giovani sopratutto: abbiamo cuore libero per ascoltare la Parola? Se tu sei ministro: semina la Parola, coerentemente. Se tu sei in ricerca: sii terreno che accoglie!
La Parola cresce da sé! È la Parola che chiama! In uno degli incontri con i sacerdoti giovani fatto durante quest’anno il nostro arcivescovo ci ha fatto riflettere sul terzo capitolo della “Evangelii gaudium”, dedicato all’omelia. Una verità è emersa: non possiamo lamentarci noi preti di chi non ci ascolta! Siamo chiamati ad essere per primi noi ad accogliere, a lasciarci cambiare dalla Parola. Tutto il resto lo farà lei, perché è Parola di Signore Dio! Che significa questo? Che al di là dei nostri progetti e programmi pastorali ci sono tanti cuori, già preparati da Dio, in attesa. Per questi il Papa ha parole forti: “Mi rivolgo ora a coloro che sono ben disposti a mettersi in ascolto della voce di Cristo che risuona nella Chiesa, per comprendere quale sia la propria vocazione. Vi invito ad ascoltare e seguire Gesù, a lasciarvi trasformare interiormente dalle sue parole che “sono spirito e sono vita” (Gv 6,62). Maria, Madre di Gesùe nostra, ripete anche a noi: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela!” (Gv 2,5). Vi farà bene partecipare con fiducia ad un cammino comunitario che sappia sprigionare in voi e attorno a voi le energie migliori.
Stefano Spedicato

















