Pubblicato in: Ven, Nov 4th, 2011

Giovani: crescere insieme per la vita buona. Convegno a Roma

“Crescere insieme per la vita buona – I giovani e la dimensione comunitaria della vita e della fede”: è questo il tema del XII convegno nazionale di pastorale giovanile che si svolgerà a Roma dal 10 al 13 novembre, su iniziativa del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg), cui parteciperanno oltre 600 delegati di tutte le diocesi italiane. Ricco il programma dell’incontro che vedrà diversi relatori affrontare temi quali “Individualismo, relazione e vita comunitaria nella società e nella cultura contemporanea”, “Quali scelte per una comunità cristiana che ama i giovani e desidera aiutarli a incontrare Gesù” e “L’accompagnamento spirituale”. Non mancheranno lavori di gruppo, tempi di condivisione e di testimonianza. Al convegno saranno, infatti, presenti 12 rappresentanti della pastorale giovanile di altrettanti Paesi europei, tre di loro, uno dell’area latina, uno dell’Est e uno del Nord Europa, racconteranno la loro esperienza di fede. Particolarmente significativa la presenza al convegno di padre Duarte da Cunha, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), che terrà una comunicazione su “I giovani e la pastorale giovanile in Europa”. Per parlare dell’incontro il SIR ha intervistato don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile.

Quali obiettivi persegue il convegno che si innesta a pieno titolo nel cammino della Chiesa italiana segnato dagli Orientamenti pastorali dedicati al tema dell’educazione?
“A partire dagli Orientamenti pastorali della Conferenza episcopale italiana ‘Educare alla vita buona del Vangelo’, il convegno intende riflettere e individuare, per la pastorale dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, quelle priorità che durante questo decennio possono rilanciare l’impegno delle nostre comunità ecclesiali a servizio dell’educazione. In particolare è necessario con coraggio riscoprire la bellezza e la necessità di crescere insieme, di costruire relazioni, di vincere la tentazione dell’individualismo e di evitare il mostro della solitudine che tutto avvelena e rende impossibile l’incontro con Dio”.

L’incontro di Roma giunge dopo la Gmg di Madrid e all’inizio di un nuovo anno pastorale, il 2012, quello detto del “Racconto”, ovvero del riportare l’esperienza della Gmg nei propri luoghi di vita e di fede…
“La Gmg è stata la testimonianza più chiara ed efficace di cosa significa appoggiarsi alla fede di altri fratelli e camminare con loro nella gioia. Ora questo cammino deve poter essere testimoniato, e soprattutto proseguire, anche nei nostri ambienti di vita. Il 2012 vuole essere un tempo di racconto e di annuncio”.

Benedetto XVI, nell’ultima Gmg di Madrid, lo ha ripetutamente sottolineato: “Non si può seguire Gesù da soli”. In che modo nel convegno si cercherà di rendere concreto questo richiamo?
“Innanzitutto riaffermando la centralità della preghiera, della frequenza ai Sacramenti, della partecipazione all’Eucaristia, che favoriscono la crescita dell’amicizia con Gesù e l’inserimento nelle Chiese locali, parrocchie, diocesi, movimenti, associazioni ricacciando indietro quella tentazione all’individualismo che oggi predomina nella nostra società. Si tratta anche si sv iluppare quelle sinergie con il mondo degli adulti, del lavoro, della scuola, per attivare quella pastorale integrata necessaria al processo educativo. Fare tutto ciò significa anche amare la Chiesa, come ci ha detto il Papa alla messa finale a Cuatro Vientos”.

Il programma di quest’anno presenta la “Fiera delle esperienze di vita buona”. In cosa consiste ?
“Si tratta di una serie di stand dedicati al dono di sé e sulla missione. Animati da vari gruppi e associazioni, vogliono essere dei luoghi di ascolto e di discussione su temi quali l’educazione, la povertà, la sofferenza, la missione. È un altro modo per confrontarsi e parlare su come rendere concreta la nostra fede”.

A Roma ci saranno anche giovani dall’Europa…
“È un modo per ampliare ulteriormente gli orizzonti dei nostri giovani che già vivono esperienze di viaggi e di studi in tutta Europa e nel mondo. In questo orizzonte anche la fede deve essere condivisa e annunciata ed ecco allora che la presenza di altri giovani europei diventa significativa. Non si tratta, è bene ricordarlo, di un fatto nuovo. Da anni, infatti, con l’Agorà dei giovani del Mediterraneo, il Servizio nazionale per la pastorale giovanile cerca proprio di creare relazioni significative e durature tra giovani cattolici dei diversi Paesi del Mediterraneo, favorire la circolazione di informazioni ed esperienze tra le comunità giovanili dei Paesi coinvolti e stimolare una riflessione sull’importanza delle comuni radici cristiane per l’assetto dell’Unione europea e il suo ruolo nel Mediterraneo”.

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