Giovani di oggi, per amore…della Patria libera
Lecce/ Il 25 aprile 1945 nei pensieri senza retorica dei ragazzi dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
Il dovere di salvare dall’oblio pagine di storia da consegnare alle generazioni future
È opinione che gli eventi precedenti al 25 aprile 1945, giorno di Liberazione Nazionale, non riguardino il Salento che, dopo l’8 settembre 1943, appare defilato rispetto all’Italia in prima linea. I pochi reparti tedeschi presenti si ritirarono subito, ma questa situazione rese la zona strategica per la lotta di Liberazione nella Penisola e nei Balcani. A Lecce si costituì il I° Raggruppamento motorizzato del Regio Esercito, le nuove Forze Armate democratiche, che ebbe il battesimo del fuoco nel dicembre ’43 a Montelungo, nel casertano. Da porti e aeroporti si spostavano italiani e alleati. Nell’aeroporto di Galatina si costruivano apparecchi con pezzi di aerei fuori uso; da quello di Leverano, attivo tra il ‘43 e il ‘45, partivano Macchi 202 carichi di armi e rifornimenti, per ritornare con feriti e ammalati curati negli ospedali del Salento, luogo di ospitale rifugio anche per vittime di rappresaglie nazi-fasciste. I soldati originari del Salento, come altri del Sud, sorpresi dall’armistizio lontani dalla loro terra, per la maggior parte scelsero la Resistenza e furono attivi soprattutto nell’Appennino parmigiano. Giovani poco più che ventenni, contadini, artigiani trasformati in combattenti che si schierarono per un futuro di libertà, anche a prezzo della vita. Lungo l’elenco dei nomi conservato, insieme ad altre preziose fonti, negli archivi della Sezione di Lecce dell’A.N.P.I., Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, che l’immaginario collega a persone avanti in età. Invece, sorpresa! dell’Associazione fanno parte numerosi giovani che raccolgono testimonianze, consultano archivi, portano alla luce aspetti inediti e inattesi del periodo, per meglio conoscere e comprendere il presente. Tra questi Eleonora Marcuccio che racconta come “ad aprirle le porte del mondo A.N.P.I.” siano stati la Tesi di laurea e gli studi dell’amica Serena, anche essa associata. L’intensa attività culturale tra ricerca, collaborazione con le scuole, convegni, presentazione di libri ha lo scopo di “recuperare, conservare, diffondere la memoria storica, attualizzarne il messaggio e difendere la democrazia, impegno che tutti dovrebbero sentire”. Vari i sentimenti, tra cui Eleonora annovera il “dovere e la responsabilità di salvare dall’oblio pagine di storia da restituire alle generazioni future che per l’inesorabile volgere del tempo non potranno ascoltarle direttamente”. Le testimonianze si segnalano per la loro umanità, “il senso di colpa di chi ha dovuto imbracciare un fucile, uccidere e racconta tra le lacrime agli occhi affinché non si ripeta più”.
Giovani di oggi raccolgono il testimone da giovani di ieri, uniti dal sogno di una Patria libera, giusta, consapevole. Grazie a loro le celebrazioni del 25 aprile non si esauriranno nella retorica.
Lucia Buttazzo















