Pubblicato in: Ven, Ago 30th, 2013

Giovani e sballo a Gallipoli…La questione educativa oltre le norme restrittive

Rimbalza sui gior­nali di questi giorni la notizia dell’ini­ziativa del Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, che pone uno stop agli “happy hour” pomeri­diani e alle notti da sballo in riva al mare per una folla oceanica di ragazzi, che quest’anno ha invaso le spiagge di Gallipoli, richia­mati dagli eventi musicali, ma non pochi convenuti più per sballarsi che per ballare, con comportamenti che a volte danneggiano non solo

i luoghi, ma anche quanti fanno della musica la loro passione ed impegno e della spiaggia un salutare luogo di relax. I comportamenti che han­no fatto notizia non sono peculiari delle spiagge gallipoline, appartengono, purtroppo, a una sempre più ampia fascia di giovani che fanno dello sballo una ragio­ne di vita. Allora il problema si allarga e sollecita all’im­pegno per la formazione dei giovani, l’incolumità pubblica e l’affermazione della legali­tà, l’intera società, a partire dalla famiglia, dalla scuola, dalle stesse parrocchie e oratori.

Per quanto riguarda lo spe­cifico degli stupri denunciati, veri o presunti che siano, c’è da osservare che il tema della violenze sessuali è quotidianamente ricorrente nei notiziari diffusi dai mass media. E in questo clima crescono i nostri giovani, vittime, prima che artefici, di una situazione di spread culturale, che ha relegato la sessualità a strumento di  potere privandola di quello specifico che le è proprio: linguaggio dell’amore e fonte di vita.

C’è una patologia sempre più diffusa che investe la relazione uomo-donna, e riguarda anche la sfera della sessualità, dove l’altro finisce con l’essere stru­mentalizzato a oggetto di piacere, da possedere, o da prevaricare col l’esercizio del proprio potere personale. Da qui alle violenze sessuali il passo è breve!

Tutto ciò richiede di andare oltre le norme restrittive, pur sempre indispensabili, per scommettere sull’impegno educativo, a partire dalla primissima infanzia, per favorire un equilibrato svi­luppo dell’identità personale, sessuale e relazionale, ossia per far maturare la consa­pevolezza di quei riferimenti essenziali per il proprio IO, che si vanno purtroppo perdendo in questo contesto socio culturale di modernità liquida, per lasciare sempre più spazio a identità fluide.

Anna Rita Capozza Chiari

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