Giovani e sballo a Gallipoli…La questione educativa oltre le norme restrittive
Rimbalza sui giornali di questi giorni la notizia dell’iniziativa del Prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, che pone uno stop agli “happy hour” pomeridiani e alle notti da sballo in riva al mare per una folla oceanica di ragazzi, che quest’anno ha invaso le spiagge di Gallipoli, richiamati dagli eventi musicali, ma non pochi convenuti più per sballarsi che per ballare, con comportamenti che a volte danneggiano non solo
i luoghi, ma anche quanti fanno della musica la loro passione ed impegno e della spiaggia un salutare luogo di relax. I comportamenti che hanno fatto notizia non sono peculiari delle spiagge gallipoline, appartengono, purtroppo, a una sempre più ampia fascia di giovani che fanno dello sballo una ragione di vita. Allora il problema si allarga e sollecita all’impegno per la formazione dei giovani, l’incolumità pubblica e l’affermazione della legalità, l’intera società, a partire dalla famiglia, dalla scuola, dalle stesse parrocchie e oratori.
Per quanto riguarda lo specifico degli stupri denunciati, veri o presunti che siano, c’è da osservare che il tema della violenze sessuali è quotidianamente ricorrente nei notiziari diffusi dai mass media. E in questo clima crescono i nostri giovani, vittime, prima che artefici, di una situazione di spread culturale, che ha relegato la sessualità a strumento di potere privandola di quello specifico che le è proprio: linguaggio dell’amore e fonte di vita.
C’è una patologia sempre più diffusa che investe la relazione uomo-donna, e riguarda anche la sfera della sessualità, dove l’altro finisce con l’essere strumentalizzato a oggetto di piacere, da possedere, o da prevaricare col l’esercizio del proprio potere personale. Da qui alle violenze sessuali il passo è breve!
Tutto ciò richiede di andare oltre le norme restrittive, pur sempre indispensabili, per scommettere sull’impegno educativo, a partire dalla primissima infanzia, per favorire un equilibrato sviluppo dell’identità personale, sessuale e relazionale, ossia per far maturare la consapevolezza di quei riferimenti essenziali per il proprio IO, che si vanno purtroppo perdendo in questo contesto socio culturale di modernità liquida, per lasciare sempre più spazio a identità fluide.
Anna Rita Capozza Chiari















