Pubblicato in: Dom, Apr 22nd, 2012

Giovani nella crisi/Educare fa rima con futuro

Il futuro si può costruire soltanto con l’educazione, dicevano gli insegnanti. E con questa certezza, nelle aule si insegnavano metodi utili per far distinguere un discorso logico e ben fatto da una stupidità. Lo si faceva impartendo le forme di analisi, grammaticale, logica e del periodo, e spiegando il linguaggio matematico.

Parallelamente, nelle scuole si spiegavano i canoni estetici adottati nella storia per distinguere le opere d’arte, figurative e letterarie, considerate apprezzabili dalle creazioni meno godibili esteticamente. Ed insieme, gli insegnanti si adoperavano per suggerire agli alunni le forme che consentono di discernere il comportamenti sociali corretti dagli atteggiamenti sconvenienti.

Questi erano i tre modi che componevano la funzione dell’educazione, che le famiglie delegavano alla scuola pubblica.
Chi ha figli che non ancor giovani potrà verificare che la scuola di oggi tende a porre l’accento sulla prima delle tre funzioni che compongono l’educazione, vale a dire, sugli insegnamenti che aiutano lo studente a distinguere una proposizione vera da una falsa. Lo dimostra il fatto che nei curricoli scolastici prevalgono gli insegnamenti logico-matematici e scientifici.

Le altre due componenti dell’educazione vanno assumendo funzioni ancellari rispetto al lento prevalere delle discipline che, applicando il rigore dell’argomentazione logica e quello della verifica sperimentale, aiutano a distinguere il vero dal falso.

E’ una tendenza, questa, che trova il quasi generale consenso delle famiglie; lo  dimostrano le alte percentuali degli studenti che preferiscono la formazione scientifica e quella tecnico-professionale per i loro figli.
Questa analisi suggerisce alle famiglie di star vicine alla scuola, in modo che la pudica discrezione con la quale gli insegnanti tentano di far sapere ai ragazzi ed agli adolescenti come si possono distinguere i comportamenti corretti dagli stili di vita antisociali, diventi impegno chiaro e condiviso dal corpo docente e dai genitori.

Diversamente, la componente della funzione educativa che aiuta a distinguere il bene dal male sarà  rimessa alle istituzioni sociali diverse dalla scuola formale, quali sono i luoghi di intrattenimento occasionale, la strada, gli stadi e la pluralità dei mezzi di informazione.

Fabio Scrimitore

Dirigente Scolastico

 

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