Giovanni Grassi da Lecce…
L’arte della pittura nella bottega dello zio Eugenio Maccagnani.
Grassi G, Trinita, 1833, olio, Lecce-Santa Croce
Giovanni Grassi nacque a Lecce il 7 settembre 1809 da Pasquale, anch’egli pittore, e Lucrezia Trevisi. Il nostro giovane pittore era nipote dell’omonimo Giovanni Grassi e di Rosa Grassi, madre di Eugenio (1852-1930) e Raffaele Maccagnani (1841-1925). Giovanni apprese i rudimenti dell’arte proprio dallo zio, perfezionandosi presso la scuola del pittore Luigi Tondi (1770-1834). In seguito alla morte del suo maestro, egli prese la cattedra di Disegno al Regio Collegio “San Giuseppe” di Lecce, istituto dei Padri Gesuiti, in seguito divenuto Convitto Palmieri. Giovanni Grassi, inoltre, è noto perché nel corso della sua attività artistica si occupò del recupero di opere d’arte che l’ingiuria del tempo e l’incuria della gente aveva deteriorato; il Grassi, sorta di restauratore ante licteram, provò a recuperare diverse opere tra le quali la tavola delle Benedettine di Lecce, gli affreschi dell’Oratorio annesso alla Chiesa di San Francesco di Lecce e l’affresco raffigurante Maria SS. della Grotta a Carpignano Salentino.
Grassi G., Mons. Caputo, 1868, Olio, Lecce-Episcopio
Al 1833 risale la realizzazione di una delle opere più conosciute del Grassi; in quest’anno, infatti, realizzò il dipinto raffigurante la Trinità, collocato sul soffitto a cassettoni della Basilica di Santa Croce in Lecce. Per lo stesso tempio sacro, inoltre, il Grassi eseguì i dipinti raffiguranti San Paolo Apostolo (collocato nella Cappella dedicata alla Natività) e la Madonna con Gesù Bambino, raffinata tela polilobata che è collocata nel fastigio dell’altare della Madonna del Carmine. Alla mano del Grassi è riconducibile inoltre un altro dipinto raffigurante Tobiolo e l’Angelo, oggi collocata nella sacrestia della prestigiosa Basilica officiata un tempo dai Padri Celestini. La presenza di Giovanni Grassi a Scorrano è documentata dalla seconda metà dell’Ottocento, quando fu incaricato di realizzare alcune decorazioni a Palazzo Ducale dei Frisari. Nel 1836, infatti, il Grassi produsse per la stessa decorazione della dimora patrizia alcuni disegni che si rifecero agli affreschi esistenti nella distrutta Cappella di Sant’Atanasio.
Grassi G., Mons. Caputo, 1868, Olio, particolare, Lecce-Episcopio
Il solerte Giovanni Giangreco, Storico dell’Arte presso Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brindisi, Lecce, Taranto, conoscitore delle vicende artistiche salentine, riconduce alla mano di Giovanni Grassi un dipinto raffigurante la Madonna del Buon Consiglio, custodito nella Parrocchiale di Scorrano e dedicata a Santa Domenica. Nel 1868 Giovanni Grassi intese omaggiare l’Arciconfraternita del SS. Crocefisso e Gonfalone con il bel Ritratto di mons. Nicola Caputo, che dello stesso Pio Sodalizio ne fu Presidente, così come lo stesso Grassi attestò nella dedica riportata lungo tutto il bordo inferiore del dipinto. Il dipinto è conservato nell’Episcopio di Lecce ed è inserito in una cornice coeva; lo stesso riporta in basso a destra la data e la firma “G. Grassi-1868”.
San Rocco, Attribuito, 1851, Torre Paduli-Santuario S. Rocco
In un cartiglio visibile nello stesso ritratto si legge, ancora, la dedica all’illustre prelato salentino, vescovo di Lecce dal 1818 al 1862: “A S. E. Rev.ma / Monsignor Caputo Vescovo / di Lecce”. Giovanni Grassi ebbe casa in Lecce in un signorile dimora che fu della famiglia Agallo. Questo palazzo fu innalzato alle spalle della Cappella di Santa Barbara, demolita nel 1851, presso piazzetta Regina Maria vicino la Chiesa di San Matteo. Giovanni Grassi morì a Lecce dopo il 1870. Egli ha realizzato molte opere che oggi sono custodite in tante altre chiese salentine: Lecce, Campi Salentina, Maglie, Galatone, Serrano, Torre Paduli, Carpignano Salentino, Copertino, Lizzanello e Cavallino. Nel Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce sono custoditi i Ritratti di Leonardo Stabili, Luigi Sambiasi e Andrea De Raho.
Giuseppe Mancarella



















