Giuliana Perrotta: Oggi città più sicure/I Prefetti, garanti del patto di cittadinanza
LA FORZA DELLE DONNE
“Dovremmo lasciare sbocciare i valori delle donne all’interno delle istituzioni, ai più alti livelli”. È con questa frase che si apre il colloquio con la dottoressa Giuliana Perrotta, prefetto di Lecce dal settembre del 2011.
Dottoressa Perrotta quale è il valore di questa frase?
“È del Dalai Lama ed esprime l’auspicio che per il futuro dell’umanità e per costruire una pace duratura I valori dell’universo femminile basati sulla non violenza, sulla condivisione della felicità propria con quella degli altri, sulla compassione sostituiscano quelli maschili che dominano la nostra società da millenni. Per sopravvivere in pace, l’umanità ha bisogno di quelle qualità che sono intrinsecamente rappresentate meglio dalle donne che dagli uomini, e quindi è indispensabile che la società riservi alle donne uno spazio importante, che assicurerebbero un lungo periodo di pace, progresso e sviluppo all’umanità”.
Un maestro della storiografia contemporanea come George Duby ha indicato nella conquista degli spazi civili e sociali delle donne la cifra interpretativa del ‘900. E’ stata una grande intuizione, non crede?
Ritengo di sì. E’ sempre più evidente la presenza delle donne in ruoli importanti, in ruoli-chiave della organizzazione politica e amministrativa. Certo, ancora c’è molta strada da fare e quella che c’è non è ancora sufficientemente ampia in alcuni settori, da permettere a tutte di trovare uno spazio.
In particolare…
“ Nella politica, ad esempio. Nel mondo della politica, purtroppo, oggi la presenza della donna è ancora molto circoscritta”.
E nell’ambito occupazionale e sociale? Le donne hanno acquisito molti ruoli chiave, ritiene si tratti di posizioni ormai consolidate e acquisite anche nella percezione della società in generale?
Questo è un momento storico particolare. Purtroppo dobbiamo essere consapevoli che, nei momenti di crisi, come quello che stiamo attraversando, i livelli più deboli della società diventano recessivi. Nonostante, a livello di principio, nella nostra società la parità sia un fondamento acquisito, in concreto si evidenziano situazioni che pongono la donna in un ruolo differente da quello maschile, con minori garanzie come per il mantenimento del posto di lavoro e più spesso confinate in ruoli marginali o sottopagate. Il tutto è riconducibile, di fatto, alla necessità per la donna di dover comunque assicurare la gestione degli impegni famigliari. Questo comporta che, in molti casi, la donna non possa assicurare quella disponibilità totale che il lavoratore maschio può dare.
















