Pubblicato in: Sab, Set 21st, 2013

Giuseppe, Santo di Copertino e del Salento

Iconografia e Culto/Il lavoro di Carmen Rita Mele per il Magistero di Scienze Religiose.

In occasione della ricorrenza della festa del “Santo dei voli”, proponiamo la dissertazione per il magistero in Scienze Religiose scritta da Carmen Rita Mele, in­titolata “San Giuseppe da Copertino: iconografia e culto nel Salento”.

Il motivo del lavoro svolto è, come si legge “l’esigenza di vedere, attraverso l’analisi delle rappresen­tazioni iconografiche nell’ambito del Salento, quale sia l’atteggiamento devozionale verso un Santo salen­tino e come questo viene vissuto e manifestato a livello locale”. San Giuseppe, al secolo Giuseppe Maria Desa nato a Copertino il 17 giugno 1603, era a conoscenza che il Signore incoraggia e premia la diligenza e l’impegno, che a lui non mancarono.

Possedeva il dono della scienza infusa, nonostante si definis­se “il frate più ignorante dell’Ordine Francescano”; amava i poveri, alzava la voce contro gli abusi dei potenti, ai compiti propri del sacerdote, univa i lavori manuali, aiutava il cuoco, faceva le pulizie del convento, col­tivava l’orto e usciva umilmente per la questua.

san giuseppe da copertino

Per questo e per la sua semplicità fu denominato il Santo “asino”, protettore degli studenti e degli esaminandi, una concezione che si diffuse dapprima in Francia e, successivamente, nel resto dell’Eu­ropa, fino all’America, l’Africa e il Giappone. Il suo culto, però, non è legato solo alla sua azione di protet­tore degli studenti e degli aviatori, ma anche a motivazioni di carattere geografico e biografico che spiegano la diffusione del culto nei suoi luoghi d’azione nella provincia di Lecce e prevalentemente a Copertino, sua città natale.

L’intensità del culto copertinese si rileva dalla massiccia presenza di immagini votive e dalle numerose iniziative culturali e reli­giose, tra le quali la festa approvata da papà Pio XI il 19 agosto 1853, che ha luogo dal 16 al 18 settembre. “In ogni casa” si legge ancora “sono esposte immagini del santo patrono.

Egli aleggia sulla città, fa parte della sua anima e intorno alla sua figura si intrecciano la devozione più sentita e la superstizione più impalpabile. Questo intreccio è un aspetto tipico della cultura e dell’atteggiamento devozionale copertinese e salentino ed è una forma tipica di espressione dell’anima popolare”.

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