Gli apprezzamenti post mortem di Renato Guttuso
L’arte di Geremia Re, pittore dell’aristocrazia. Tra i suoi allievi nella scuola leccese, Nino della Notte, Mino delle Site e Lino Suppressa. Lo colse una morte solitaria e senza sacramenti per la sua appartenenza al Pci.
Figure, 1942-43, olio tela, Lecce-Museo Prov.le
Il pittore Geremia Re nacque a Leverano nel 1894 dal sarto Francesco e da Antonia Paladini. Nel 1910 si trasferì a Roma per frequentare un corso di sartoria, ma presto decise di frequentare gli studi artistici dedicandosi alla pittura. Nel luglio del 1917 si diplomò presso il Regio Istituto Superiore di Belle Arti e proprio in questi anni fu decisivo il suo incontro con il pittore Armando Spadini.
Fiori, 1946 ca., olio tela, Lecce-Museo Prov.le
Geremia partecipò alla Grande Guerra e fu proprio questo un periodo ampiamente documentato dai suoi numerosi disegni riportarti sul taccuino, abbozzi carichi di umanità e di spirito di osservazione, caratteristiche che accompagneranno l’artista per tutta la vita. Terminò il suo corso di studi nel 1920 e nello stesso anno partecipò alla prima Biennale Romana. Furono anni d’intensa attività espositiva e di numerosi viaggi, tra questi il più significativo fu quello a Parigi nel 1928, decisivo per la sua formazione artistica.
La caccia, 1925 ca.-pastello, Lecce-Coll. Camera Commercio
La permanenza parigina gli permise di partecipare al Salon d’Automne e di entrare a contatto con le opere degli impressionisti e di Picasso. Nel 1929 il suo impegno sociale lo portò ad assumere l’incarico di membro della Commissione di Arte e Cultura da parte della Federazione Provinciale di Terra d’Otranto nel P.N.F. e, nell’anno successivo, quella di segretario della sezione provinciale del sindacato degli artisti. Geremia nel 1931 fece parte del Direttivo Provinciale di Belle Arti che aveva competenza sulle tre Province Salentine, insieme a Agesilao Flora, Almo Mercanti, Antonio Mazzotta e Raffaele Giurgola.
Maternità, 1927, olio tela, Lecce-Museo Prov.le
Nel 1932 fu tra i firmatari di una lettera a Marinetti, che gli permise di schierarsi in favore di uno svecchiamento della cultura locale. Durante la fine degli anni trenta si trasferì a Parma dove insegnò fino al 1943. Geremia in seguito ritornò ad insegnare presso la Scuola d’Arte a Lecce e tra i suoi allievi più dotati ricordiamo Nino Della Notte, Mino Delle Site e Lino Suppressa. Tra le frequentazioni di Geremia Re risaltano i contatti con l’aristocrazia locale che gli consentì di decorare molti palazzi signorili, e gli procurò le commissioni di decine di ritratti, tra questi ultimi spicca il Ritratto della Signora Misraki (1923-26). La donna raffigurata era la sposa di Giorgio Misraki, magnate statunitense di origine greca, che, nonostante le sue ascendenze ebree, fu tollerato durante le leggi razziali grazie ai rapporti di amicizia con il gerarca fascista Achille Starace.
Ritratto Della Signora Misraki, 1923-26, pastello-Lecce-Coll. Privata
Geremia morì improvvisamente d’infarto a Lecce il 13 gennaio 1950. Una morte solitaria che lo colse lontano dagli amici e dagli affetti familiari, che lo potettero riabbracciare solo nel desolato obitorio. Il giorno successivo al decesso vi fu un mesto corteo funebre che si tenne a Leverano, privo di croci poiché al defunto non fu possibile praticare gli ultimi sacramenti e a causa, anche, del ritrovamento di una tessera del Pci. Tra le persone che accompagnarono il feretro si notò la presenza del frate francescano Raffaello Pantaloni, anche lui artista, che seguì il pittore per ultimo, recitando il Santo Rosario. Dopo la morte di Geremia Re, Renato Guttuso commentò: “Visse quasi sconosciuto e solo dopo la sua morte si accorsero che era un pittore tra i migliori del suo tempo”.
Giuseppe Mancarella




















