Grandi difficoltà a reinserirsi nella catena produttiva/Salento: Dove i posti di lavoro si perdono
LA CHIESA IN PRIMA LINEA.
Più volte i Vescovi del territorio hanno richiamato l’attenzione di governanti, politici locali e sindacati sulla necessità di risolvere il problema.
L’Italia sta attraversando una spaventosa crisi economica e sociale. Crisi che si avverte maggiormente al sud ed in modo particolare a Lecce e nel Salento. Molte aziende e attività varie in campo manufatturiero, commerciale e artigianale hanno chiuso i battenti o – nella migliore delle ipotesi – hanno notevolmente diminuito il fatturato.
Con l’inevitabile licenziamento di migliaia di lavoratori, molti dei quali hanno dovuto far ricorso alla cassa integrazione. La perdita del posto di lavoro ed il ricorso ai cosiddetti “ammortizzatori sociali” è un grave danno per l’economia del territorio, ma anche, e soprattutto, uno stato al limite dell’indigenza per i lavoratori e le rispettive famiglie.
Senza contare che la perdita del posto di lavoro comporta oltre ad un grave stato di disagio psicologico anche un preoccupante colpo per la salute delle persone che ricevono la lettera di licenziamento. Alcuni studiosi, infatti, hanno accertato recentemente che la perdita di una occupazione stabile può causare l’infarto, soprattutto agli ultracinquantenni.
Molti sono i lavoratori, soprattutto in Provincia di Lecce, che oltre a perdere il lavoro hanno, inoltre, molta difficoltà a reinserirsi nella catena produttiva per svariati motivi. Uno dei quali è l’impossibilità ad occupare quei posti che le aziende preferiscono dare ai più giovani (che costano di meno e che spesso sono assunti come apprendisti).
Al danno si aggiunge anche la beffa per i lavoratori (tra cinquantenni e sessant’anni): non maturano in tempi brevi il diritto alla pensione perché con la recente Riforma Fornero (dal nome del Ministro del Governo Monti che ha innalzato praticamente a 66 anni e tre mesi il diritto ad accedere alla pensione di vecchiaia).
Situazione paradossale che incide sulla vita (o meglio sulla sopravvivenza di migliaia di persone). Non si può – e non si deve – rimanere insensibili a storie come quelle che pubblichiamo qui accanto, nella stessa pagina. La Chiesa, a tutti i livelli, ha richiamato l’attenzione di governanti, politici e sindacati sulla necessità di affrontare e risolvere con determinazione il problema del lavoro e dei lavoratori.
















