Hot Staff… Cinque ragazzi e tanta musica
A colloquio con la ventenne Squinzanese, voce del gruppo, la più giovane della Band.
“La musica per me è stile di vita, aiuta la mia vita, mi rende familiari i componenti del gruppo, con i quali condivido sacrifici, stanchezza, ma allo stesso modo anche gioia, soddisfazioni! Sono comunque studentessa presso la Facoltà di Biologia qui a Lecce”.
Sapete che cos’è un “campo semantico”? Nient’altro che un insieme di parole accomunate da significati simili, o meglio, “apparentati” tra loro e capeggiati da un vocabolo leader di senso più ampio, tendente all’astratto. Esempio: il termine Energia è il leader, nel “recipiente” possiamo trovare dinamo, conduttore, caricatore, luce…..ma può capitare di trovarci anche Tiziano Tafuro, 23 anni, di Trepuzzi, che, credetemi, fa esplodere energia da ogni cellula! E la convoglia nei muscoli necessari per battere il ritmo alla sua band, gli Hot Staff, cioè “timbro caldo”, di cui racconta la gènesi, con un sorriso radioso ed emozionato.
Quattro giovani musicisti, lui compreso, provano a costituirsi in gruppo e, animati dall’amore per tutto ciò che è suono, studiano insieme un genere che possa far divertire gli ascoltatori, sacrificando gusti personali. Approdano dopo circa un anno alla soluzione della disco music degli anni Settanta e Ottanta, riproponendo Tom Jones, Aretha Franklin, Donna Summer… anche affidandosi ai ricordi e ai consigli dei genitori! E allora abbiamo: Tiziano Tafuro alla batteria, Marcovalerio Sabato alle tastiere, Giuseppe Cavalera al basso e Francesco Zacchino alla chitarra elettrica. Mancava qualcosa… o qualcuno! Forse la compianta Whitney Houston non era a conoscenza di avere una “figlia musicale” di vent’anni, salentina, precisamente di Squinzano, con l’eredità del suo timbro eccezionale e della sua acrobatica estensione vocale! Eccola, Angela Garzìa, la più giovane della band, anche lei molto entusiasta!
Angela, come è avvenuto il tuo inserimento in questo gruppo musicale già costituito?
Avevano bisogno di una voce solista e, dopo ricerche varie, ascoltando me, ho notato sguardi d’intesa fra loro e ho capito che sarei rimasta con gli Hot Staff…
Come avete concordato successivamente la scelta dei brani?
Inizialmente, da parte mia, c’era un lieve scetticismo, perché precedentemente, con altri gruppi, mi sono ritrovata a cantare proprio i brani che coincidono con il loro progetto musicale e, sinceramente, avevo voglia di cambiare genere. Poi, però, cominciando a provare, mi sono ricreduta, acquistando fiducia nella riuscita del progetto e nuovo entusiasmo nell’interpretazione di brani già noti, ma resi innovativi dall’alchimia venuta a crearsi con questi ragazzi. Riescono a suonare fino a trenta brani dal vivo, senza l’ausilio di alcuna base musicale o suoni campionati prodotti da computer, niente di tutto ciò, solo live, perché, tra l’altro, sono anche ottimi arrangiatori.
Al di là del canto, chi è Angela Garzìa?
Proprio qui è il bello! Io non posso stare “al di là del canto”, perché la musica per me è stile di vita, aiuta la mia vita, mi rende familiari i componenti del gruppo, con i quali condivido sacrifici, stanchezza, ma allo stesso modo anche gioia, soddisfazioni! Sono comunque studentessa presso la Facoltà di Biologia qui a Lecce e seguo regolarmente le lezioni, non trascuro assolutamente il dovere dello studio.
C’è stato il sostegno da parte dei genitori a proseguire nella carriera musicale?
Certo! I miei genitori mi sono sempre vicini, la mamma in maniera molto più aperta ed esplicita, papà invece nella discrezione e nella stima profonda per me e per il mio lavoro.
Hai qualcuno da ringraziare in modo particolare per avare scoperto e incoraggiato il tuo talento?
Sì, proprio così. Si chiama Michele Blasi, fondatore dell’Associazione B2 Musica e Spettacolo, per me è amico, confidente, datore di lavoro, tramite lui ho preso parte a diversi musical di un certo rilievo, come la Divina Commedia, dove ho interpretato il ruolo di Beatrice, o anche spettacoli dedicati alla memoria di Fabrizio De Andrè.
Quanto è importante la tua formazione francescana nel contesto in cui vivi e lavori?
Se io non fossi francescana, ovvero inserita nel cammino della GiFra, non affronterei i sacrifici a cui quotidianamente sono chiamata, non mi lascerei scomodare anche quando non ho le forze, Francesco insegna con i fatti che, quando si pronuncia il “sì”, bisogna pronunciarlo fino in fondo, con la vita!
Angela De Venere

















