I BAR E IL GIOCO D’AZZARDO A LECCE…C’È CHI DICE NO
L’indagine sulla presenza di bar etici nel nostro territorio apre uno squarcio illuminante su una società propensa al cambiamento ma restia ad attuarlo. Il lavoro di ricerca nasce dalla presa di coscienza che il Gioco d’azzardo, presente da sempre ma emergente da poco, può diventare una vera e propria patologia conosciuta come Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico, GAP, Ludopatia o Pathological Gambling. Il Gioco d’Azzardo patologico (GAP) è stato riconosciuto ufficialmente come patologia nel 1980 dall’Associazione degli Psichiatri Americani; ed è stato classificato nel DSM V tra le “dipendenze senza sostanza”. Il Gap è associabile ad altre dipendenze come l’alcool e la droga e prevede gli stessi interventi di queste patologie.
La consapevolezza di un problema è la strada maestra per la sua risoluzione, in tal senso si inserisce l’intervento del Governo Monti in merito a questo fenomeno. La legge n.189/2012 nota come Decreto Balduzzi, entrata in vigore a partire dal gennaio 2013 ha obbligato i proprietari di esercizi pubblici a esporre una guida informativa sul rischio della dipendenza dei giochi d’azzardo che esplicitano le problematiche e i riferimenti utili da contattare per i giocatori con dipendenza.
L’inchiesta ha rivelato innanzitutto che nella maggior parte dei bar di Lecce sono presenti giochi d’azzardo, anche se molti esercizi hanno affisso il vademecum previsto dalla legge rispondendo così ad un obbligo legislativo e una necessità sociale ma non etica.
Mentre solo una percentuale molto ridotta di questi esercizi hanno fanno la coraggiosa scelta di rinunciare a facili introiti in nome di un bene comune. A Lecce il Bar Trentino, il Caffè Adriano e il Bar Massimo hanno deciso di no scegliere per la vita degli altri, non hanno infatti al loro interno alcun gioco d’azzardo.















