Pubblicato in: Ven, Giu 14th, 2013

I BAR E IL GIOCO D’AZZARDO A LECCE…C’È CHI DICE NO

L’indagine sulla pre­senza di bar etici nel nostro territorio apre uno squarcio illumi­nante su una società propensa al cambiamento ma re­stia ad attuarlo. Il lavoro di ricer­ca nasce dalla presa di coscien­za che il Gioco d’azzardo, pre­sente da sempre ma emergente da poco, può diventare una vera e propria patologia conosciuta come Disturbo da Gioco d’Azzar­do Patologico, GAP, Ludopatia o Pathological Gambling. Il Gio­co d’Azzardo patologico (GAP) è stato riconosciuto ufficialmente come patologia nel 1980 dall’As­sociazione degli Psichiatri Ame­ricani; ed è stato classificato nel DSM V tra le “dipendenze senza sostanza”. Il Gap è associabile ad altre dipendenze come l’alco­ol e la droga e prevede gli stessi interventi di queste patologie.

La consapevolezza di un proble­ma è la strada maestra per la sua risoluzione, in tal senso si inserisce l’intervento del Governo Monti in merito a questo feno­meno. La legge n.189/2012 nota come Decreto Balduzzi, entrata in vigore a partire dal gennaio 2013 ha obbligato i proprietari di esercizi pubblici a esporre una guida informativa sul rischio della dipendenza dei giochi d’azzardo che esplicitano le problematiche e i riferimenti utili da contattare per i giocatori con dipendenza.

L’inchiesta ha rive­lato innanzitutto che nella mag­gior parte dei bar di Lecce sono presenti giochi d’azzardo, anche se molti esercizi hanno affisso il vademecum previsto dalla legge rispondendo così ad un obbligo legislativo e una necessità socia­le ma non etica.

Mentre solo una percentuale molto ridotta di questi esercizi hanno fanno la coraggiosa scel­ta di rinunciare a facili introiti in nome di un bene comune. A Lecce il Bar Trentino, il Caffè Adriano e il Bar Massimo han­no deciso di no scegliere per la vita degli altri, non hanno infatti al loro interno alcun gioco d’az­zardo.

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